Metti che io domattina muoia. Sparato da un satanista qualsiasi che oltre a me uccide altri 27 tizi a caso per ragioni di sua imperscrutabile necessità . Ecco, in un caso del genere -non so come dirlo – io non sarei contento se qualcuno se ne andasse in giro per la rete Internet a raccogliere immagini dal mio flickr per un articolo giornalistico. Lo ha raccontato magistralmente Alessandro Gilioli nel suo commento al mio post di ieri, quale sensazione una simile ricerca di “testimonianze di mantellini morto” possano indurre quando ha citato il giornalista che prima di Internet, enorme magazzino di ogni profilo di ciascuno di noi, implorava la zietta del defunto di estrarre una foto dall’album familiare per la pubblicazione, fosse anche quella col vestito della cresima. So bene che tutto questo “tramiscare” fra le altrui cose e’ perfettamente legale ed ampiamente giustificato e bene hanno fatto i giornalisti amici a sottolinearlo. E tuttavia, nel momento in cui la grande parte delle nostre testimonianze di vita si spostano in rete (un fenomeno vecchio solo di pochi anni) il fatto che sia lecito trattare questa immensa montagna di dati come “pubblici” in quanto volontariamente resi disponibili, mi pare una semplificazione che prima o poi dovra’ essere rivista. Non mi interessa tanto l’aspetto legislativo (quello, si sa, e’ sempre in ritardo e quando il mondo cambia la norma segue, talvolta con qualche fastidioso ritardo) quanto quello etico. E nemmeno mi riferisco solo all’etica dei giornalisti quanto a quella di ciascuno di noi che consideriamo normale mettere online le foto dei nostri figli, dei nostri viaggi, dei tramonti che ci sono piaciuti. Dire “se non vuoi essere disponibile per i media (nel giorno infausto del tuo decesso procurato dal satanista di prima) non metterle online” mi pare oggi, vista la significatività  della nostra esperienza di rete ed i suoi stretti collegamenti con tutto il resto della nostra vita di relazione, un piccolo ricatto fuori dal tempo. Siamo cresciuti nei nostri primi dieci anni di Internet pensando alla rete come ad una bacheca nell’atrio di un grande luogo pubblico. E’ forse ora di iniziare a convincersi che si tratta invece di una parte liberamente accessibile della nostra privatissima casa.

p.s. se mi sparassero per davvero faccio presente che le mie foto hanno una licenza che ne esclude l’utilizzo commerciale. Grazie.

31 commenti a “METTI MANTELLINI MORTO”

  1. Ed dice:

    Detto che ti auguro di vivere ancora altri 100 anni, temo che la creative commons di flickr certi giornalisti la ignorerebbero allegramente. Tanto pubblicherebbero allegramente la foto, poi, si vedrà …

  2. .mau. dice:

    beh, in questo caso la vedova Mantellini e l'orfana Mantellini potranno chiedere l'aiuto a molti avvocati qui in rete e farsi dare un bel po' di soldini.

  3. Massimo Morelli dice:

    Per piacere, Massimo, un attimo prima di farti sparare chiudi i commenti.

  4. Anonimo dice:

    giuro che faro' presente la cosa ai colleghi!

  5. Lunar dice:

    "Siamo cresciuti nei nostri primi dieci anni di Internet pensando alla rete come ad una bacheca nell'atrio di un grande luogo pubblico. E' forse ora di iniziare a convincersi che si tratta invece di una parte liberamente accessibile della nostra privatissima casa."

    Benvenuto sulla terra Mante. Lo dico senza ironia e con un pizzico di amarezza.

  6. Lorenzo dice:

    Beh ovvio, se economicamete e moralmente la smerdata per averle usate ha tutto sommato un bilancio positivo, non c'è motivo di ritenersi vincolati.

    Comunque i quotidiani fanno lo stesso lavoro che farebbero i lettori: come siamo abituati a cercare in Internet informazioni su altri fatti, perché non farlo anche per i fatti di cronaca.

    Per le tue foto poi nulla vieta di scrivere che si possono trovare su flickr, dove molti di noi, senza sbandierarlo in giro, andrebbe a vederle. La morte è sempre un fatto interessante, e abbiamo bisogno di identificarci, di vedere al di là  delle categorie. Per quanto possibile, ovviamente.

