Oggi su PI c’e’ un articolo di Enzo Mazza, Presidente della FIMI, nel quale illustra le ragioni per le quali una ipotetica tariffa flat per la condivisione legale dei contenuti in rete sarebbe in molti casi impossibile. Si tratta ovviamente di un punto di vista di parte, con alcune grandi finte ingenuita’ (una tariffa del genere non si potrebbe applicare perche’ e’ contraria alle norme internazionali vigenti), alcune discrete paraculate (Mazza insospettabilmente ecumenico si preoccupa di come simili meccanismi potrebbero ostacolare le licenze CC e i gruppi emergenti) e qualche considerazione interessante. In ogni caso, per chi segue queste tematiche, un pezzo da leggere.

3 commenti a “MAZZA E LE LICENZE CC”

  1. camillo dice:

    Dolcissimo e tenero – Mazza – a preoccuparsi di cosa accadrebbe ai CC… no, la flat non va bene, perchè non ci sarebbe distinzione tra grandi e piccoli… e la sovrattassa SIAE per la copia digitale che io devo pagare per archiviare i filmini delle vacanze? Quella la fa la distinzione? E come? Si stanno arrampicando sugli specchi per difendere delle posiioni di rendita oramai rese obsolete dalla tecnologia. I migliori cercano nuove aree di business, i mediocri… tassano.

  2. Lunar dice:

    Non a caso i brani più scambiati nel dato istante sono al 90% i brani più passati nelle radio oppure nuove release di artisti già  noti e il restante 10% è catalogo non più ripubblicato o di difficile reperimento.

    Dr. Mazza,

    a me interessa solo questo 10%. Me la trova lei una soluzione legale?

  3. blob dice:

    Dinosauri armati solo di arroganza, soldi e avvocati. Hanno avuto mille possibilità  di adattarsi e prosperare in un nuovo e fertilissimo ecosistema ed invece di cavalcare la ”Long Tail” di cui parla Chris Anderson questi fossili non hanno fatto altro che criminalizzare i loro clienti e le nuove tecnologie trincerandosi in una nicchia ecologia asfittica per sé stessi, per gli autori e per i consumatori.

    Ora basta! Estinzione! Ora abbiamo il più efficiente sistema di distribuzione e marketing cui l'umanità  abbia mai assistito, ora abbiamo la rete.

    Spazio a nuovi modelli di business (CC, p2p fee, licenze collettive, band's merchandising, live performance) per loro è rimasto solo cantuccio in un manuale di storia dell' economia alla voce: paleontologia industriale.

    Leggetevi questo bellissimo post di demonbaby sulla chiusura di OiNK, la pirateria, il p2p e quella obsoleta e rugginosa macchina di distribuzione che va sotto il nome di industria musicale