Ha molto ragione B.Georg e contemporaneamente ne ha pochissima. La scelta de La Stampa e del suo giornalista Andrea Romano di non cancellare il centinaio di commenti inviperiti (molti dei quali francamente offensivi) dei fan di Grillo al pezzo pubblicato da Romano qualche giorno fa, e’ un gran bel segno di una nuova consapevolezza. Nello stesso tempo -valga per il futuro – si tratta di una scelta profondamente sbagliata dal punto di vista dei contenuti. Ma per questa volta almeno, complimenti

VAI E FATTI UN CLISTERE CHE TI RIPIGLI!!!!! TU E TUTTI STI LADRI!!

36 commenti a “COMMENTI DALLA RETE”

  1. Mammiferobipede dice:

    Ho capito, non ti piaceva il titolo, ma almeno cancellare il post precedente… :-)

    P.s.: a me non piace il titolo nuovo, però.

  2. massimo mantellini dice:

    vero vero…..avevo il blog down ed erano in coda per errore dai ieri. Hai ragione pure sul titolo, l'ho cambiato ;)

  3. ALG dice:

    Non capisco moltissimo il tuo discorso sul fatto che sia una scelta sbagliata dal punto di vista dei contenuti. Mi piacerebbe ragionarci più diffusamente comunque il mio dubbio è sul fatto che i commenti siano effettivamente un contenuto e per chi.

    Mi spiego meglio, la definizione di contenuto è molto personale ed allo stesso tempo relativa. Una cosa che è contenuto per me, per esempio un bel pezzo di Wired potrebbe non essere un contenuto per un'altra persona. Io ritengo i vari settimanali scandalistici, tipo Novella 2000, privi di contenuto, perciò di scarso interesse per me, e non li compro; ma poiché sono sul mercato devo dedurre che qualcuno li acquisti, qualcuno per cui questi settimanali portano un contenuto.

    Posto questo punto, non sempre i commenti rappresentano un contenuto, anzi, il contenuto dei commenti è, per definizione basso, si tratta di commenti ad una notizia già  riportata; ne consegue che potrebbero avere un valore relativo solo per gli interessati. I commenti di un blog non sono un forum di discussione ma sono la raccolta di idee scaturite da chi legge il post in questione (molti blog, anche questo, offrono un feed dei soli commenti).

    Veniamo quindi al nocciolo della questione: i commenti non sono contenuto, non è il motivo per cui sono nati, o meglio, sono contenuto solo per l'autore del post e, ma non necessariamente, per chi è particolarmente interessato alla notizia, ma solo se il rumore risulta basso. Possono invece diventare un contenuto quando l'autore del post stesso trae spunto per ulteriori riflessioni(o qualcun altro), cosa che per esempio ha fatto oggi Andrea Romano con risultati che sinceramente apprezzo.

    Non capisco sinceramente dunque il problema contenutistico. I commenti non sono contenuti di per se e comunque non hanno, non esistendo, un valore di contenuto globale. Sta a chi è interessato al contenuto commento, o, se preferiamo, al potere filtrante della rete, elevare i commenti al valore di contenuti.

    Questa è la mia opinione nel merito

    Ciao

  4. Giulia dice:

    Io sono comunque triste che dar spazio ai lettori voglia dire questo… Non so se sia giusto che si accetti il turpiloquio, forse bisognerebbe dare come indicazione che chi interviene deve per lo meno motivare quello che dice. Altrimenti che senso ha? Non lo so confesso che sono molto confusa e preoccupata per come stanno andando le cose in Italia, ma forse è solo un momento di mio pessimismo. Giulia

  5. antonio vergara dice:

    io li avrei cancellati, sono poco democratico quando mi insultano :-)

  6. Alessandro dice:

    Dura essere democratici quando ti insulatano… coraggiosa la scelta di lasciare tutti i commenti. Sarà  democrazia? O è frutto di un bel 'chissene…'?

