Non so: io tutte le volte che ascolto una persona intelligente e colta come Umberto Eco parlare di Internet rimango folgorato dalla pochezza dei suoi argomenti e dalla grande sicurezza con cui li espone. Oppure in alternativa lui e’ troppo avanti nella comprensione della rete ed io nonostante mi sforzi proprio non ci arrivo.

22 commenti a “IL CAVIALE E LA FRITTATA”

  1. Gaspar dice:

    Umberto Eco, per sua stessa ammissione, non è utente di internet, e dice le solite cose che dicono tutti quelli che la guardano da fuori.

    Siccome lui non è capace di applicare un filtro a posteriori, pensa che sia impossibile applicare un filtro a posteriori, e quindi che internet sia un manicomio.

    Se e quando imparerà  ad usare internet, ne parlerà  in modo diverso. Non necessariamente meglio, ma con maggiore cognizione di causa :-)

  2. massimo mantellini dice:

    Quelo che mi secca Gaspar e' che Eco tromboneggia alla grande (spiega cose che non sa) e siccome per frequentazioni familiari di tromboni accademici mi capita talvolta di incontrarne ed osservarne, ne deduco che Eco e' come molti altri accademci tromboni e la cosa tutto sommato un po' mi dispiace.

  3. Lunar dice:

    non vi sfiora l'idea di non aver capito cosa dice Umberto Eco?

    così, giusto per sapere.

  4. Luca Carlucci dice:

    Boh, non liquiderei la cosa col mero trombonismo. Il fatto che ognuno di noi, a prezzo di anni di pratica e di affinamenti, si sia costruito la propria "enciclopedia" (il proprio sistema di filtri, di strumenti di info retrival, la propria costellazione aggregatoria, la prorpia invariabilmente enorme discarica di rifiuti) più o meno funzionale ai propri scopi e bisogni, non elimina il problema della compatibilità -comunicabilità -condivisione di queste singole enciclopedie fra loro.

    Se a ciò si aggiunge poi che la mole di informazioni presente sul web raddoppia ora ogni 11 mesi, ma vi sono autorevoli voci che prevedono che nel 2010 raddoppierà  ogni 11 ore, mi pare lampante che le problematiche di knowledge management (individuale, collettivo, accademico, aziendale) assumeranno una natura quasi emergenziale.

  5. Claudio Iacovelli dice:

    Il Prof. Eco da tempo sostiene alcune idee largamente condivise, due su tutte: l'attendibilità  dei contenuti pubblicati nella rete, la 'massa' di dati presenti nella rete.

    Lei stesso ha scritto alcune volte a riguardo, ed é intervenuto comunque (almeno nel passato) affermando di trovarsi su posizioni non troppo lontane, per quanto riguarda la 'dispersione' del navigante all'interno di un mare "sregolato" e fin troppo esteso.

    Personalmente, ho ascoltato due volte il parere a cui lei ha fatto riferimento per lo sviluppo del suo post, ed ho recuperato alcune interviste al Prof. Eco presenti nella rete, in particolare quelle pubblicate su quotidiani internazionali.

    Internet diffonde messaggi, ma non sempre COMUNICA. Farei più attenzione tra significante e significato, perchè nella rete vedo molto più spesso il primo del secondo.

  6. Federico Giacanelli dice:

    Premesso che il Mac oggi si rifiuta di far vedere il filmato, in genere quando mi trovo di fronte a pareri fumosi provo a chiedere: quanti email legge al giorno? a quanti feed rss è abbonato? cosi' giusto per vedere come il candidato dimostra di districarsi nelle risposte…

  7. elvetico dice:

    I titoli si scrivono in minuscolo: "prof." e non "Prof.", "dott." e non "Dott.". Si comincia dalle piccole cose per liberarsi dal giogo dell'ipse dixit.

  8. Lunar dice:

    "quanti email legge al giorno? a quanti feed rss è abbonato? cosi' giusto per vedere come il candidato dimostra di districarsi nelle risposte…"

    se questi sono i parametri vuol dire che Umberto Eco, ancora una volta, ha fatto centro.

  9. gabriella dice:

    Lunar eretico!

    ;)

  10. il parra dice:

    La cultura, quando è talmente intrisa di un sapere così poco eretico… ma prettamente accademico, ha le sembianze di una barriera propulsiva alle novità .

    http://ilparra.myblog.it

  11. david dice:

    L'errore però è anche nostro che pretendiamo che Eco deppa per forza dire una cosa intelligente e originale su tutto. Mi rendo conto che Internet rientra nel suo campo di studio, ma Eco ha anche un età  per la quale di solito la gente è in pensione. Magari è anche stufo di dover ricominciare da capo e studiarsi una cosa così nuova.

    Io faccio parte di una generazione che ormai ha vissuto quasi più anni con Internet che senza, e soprattutto ho vissuto i miei anni di formazione con la rete. Eco invece ha vissuto più di sessant'anni senza. Magari è anche normale che, se messo davanti ad un microfono dica delle banalità .

    L'errore non è di Eco che a domanda risponde. E' di repubblica che, quando vuole un opinione autorevole su Internet la chiede ad Eco anziché a Mantellini (tiè, così mi sono pure arriuffanato il padrone di casa)

  12. pippo dice:

    La seconda che hai detto… (non ci arrivi proprio)

  13. gabriella dice:

    infatti il padrone di casa è così pratico di link, pink, cink tink mink che manco sa sistemare le url dei suoi commentatori. sono mesi che dice di farlo e non lo fa. Magari lo fa apposta. Che dite? facciamo una colletta per pagargli un dodicenne che smanetti con php, html, python e triccheballacche?