  7. spider dice:

    Potrei anche sbagliarmi, ma dubito fortemente che la licenza delle tue foto, intese come quelle che ti ritraggono, valga qualcosa in caso di tua morte. A corredo di un articolo ho paura che il diritto di cronaca prevarrebbe. Altro discorso per le foto che hai fatto tu ad altri soggetti che non siano te.

  8. aghost dice:

    concordo con mantellini e per nulla con Gilioli.

    Mi pare curioso che, se tiro le cuoia, le mie foto su internet possono diventare carne di porco ed essere utilizzate ovunque e da chiunque. Ma chi l'ha detto? E se sono vivo? Gilioli mi chiede il permesso o se ne impipa, perché tante le foto erano su internet? Ma chi lo autorizza a ritenere che io abbia piacere che le mie foto su internet finiscano sulla stampa, o in televisione?

  9. Alessandro dice:

    Io spero tanto che nessuno ti ammazzi in quel modo, perché penso proprio che faresti quella fine. ;)

  10. Alberto dice:

    Ho fatto anche io quel ragionamento. Non per quanto riguarda la morte però.

    Difatti io condivido solo quello che non ho problemi se viene usato.

    L'unica mia foto dove è ritratta mia moglie e mia figlia è ripresa da dietro.

    Non mi faccio autoscatti e gli scatti che gli altri fanno a me mi sta bene che siano pubblici.

    Le foto che faccio alle BTS Hiperlan2 EOLO di NGI sono ovviamente pubbliche ma anche i fiori che fotografo lo sono.

    E' pubblica la foto che ho fatto a Botero.

    Sono pubblici e riusabili i miei scritti sul blog, gli appunti su delicious sul tumblelog e su twitter.

    All'inizio avevo pensato di pubblicare sotto pesudonimo ma poi ho cambiato idea (grazie a Pietro Saccomani) e quindi sono qui… in piazza :)

  11. LorenzoC dice:

    Mi associo a Massimo Morelli.

    Ci vorrebbe uno script collegato wireless con un chip impiantato sottopelle che appena si accorge che ho tirato le cuoia chiude i commenti del blog. :-)

    Da morto ammazzato (da un satanista o dal vicino) mi piangerebbe il cuore vedere il mio blog assaltato da orde di commentatori senza poter muover un dito.

  12. massimo mantellini dice:

    @Lunar: credo che stiamo intendendo la medesima frase in maniera diametralmente opposta

  13. Folletto Malefico dice:

    Beh, come dici in chiusura: ci provassero ad usare le mie foto. Guarda, lo scriverei anche nel testamento: "Se qualche idiota si azzarda a riutilizzare senza licenza le mie foto, sbranateli con un avvocato che vi potete pagare con i miei soldi, grazie".

    Faccio una discreta attenzione a cosa pubblico, l'unico dubbio mi verrebbe per le cose che pubblicai tempo addietro, ma mi sarebbe difficile da controllare e se non ricordo male non essendoci ancora le CC dovrebbero essere tutte sotto full copyright.

    Quindi, internet è internet, non va usato né con leggerezza né con 'pesantezza'. Va usato e basta. :D

  14. Alessandro Longo dice:

    Mah, forse la soluzione è proprio quella… mettere una licenza che limiti l'uso delle proprie foto. COsì si salvano capre e cavoli

    C'è diritto di noi giornalisti a usare le foto se non c'è un divieto esplicito…e allora chi non vuole metta il divieto

  15. Folletto Malefico dice:

    Scusa Alessandro, potresti citarmi tale diritto? Perché che io sappia in assenza di divieto esplicito vale il Diritto D'Autore, pienamente applicato.

  16. frap1964 dice:

    Nella mia privatissima casa entra chi dico io.

    Se decido che però il mio bel giardino privato e fiorito è di libero accesso, ma non mi premuro di mettere almeno il cartello "i fiori si guardano ma non si toccano, grazie", poi non è che mi posso lamentare e stupire se una bella mattina mi sveglio e vedo che alcune delle mie favolose begonie sono misteriosamente trasmigrate nei vasi, sul davanzale, di un tizio tre numeri civici più in là .

  17. Folletto Malefico dice:

    @frap1964 oddio. Se succedesse una cosa simile credo che riuscirei a fare valere i miei diritti ben più che sul web. Libero accesso non significa "entra e ruba". :P

  18. palmasco dice:

    D'accordo a mettere da parte l'aspetto legale, ma anche quello etico mi pare difficilmente sostenibile, almeno così come lo presenti qui.