  7. franz dice:

    sono insulti che definiscono chi li pronuncia non chi li riceve. Anche "questo" – poter definire, conoscere, capire, chi produce certi insulti, la pasta di cui è fatto – è "contenuto"…

  8. .mau. dice:

    lasciare gli insulti è stato un modo per rafforzare la propria posizione, se ci pensate. Romano (ma è il figlio di, tra l'altro?) ha praticamente scritto "vedete che ho ragione?" con il tocco in più di classe di rispondere a chi non ha insultato.

    Per quanto mi riguarda, finché insultano me la cosa non mi fa né caldo né freddo. Se invece l'insultato non sono direttamente io, allora si cancella senza sé e senza ma.

  9. Andrea Beggi dice:

    Ma quanto sono fastidiosi i commenti in ordine cronologico inverso? (Sì, anche i tuoi, Massimo…)

    :-)

  10. Mirco dice:

    Ad una prima occhiata a me sembrano commenti finti, scritti da una persona sola. Per il tono, il contenuto e lo stile.

  11. No dice:

    "urlare negri ad harlem"

    Il titolo di B.Georg non è una "sublime citazione" come invece dice un utente nei commenti del suo blog.

    Quello di "Ridere per Ridere" non è Woody Allen. Il suo nome nei crediti fu inserito per sbaglio solo nella versione italiana.

    Mereghetti fu il primo ad accorgersene e comunque basta riguardare il film per rendersene conto.

  12. LockOne dice:

    i commenti in ordine cronologico inverso sono uno dei peggiori mali di questo secolo, e pure di quello scorso.

  13. Lunar dice:

    storia vecchia che si ripresenta ciclicamente quasi quanto l'anonimato in rete.

    Per me i commenti vanno lasciati, sempre. Il compito di cancellare (ignorare) i commenti stupidi spetta unicamente al lettore e non al titolare dei bottoni .

  14. Fabio Metitieri dice:

    Io direi che dato che di commenti su un giornale si tratta, bisogna riflettere su questo e non generalizzare.

    Ora, su un giornale i commenti hanno un senso solo se costituiscono un dialogo tra il giornalista e il lettore. Con il giornalista che legge, riflette, se ha tempo risponde, eventualmente cambia posizione su qualcosa, magari iniiza a lavorare in modo diverso su alcune cose.

    Se questo non capita, i commenti sono del tutto inutili. Cancellarli, non cancellarli, usarli per dimostrare ancora di piu' che si aveva ragione e che i lettori sono cafoni, o ignorarli del tutto, secondo me, non fa alcuna differenza. Commenti inutili sono e commenti inutili resteranno.

    Ciao, Faibo.

  15. massimo mantellini dice:

    Lunar,

    era per dire che secondo me mentre in un blog come per esempio questo tu hai molte ragioni, i commenti di un articolo giornalistico dovrebbero (forse) sottostare ad un medesimo imput di creazione di valore che e' quellodel pezzo stesso. Io lettore de La Stampa aggiungo ai contenuti del pezzo che sto leggendo il completamento dovuto al contributo dei lettori se questo esiste. In questa ottica le offese vanno immediatamente cancellate perche' non solo non creano valore ma riducono l'attenzione su eventuali contributi invece interessanti.

  16. Lunar dice:

    compendo tutte le osservazioni ma resto della mia idea. Per me la cancellazione di un commento, anche il più becero, si traduce, di fatto, in una manipolazione della conversazione.

  17. zerobyte dice:

    Caro massimo,

    i commenti sono parte integrante di questa nuova rivoluzione chiamata Web 2.0 :D

    Scusa il "sorriso", ma non sono affatto ironico ( lo sono solo per la definizione di Web 2.0 ).

    I commenti, secondo il mio modesto parere, sono il modo migliore di valutazione di un sito/portale.

    Se mi offrono la possibilità  di commentare e poi il mio commento viene cancellato, questo indica un comportamento poco corretto ( poco democratico? ) dell'amministratore del sito, e quindi certo non giova alla sua immagine.

    I cari "vaffa…" e altri insulti, sono oggi all'ordine del giorno. Sta ai navigatori/utenti ignorare tali messaggi.

    Certo la tecnologia potrebbe esserci utile ( dando all'utente la possibilità  di nascondere eventuali messaggi inviati da un IP o altro… ),ma deve essere sempre l'utente a decidere cosa leggere e cosa non leggere.

