Week.it chiude. L’ultimo editoriale del suo direttore.

Purtroppo, con la diffusione dell’informatica a tutti i livelli e in tutti i campi, è diventato molto più facile vendere (e acquistare) spazi pubblicitari sui grandi numeri indifferenziati che non cercare di spiegare (e capire) un particolare modello qualitativo basato sulle persone, e la cosa vale anche sul fronte dell’online. Che dire: schiacciati dalla logica di chi ha deciso che è meglio sparare col cannone piuttosto che prendere la mira con cura, molto a malincuore salutiamo.

13 commenti a “A MALINCUORE SALUTIAMO”

  1. SignorICS dice:

    Addio, Fabio!

    (a buon intenditor, poche parole)

  2. Fabio Metitieri dice:

    Signor Ics –

    che insomma…. firmarsi non e' poi cosi' traumatico, mi pare… siamo tutti grandi, io le mie cazzate le firmo, sempre, e non vedo perche' gli altri non possano fare altrettanto, soprattutto in un messaggio che e' rivolto esplicitamente a una precisa persona (a me, in questo caso)

    – tu, dici, hai poche parole, io non ho ne ho piu'' nessuna.

    Ho letto Pc Week/Week.it credo dal 1987 e vi ho scritto, con una piccola interruzione, dal 1997 a oggi. Molto, in certi periodi: ricordo un numero con 11 miei pezzi e un lungo periodo in cui in media pubblicavo 3-5 pezzi per numero.

    Secondo me, prima di questa ultima fase di crisi e di diventare quindi una sorta di quindicinale di 10 pagine, anche Week.it, l'ultima versione, e' stata un'ottima pubblcazione. E senza markette e Tramezzini, as far as I know.

    Bene, certamente mi sfugge qualcosa, ma adesso che cosa sta rimpiazzando questo tipo di testate?

    I discorsi sulle mutande tigrate sul Manteblog? Gli appelli gadgettari di Valdemarin?

    O ormai le notizie Ict di taglio business, aziendale e professionale tutti le leggono on line e in inglese? E in Italia su carta si vende solo piu' l'infografica, la semplicita', lo stile con il "tu lettore scemo" e gli hype piu' incredibili?

    Spiegaci, signor Ics, visto che tu queste cose le sai. Con firma, per favore, nome e cognome e qualifica, se per te non e' troppo difficile e traumatico. Grazie.

    Ciao, Fabio.

  3. Alessandro Longo dice:

    Ha ragione Fabio, SignorICS sei ignobile

  4. massimo mantellini dice:

    senza entrare nel merito faccio presente che su questo blog commentare solo col nick e' ok. Quindi non esageriamo con le morali (e nel caso fatele a me che le cestino subito)

  5. SignorICS dice:

    Premesso che ringrazio il Manteblog per non censurarmi in quanto commentatore dotato di nick, debbo dire con sincero rammarico e stupore che proprio non ho capito perche' nel mio commento avete letto un contenuto polemico o ostile.

    Ma preferisco la reazione salace di Fabio, e non poteva essere altrimenti data la mia stima verso di lui, all'atteggiamento fariseo di chi finge una solidarietà  notoriamente mai provata, e tutto questo senza aver compreso un 1% del mio commento.

    (anche qui: a buon intenditor, poche parole)

  6. Alessandro Longo dice:

    Il mio commento non si riferisce all'assenza di nome e cognome ma alla tua assoluta mancanza di rispetto per una rivista che muore e per persone che lavorano.

    Ma se ho frainteso il senso, è anche colpa tua che hai gettato il sasso nascondendo la mano.

  7. Cafonauta dice:

    Mi mancherete davvero!

    Nel bagno della mia azienda in questi anni c'è sempre stata una catasta di giornaletti.

    Da un lato una pila di Martin Mistere, Dylan Dog e Nathan Never. Dall'altro una pila di Week.it

    Andavi al bagno… e alla seguente pausa caffè, davanti alla macchinetta stupivi tutti con notizie sulle nuove release di vari ERP, nuovi processori a 64 bit o gli ultimi aggiornamenti della guerra tra Windows e Linux.

    Geniale!

    Adesso cosa leggerò in ufficio durante le mie sedute al bagno?

    Cafonauta

  8. Lunar dice:

    Quando una rivista chiude i battenti ogni commento rischia di essere banale, retorico, stupido. Dietro c'è gente che ci lavora)va e merita il massimo rispetto. Però mi chiedo quale poteva essere l'alternativa? Me lo chiedo sinceramente. La colpa di chi è? Io come tanti altri ho smesso di leggere su carta. Riviste tecniche, quotidiani ecc non acquisto più nulla perché trovo tutto in rete. I libri e le pubblicazioni tecniche che negli anni 70 e 80 facevo arrivare dagli states non mi servono più a niente. Prendono polvere e occupano spazio vitale.

    Auguro ogni bene su altri fronti a chi con quella rivista ci "campava".

  9. Fabio Metitieri dice:

    Ics, non ti faccio morali. Richiedevo solo una tua opinione. E firmata, se possibile, a meno che tu un sia un ricercato o un latitante.

    Ciao, Fabio.

  10. .mau. dice:

    ciaoFabio, se chiedi un'opinione firmata fai dei giudizi.

  11. spider dice:

    Mi dispiace molto, ho apprezzato Week.it negli ultimi due anni. Ne ho sempre apprezzato l'ampiezza degli argomenti (notizie dal mondo ICT, sicurezza, ERP, opensource).

    Non c'è niente online, in italiano, che tratti gli stessi argomenti in modo serio.

    Certo, il poco spazio non consentiva grossi approfondimenti, ma gli articoli erano scritti con una cura che i vari blog tecnologici si sognano.

    Peccato davvero.

    Ma perché non fanno pagare gli abbonamenti? 25 euro l'anno li valeva eccome.

  12. kit dice:

    Ero in Mondadori quando l'azienda annunciò a noi del sindacao l'uscita di Pc Week, del quale conservo il primo numero. Credevamo che fosse un marchettone per sostenere l'Olivetti, ovvero De Benedetti, che allora era l'azionista di riferimento a Segrate, due anni prima della guerra con Berlusconi. Un anno o due dopo Bill Gates andò a Ivrea e disse: "Magnifico, sembra la Silicon Valley!". Pronto a sedersi al tavolo con l'Olivetti. Tutti sappiamo come è andata: Abbiamo anche capito che PcWeek non era al marchetta di un'azienda allo sbando, ma una rivista seria, onesta, intelligente. Auguri ragazzi, davvero.

  13. Salvo dice:

    "Dietro c'è gente che ci lavora)va e merita il massimo rispetto.. " C'era anche chi se ne stava a casa a scrivere romanzi e pagava una miseria i collaboratori ..