    Partiamo invece dalla considerazione che quello che fa impressione nelle foto dei protagonisti della vicenda, è la congruenza con l'orribile circostanza del delitto. Quelle foto mostrano un legame, per quanto siano state scattate abbastanza ovviamente in un momento che tutti riconosciamo particolare, momento di un abbandono che conosciamo in molti, mostrano un legame psicologico involontario con i fatti che le hanno seguite.

    Mostrano un aspetto d'ombra della personalità  dei protagonisti, che per quanto raccolto in un momento scherzoso, impressiona per una corrispondenza con i fatti finali, che da un punto di vista emotivo si potrebbe perfino far chiamare predestinazione. Io non lo faccio e non lo voglio fare, ma guardando le foto, riconosco la tentazione di poterlo voler fare (cioè di dire, guarda! Non mi stupisce come sia finita).

    In questo caso, secondo me, non stiamo parlando quindi della mia fotografia, del mio ritratto, di una delle foto in vacanza che pubblico di me stesso, ma invece dell'uso di una mia fotografia che di colpo, a causa delle circostanze tragiche, DIVENTA rivelatrice di un'ombra della mia personalità .

    Se quest'analisi fosse accurata, come credo che sia, tu non stai qui difendendo un diritto, o tentando di farlo, ma cerchi invece di proteggerti e di proteggerci da un'emozione che fa un po' paura: che la semplice sovrapposizione di una fotografia alla notizia del tuo decesso, mostri che per qualche oscura ragione, ti sei meritato quella fine.

    Questo mostrare, sono d'accordo con te, sarebbe veramente mostruoso.

  19. rectoscopy dice:

    a tutto ciò c'è un rimedio piuttosto vecchio: lo pseudonimo.

    questo rimedio aiuta anche a tenere a bada le manie di protagonismo. ;)

  20. Lunar dice:

    @palmasco

    no, ti prego non farlo. Le analisi alla Bruno Vespa in un blog?

    Io cambio canale, vado da Selvaggia.

  21. Fra dice:

    Tutti a dire cosa farebbero loro, ma nessuno che si si a cheisto cosa pensano gli autori delle foto che sono gli unici che avrebbero il diritto di negare o approvare.

    Magari a loro non gliene frega nulla che questefoto sono finite sui giornali, magari loro sono contenti di questo anzi se nessuno le avesse pubblicate si sarebbero attivati per farlo. Magari l'unica cosa che gli secca un po' è che non ci faranno dei soldi, magari stanno già  trattando per pubblicare un istant book "sull'efferato delitto di provincia". Tutti gli ultimi "efferati delitti" hanno già  avuto la loro bella pubblicistica, vittime e carnefici uniti nella smania di visibilità .

    Di certo c'è che i moralisti sono sempre in agguato e non vanno mai in ferie.

  22. palmasco dice:

    @Lunar, no ti prego! Non abbandonare questo blog per Selvaggia!

    Come potremmo privarci di un fine censore come te, capace di scovare somiglianze inedite tra i big dello spettacolo?

    La battuta comunque è carina, anche se fuori luogo, come tutti quelli che vorrebbero insegnarci cosa si può e cosa non si può fare :-)

  23. Andre dice:

    @Fra: INSUA (Io Non Sono Un Avvocato), ma mi risulta che un condannato non possa trarre alcun vantaggio economico dai delitti che ha commesso. Per esempio, non può cedere i diritti sulla storia per farne un film, scriverci un libro o prendere soldi per una comparsata tv.

  24. Daniele Minotti dice:

    Massimo, se ricordi bene ce l'hai una bella foto a futura memoria.

    Ma ROTFL!

  25. cfdp dice:

    Va bene che noi giornalisti siamo fra le categorie meno affidabili e credibili del mondo, ma non siamo tutti così cinici e senza cuore come ci descrivete. C'è giornalista e giornalista, come c'è avvocato e avvocato, ingegnere e ingegnere, blogger e blogger. Sono sicuro che la maggior parte dei giornalisti – se fra 120 anni dovesse prendere una foto di Gilioli da pubblicare accanto al suo ricordo – non prenderebbe quella con il naso da pagliaccio. Poi ci sono anche i pirati, ma quelli non si cancellano con una legge o con un codice etico. A proposito di pirati: se smettessimo di leggere certi giornali, anche molti pirati avrebbero meno mercato e meno possibilità  di sopravvivere: inutile scagliarsi contro molti giornalisti di bassa lega, se poi ci sono tanti lettori (di altrettanto bassa lega) a legittimarli. Arringa finita, grazie ;-)

  26. Antonio dice:

    Il problema sta a monte, e voi ancora discutete su chi/come potra' usare le vostre foto private!