    Se l'amministratore del sito decide di censurare parte dei contenuti, non puo' dichiararsi "democratico", in quanto nei fatti, sta "censurando" libere espressioni.

    Un saluto.

  18. kit dice:

    Oh be, commenti volgari. Sì, certo. Ma quel giornale (almeno in versione online) ha sempre fatto un po' di acquetta, Grillo Il Fenomeno lo ha un po' rimpolpato, diciamo così. Secondo me Mirco non è andato troppo fuori tiro, non solo gli insulti si ripetono identici per almeno una novantina di commenti, ma pure lo stile "espositivo" (se così si può definire) è identico. Se no che ragione c'era di lasciare sul sito di un giornale così compassato quel mare di sterco? Tutti quelli che hanno un minimo di senso della misura avrebbero cancellato tanta schifezza ripetuta. Se sono rimasti lì una ragione c'è, ma non è quella di B.Georg. Scavate, scavate, scavate.

  19. Federico dice:

    I commenti sono stati filtrati comunque. Io stesso ne ho fatto uno privo di insulti e molto pacato, ma evidentemente troppo pungente.

    A molta altra gente è successo, se sfogliate i commenti ai post di Beppe GRillo (inusabili), qualcuno ha lasciato un copia/incolla di quel che Romano gli ha tagliato, nonostante le apparenze.

  20. mitch dice:

    io ho lasciato un commento sul pezzo incriminato di Romano, nel quale tentavo di fargli capire come si sente un lettore di fronte ad un articolo che falsa completamente lo stato delle cose. inoltre gli avevo anche fatto notare che gia' il titolo era fatto apposta per attirarsi un sacco di insulti, poi raccolti. ho detto il tutto senza parolacce ne' offese, ovviamente. e l'ho finito ringraziando cmq per la possibilita' di mettere i post, che e' un po' democrazia. bene, il mio post l'ha CANCELLATO! ovviamente non era in linea con il messaggio che voleva far passare. questo e' la conferma di come agisce quel particolare giornalista. a voi il giudizio sulla eticita' del suo comportamento

  21. b.georg dice:

    a parte che la frase sull'encomio a La stampa era solo un modo retorico per iniziare il post (ops), qui le considerazioni non tengono conto della particolarità  di quei commenti, se volete della loro godibilità  e tipicità . Cancellarli sarebbe stata una vera perdita per l'umanità .

    Su cosa si debba poi fare su un giornale o su un blog circa gli insulti non lo so e nemmeno mi interessa (io non cancello per principio, ma direi che non esiste alcuna regola)

    piuttosto, l'ho accennato di là , è interessante il tono rabbioso verso il "monopolista dell'informazione" che emerge quasi da tutti i commenti al pezzo – peraltro piuttosto banalotto – di romano. Come se il web 1,2 o x.0, e proprio per chi ne è artefice e prodotto insieme, non esistesse proprio. curioso no?

  22. Franco dice:

    Certo Grillo riesce a tirar fuori il peggio del peggio dalle persone.

    Del resto è questo lo scopo di quasiasi populista che si rispetti.

    Non a caso ieri anche Berlusconi ha lodato Grillo e si è paragonato a lui.

    Chi si somiglia si piglia.

  23. mitch dice:

    per b.georg,

    beh, non puoi mettere sullo stesso piano il bacino d'utenza di un articolo de La Stampa (anche se banalotto) con quello di un post (magari geniale e profondissimo) su un qualsiasi blog. se a questo poi aggiungi che il Romano manipola ad arte il mezzo, questa e' un perfetto esempio di cattiva informazione. voglio dire: se tu scrivi un articolo banale, che non parla dei contenuti, che inizia bollando come "colonna infame" un fenomeno cosi' grande, secondo me c'e' una volonta' chiara di aizzare gli interessati (che esagerano, certo) per poi dire: vedete chi sono ? ho dimostrato il mio teorema. se poi consideri che, per dimostrare il suo teorema, si permette anche di selezionare i commenti piu' pesanti, eliminando quelli seri e pacati, la sua etica e' veramente discutibile.