  14. massimo mantellini dice:

    Gabriella,

    non ci vuole molto a capire che non dipende da me, su….

  15. Smeerch dice:

    Provate per un attimo ad estendere il concetto a tutti quei campi a noi completamente oscuri di cui invece Eco mostra di essere padrone. :)

  16. Lunar dice:

    "Gabriella,

    non ci vuole molto a capire che non dipende da me, su…."

    +

    "Updates:

    March 25, 2006

    Zero-support mode"

    massimo, non conosco la situazione del tuo blog visto da dietro le quinte quindi non mi avventuro in analisi, soluzioni e/o conclusioni.

    ma vorrei farti una domanda a carattere generale sui servizi forniti in Internet AGGRATIS.

    Cosa ne pensi?

  17. massimo mantellini dice:

    Beh Lunar, difficile generalizzare. Spesso si tratta di servizi limitati ma comunque utili. Per esempio: non mi frega nulla delle statistiche quindi uso shiny free, se me ne fregasse userei un sistema a pagamento, oppure flickr gratuito e' ottimo per un utilizzo minimo dello sharing fotografico ma se hai qualche esigenza in piu' devi passare alla versione pro. Per i commenti la faccenda e' piu' complessa: il mio sistema di commenti nato molti anni fa era ed e' gestito in maniera amatoriale da un singolo individuo in USA che oggi ha poco tempo da dedicargli……ovviamente dovrei cambiare sistema (per esempio sfruttando il sistema di blogger che e' gia' qui sotto spento) ma non mi va di perdere 5 anni di commenti. E a parte i grossolani errori nei link ed un filtro antispam che va di cacca rateyourmusic piu' o meno per ora funzia e io non mi sono sentito ancora di andarmene. Insomma io ne penso che abbiano una logica scalare utile (quando per esempio flickr, ce l'hanno).

  18. b.georg dice:

    Ciò che fa notizia è il fatto che uno così colto non sappia applicare un filtro a posteriori.

    Cioè, se non fosse così colto la cosa non farebbe notizia.

    Però, ecco, forse avrebbe delle difficoltà  anche con domande sul gioco del polo o sulle tecniche di idraulica applicata. Non è che si può sapere tutto.

    Eviterei per questo di generalizzare sul trombonismo o sulla presunta cultura accademica.

    Alcuni dei libri di Eco hanno fatto scuola nel mondo per decenni in più di una disciplina (semiologia, critica letteraria, sociologia della cultura…) e non averli letti è solo riconosciuto segno di ignoranza – naturalmente scusabile, come quella di Eco, ma di cui sarebbe curioso farsi vanto.

    Forse google o i feed rss e le email non sono proprio il parametro su cui valutare la rilevanza di un intellettuale.

    Cerchiamo di non sembrare del tutto obnubilati dal nostro giocattolo, se ci riusciamo, eh.

  19. massimo mantellini dice:

    Beh appunto b.georg,

    che bisogno c'e' di improvvisare conoscenze che non si posseggono?

    Si puo' essere tromboni e contemporanemante grandi esperti di qualcosa d'altro no?

    E mi spiace ma il deficit di umilta' e' una malattia endemica fra i nostri intellettuali.

  20. Luca Carlucci dice:

    Parafrasando il nostro ospite: io quando leggo una persona intelligente e colta come Massimo Mantellini parlare delle argomentate opinioni di Umberto Eco su internet, rimango folgorato dalla pochezza dei suoi argomenti e dalla grande sicurezza con cui li espone :)

    Suvvia Mantellini, faccia la cortesia ad Eco di non trattarlo come fosse Kakà , e dia a noi il piacere e l'edificazione di conoscere il suo pensiero di esperto del web: che cosa non fila e la innervosisce nel pensiero, invero divulgativo e semplice, del prof?

    (a proposito, l'intervista completa, interessante e divertente nella misura in cui tratta argomenti ponderosi in modo leggero e perfettamente comprensibile, è qui: http://tinyurl.com/2f5rm2 )

  21. b.georg dice:

    se ogni volta che uno parla di qualcosa che non conosce alla perfezione deve partire l'accusa di trombonismo, possiamo anche chiudere tutti i blog stasera, massimo (oppure farli parlare solo di blog, che non so cosa sia peggio)

    ;)

    (tra l'altro, io non ho tutta questa esperienza diretta di intellettuali italiani – ecco un'altra cosa che non so e su cui dovrei essere umile… – ma avendo letto un po' di Eco direi che se c'è uno che avrebbe anche il diritto di non fare l'umile è lui. Peraltro è anche uno di quelli capace di spiegare cose astruse in modo semplice e a farti appassionare di faccende cui non avresti dedicato un pensiero).

    La rete ormai è un elemento del paesaggio, le guerre puniche sono finite, non vedo più la necessità  di rimarcare con un certo sdegno opinioni strane o anche sballate su di essa. Del resto ognuno ha il diritto di non usare l'automobile o la radio o di non mangiare bistecche senza che ciò debba costituire un elemento del giudizio su quella persona o sul suo lavoro.

  22. Cubic dice:

    Nella pochezza delle argomentazioni si sottointende una storia della cultura che ti è estranea. E' anche per questo che non sai, come dici bene.