    E' un problema di privacy, avete voluto sbandierare i cazzi vostri su internet? metterci le vostre foto? Pubblicare la vostra faccia? Non parlo direttamente di mantellini ovviamente ma a chi pensate possa interessare il fatto che vi siete dati una materia con 30 e lode e poi lo scriviate nel blog, oppure che avete fatto una nuovissima foto artistica a vostra moglie e l'avete messa su flickr?

    E' un bisogno di espressione ok, ci sono tanti motivi e c'e' tutta la storia del web 2.0 dietro, siamo nel 2007, si', ma quanto poco vi importa della vostra privacy?

    E se invece delle foto su repubblica online, senza violare la licenza, mettessero i link che rimandano a flickr? tipo FOTO1, FOTO2, FOTO3, quella sarebbe una violazione della licenza? Sarebbe ora che vi chiedeste di cosa parlate nel blog invece che domandarvi l'uso legale o meno che se ne puo' fare di queste informazioni.

    E ripeto, non mi riferisco esplicitamente a Mantellini ma e' un commento generico, se un giornalista scrivesse un articolo sulla vostra morte parlando della vostra vita privata, semplicemente usando le informazioni prese dal vostro blog? O se per caso, putacaso, vi arrestassero, solo perche' state accanto a una casa dove si e' commesso un omicidio, e, ancora per caso, il vostro alibi non reggesse, non perche' avete realmente commesso l'omicidio ma solo perche' non avete un alibi credibili, non credete che i giornalisti andrebbero subito sul vostro blog, a interessarsi della vostra vita, a costruire castelli in aria, come sanno ben fare loro, sulle vostre materie all'universita', sulle vostre frequentazioni e cosi' via, semplicemente con le informazioni contenute sul vostro blog.

    E' un probelma di privacy, non di licenze.

    Cheers

    Antonio

  27. pierobo dice:

    Il problema secondo me è un altro. Supponete di essere in mezzo a quei 27 piallati assieme a Mantellini. Avete sistemato tutto per presentarvi come si deve? Avete curato la vostra immagine sul blog e su Flickr?

    Avete messo a disposizione abbastanza materiale per i circa 3 min che Studio Aperto vi dedicherà , con opportuno sottofondo di violini? E' tutto pronto per presentarvi al target pomeridiano come padre affettuoso, collega rispettato, fedele marito?

    Avete badato che non esista un vostro omonimo che spunti prima di voi su Google, rubandovi parte della vostra tutto sommato meritata visibilità ? E se il giornalista è 1.0 e usa Altavista, lì, ci siete?

    Insomma, avete preparato tutto quanto occorra a saziare la belva?

  28. Lunar dice:

    palmasco,

    le tue foto sono belle, sul serio.

    ma io non mi metto a scandagliare la tua psiche guardando le tue foto.

    era chiaro il concetto? :)

  29. fabioz dice:

    "E' forse ora di iniziare a convincersi che si tratta invece di una parte liberamente accessibile della nostra privatissima casa."

    personalmente non l'ho mai dimenticato. uso flickr da anni e altri social da poco: rendo pubbliche solo le foto neutre, praticamente nessuna foto personale, di amici famiglia etc.

    in più uso una decina di nick e mai il mio nome, sorry, sarà  obsoleto ma in fondo sono un provinciale e la mia famiglia è molto nota: pettegoli, impiccioni, invidiosi, e anche veri e propri molestatori ne ho incontrati già  abbastanza in real life.

    non è necessario finire mortammazzato per trovarsi in mezzo a dicerie fantasose, totalmente inventate e dannose.

    "la calunnia è un venticello"…

  30. Folletto Malefico dice:

    @Antonio: se mi linkano il sito, mi va benissimo infatti: perché lì il materiale è contestualizzato e commentabile. Se rubano l'immagine no. :)

    Vale da vivo, come da morto. ;)

    Quindi, mi ostino a farne un problema di licenza. ;)

    Per il resto, ritengo che ognuno sia abile di scegliere cosa postare e cosa no, cosa rendere pubblico e cosa no. Se non si è vergognato da vivo, dubito lo farà  da morto. :)

  31. schikki dice:

    grazie per avere postato questo commento, erano due giorni che cercavo un mezzo di informazione italiano che non avesse un approccio scandalistico…