  24. massimo mantellini dice:

    il teorema di mitch sulla presunta cancellazione dei commenti educati mi pare molto interessante

  25. b.georg dice:

    mitch, interessante, ma può darsi di sì, può darsi di no. le dietrologie hanno il difetto di non essere mai dimostrabili (magari romano ha cancellato anche altri commenti di insulti, magari non è lui che gestisce la cosa, magari il sito della stampa funziona a singhiozzo, magari ieri pioveva in texas…). Mi piace poi pensare che l'eventuale cancellazione sia dovuta a un amore per la coerenza stilistica che ci ha regalato questa rara testimonianza di quel che siamo, nel bene e nel male ;-)

    soprattutto non mi interessano, personalmente, le vere o presunte intenzioni di romano, o giudicare se una citazione dotta come colonna infame sia offensiva o meno (nel contesto, se uno ritiene che abolire i partiti sia pericoloso per la democrazia, ci sta che dia degli untori a chi lo propone, ma è tutto opinabile…). credo che ognuno abbia il diritto di articolare le proprie opinioni come più gli piace (persino con insulti, infatti). onestamente parlare di cattiva informazione qui mi pare accettare già  nel presupposto l'equazione piagnona giornalisti=raccomandati=venduti, noi=popolo senza voce=giusti che si ribellano. l'idea che le opinioni diverse siano a priori frutto di malaffare è un cortocircuito mentale troppo semplificatorio.

  26. mitch dice:

    guarda che non esiste la licenza poetica nel giornalismo!

    se uno dice che ha lasciato i commenti per permettere a tutti di farsi un'idea di chi e' un certo gruppo, e poi seleziona chi mostrare, questo non e' uno stile giornalistico: e' informazione distorta.

  27. mitch dice:

    poi, che tu voglia credermi o no e' un altro paio di maniche. anche io ci sono rimasto male, ma casualmente un altro utente di questo blog (#19) ha avuto lo stesso trattamento, e se dai un'occhiata ai commenti di un post di grillo, trovi altre persone nella stessa situazione. inoltre, quando l'avevo scritto, il commento era stato aggiunto alla lista.boh, fai te. non e' che ci guadagni a convincerti. e' solo che e' perfettamente in linea con l'idea che mi sono fatto di quel giornalista: sfruttiamo l'onda Grillo per avere un po' di visibilita', facendo il martire dell' informazione.

  28. b.georg dice:

    mitch, avevo messo una faccina per segnalare che "amore per la coerenza stilistica" era una battuta. :)

    (insomma, magari sbaglio, ma la moralità  o stronzaggine di romano non è imho il punto più interessante della questione – anche se mi pare che un centinaio e più di commenti di insulti pittoreschi, al netto di altre eventuali cancellature, ti diano comunque il diritto di replicare. penso che lo avrebbe fatto qualunque blogger, senza con ciò passare per martire. tra l'altro, non per continuare la telenovela, il pezzo linkato da mantellini risponde proprio alle critiche pacate)

  29. Paolo Colonna dice:

    Sul mio blog io e tutti gli altri autori che scriviamo i post siamo dichiaratamente gay e ci rivolgiamo principalmente a persone della stessa categoria, anche se è aperto a tutti.

    Già  soltanto la definizione di "gayblog" sotto la testata attira spesso commenti pesantemente offensivi. L'avevamo messo in conto, ovvio.

    Ora datemi pure dell'anti-democratico, ma se arriva un tizio per scrivere soltanto cose tipo: "Froci di merda, dovete morire tutti di AIDS" il suo commento lo cancello a piè pari.

    Non aggiunge nulla alla discussione, e l'intento principale del mio blog non è quello di dimostrare quanto la gente può essere gretta e vile.

    Preferisco che nei commenti si discutano i temi dei post, e non voglio che i miei commentatori abituali sprechino una sola parola per rispondere risentiti all'idiota di turno che non sa nemmeno quale sia il topic in questione.

    Ognuno a casa sua stabilisce le regole che ritiene più adatte: gli altri sottostanno, o sono liberi di andarsene da un'altra parte.

