Ieri e’ stata una giornata molto lunga. Terminata con una di quelle cene presidenziali con enormi tavoli tondi illuminati da candele ad ascoltare Rupert Murdoch che insieme Chris De Wolfe di MySpace chiaccheravano di Internet con John Battelle, moderatore di tutto il convegno. Frasi di circostanza certo, ma anche una capacità  indubbia da parte di Murdoch (che non e’ certo un ragazzino) di dialogare su argomenti come Facebook e nuove tecnologie in genere. Gelo in sala (o forse gelo solo da parte mia non so) quando Murdoch ad una domanda cattiva di Battelle su come cambiera’ il WSJ dopo l’acquisizione da parte di News Corp. ha risposto dicendo che trattera’ molto di piu’ di un sacco di cose estranee alla finanza tra le quali anche un po’ di “fashion”. Nella giornata alla corte di Tim O’Reilly si erano succeduti in molti: prima Mark Zuckemberg di Facebook con un paio di inquietanti ciabatte da spiaggia in plastica. Mark e’ un ragazzino e le sue risposte su dove andra’ Facebok domani sono state brevi ed evasive. L’unica cosa nuova che gli viene estorta e’ che stanno pensando ad un sistema di advertising (ma va’?) e che l’accordo con MS non portera’ ad alcuna colonizzazione del sito da parte del gigante di Redmond. Per quanto mi riguarda il momento “fashion” della giornata e’ stata la breve presentazione di Evan Williams, l’autore del mitico sistema di pubblicazione dal quale da molti anni scrivo ed attuale papa’ di Twitter. La sua idea semplice di migliorare il mondo “togliendo cose” mi ha fatto pensare subito ai quadri di Rothko e alla grande complessita’ che sta dietro a molte delle cose piu’ semplici della nostra vita. E sara’ forse questo il centro del pezzo che sto scrivendo per il Sole24ore.

5 commenti a “WEB 2.0 SUMMIT/DAY 1”

  1. LockOne dice:

    e che s'e' mangiato di buono? non e' che lo voglio sapere io, e' per un altro che gira da 'ste parti..

  2. Dario Salvelli dice:

    Beh da un surfer che t'aspettavi? Mica son tutti occhialuti eh…niente di "nuovo" dunque almeno per ora. L'articolo sarà  dunque riassumibile in "less is more"? :-)

  3. morbin dice:

    "Mark e' un ragazzino" ?

    quindi?

  4. antelope dice:

    La sua idea semplice di migliorare il mondo "togliendo cose"

    Che era la stessa idea della Apple degli anni 80..

  5. Massimo Moruzzi dice:

    @morbìn: Mark è un ragazzino, quindi non ha ancora imparato a usare powerpoint come un dio dell'aria fritta, si accontenta di aver creato l'unica azienda che sembra se non impensierire Google, almeno dare qualcosa ai giornali di cui parlare che non sia Google :)