  30. Paolo Colonna dice:

    Altro esempio, soprattutto per chi è della teoria "i commenti vanno lasciati sempre".

    A differenza del 99% dei tenutari di blog italiani (ed escludendo la sotto-categoria dei giornalisti più o meno noti, alla quale non appartengo e che su questo fa eccezione) io ho scelto di firmarmi sul blog per nome e cognome. Già  soltanto questo mi è costato caro, in più di un caso.

    Mesi fa, un anonimo nei commenti a un post ha spettagolato su una sua presunta tresca con un giovane attore nemmeno troppo noto del film di cui si discuteva.

    Sulla form dei miei commenti c'è tanto di disclaimer in cui avviso che i commenti sono soggetti a moderazione, che quelli considerati lesivi della privacy non sono tollerati, e che comunque gli autori del blog non si assumono nessuna responsabilità  di quello che viene scritto nei commenti (e ci mancherebbe pure).

    Sbadatamente, ho pubblicato quel commento invece di bloccarlo come avrei dovuto (non ero nemmeno molto interessato alla faccenda).

    Qualche tempo dopo mi è arrivata una lettera a casa dell'avvocato del giovane attore, la quale riteneva me responsabile in prima persona di quanto era stato scritto nel commento incriminato (perché il blog è a mio nome), e mi invitava a cancellarlo quanto prima minacciando azioni legali.

    Ho fatto notare all'avvocato il disclaimer, e che il commentatore era anonimo: lei mi ha comunque ribadito che la privacy del suo cliente era stata lesa, e che essendo il blog a mio nome stava a me eliminarlo.

    Ora chiedo ai paladini della democrazia e dei "commenti sempre e comunque": in casi come questo, come la mettiamo?

  31. leo dice:

    Mi sembra killeraggio: invece di criticare le proposte di Grillo, costa molto meno fatica mostrare la cretinità  di molti suoi seguaci.

  32. b.georg dice:

    intanto fare meno fatica è di per sé un valore, ma poi pensi davvero che il significato di questo evento sia in qualche modo rappresentato da quelle tre proposte? (che peraltro non è che richiedano tutta sta fatica per essere criticate. Anzi quasi quasi è più facile smontare quelle che capire cosa ci sia davvero in questi insulti)

  33. Lunar dice:

    @Paolo Colonna che scrive:

    "Ora chiedo ai paladini della democrazia e dei "commenti sempre e comunque": in casi come questo, come la mettiamo?"

    Come la mettiamo? che tu fai come ti pare, ovvio. Le mie preferenze per i commenti aperti, liberi e non moderati non sono articoli del codice.

    Tu sei libero di moderare i commenti, altri sono liberi di chiudere del tutto i commenti, io sono libero di evitare i blog chiusi o mederati.

    e tutti vissero felici e contenti. :)

  34. politicaduepuntozero dice:

    Ho apprezzato l'articolo in cui Eugenio Scalfari ricordava che spesso l'entusiasmo eccessivo per forme di democrazie dal basso nasconde il germe rischioso della violernza e della tentazione autoritaria (http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/grillo-v-day/invasione-grillo/invasione-grillo.html). Non vedo in Grillo un possibile dittatore. Ma sicuramente è necessario riflettere sull'uso massiccio del flaming da parte degli internauti grillisti. Molto appropriatamente definiti da Romano "picchiatori del web" e da altri "vaffaguardisti".

  35. zerobyte dice:

    Semplice,

    doti di registrazione l'accesso in scrittura ai commenti ( vuoi lasciare un commento? devi registrarti. Viene inviata una email di attivazione all'indirizzo del commentatore -quindi niente email fasulle- e quindi elimini gia' in prima battuta chi viene solo a rompere sul blog ).

    Inoltre, personalmente andrei a loggare IP e DATA di ognuno che lascia un commento.

    In questo modo, simili problemi legali, li risolverebbe il commentatore ( in un DATO istante l'IP identifica univocamente chi lascia il commento ).

    Meno rogne per te, piu' libertà  per chi vuol commentare e tutti vissero felici e contenti.

  36. .mau. dice:

    @Zerobyte: prendere un'email usa-e-getta è banale.