Francesco Rutelli, che ha ormai definitivamente traghettato il proprio avatar politico verso una qualsiasi landa conservatrice (non si capisce che diavolo ci facciano lui e certi suoi sodali in uno schieramento di centro sinistra), propone la creazione di una banca del DNA anche in Italia. A fare Mr. Brown nel portale turistico italiano faceva meno danni.

(via corriere.it)

31 commenti a “SCHEDATURE DI MASSA”

  1. Pier Luigi Tolardo dice:

    In Inghilterra Tony Blair era a favore di qualcosa di analogo mentre il giovane leader dei conservatori Cameron è contrario. Per dire come c'è stato un rimescolamento generale e i confini tradizionali sinistra-centro-destra non significano più niente.

  2. antonio vergara dice:

    vorrei capire perchè ogni cosa la sinistra la prende come un attentato alle libertà  personali.

  3. Alessandro dice:

    Se si possono trovare delle misure per una più facile identificazione dei criminali (Banca DNA, impronte o che so io) a garanzia dei cittadini che hanno subito un danno, io sono d'accordo. Ovviamente la materia andrebbe anche regolamentata proprio a ulteriore garanzia dei cittadini e della loro privacy. Non vedo perché debba essere tacciato di conservatorismo.

  4. Logan71 dice:

    Quando si faceva il militare, le impronte venivano prese a tutti. Nessuno ha mai gridato allo scandalo.

  5. Pier Luigi Tolardo dice:

    I rischi di un uso indiscriminato di questi dati e non solo per i fini legati alle indagini sono fortissimi da qui la necessità  di escludere la proposta Rutelli da subito dal novero delle proposte utili ed opportune.

  6. Logan71 dice:

    Ripeto: visto che le impronte digitali sono state prese a tutti gli italiani maschi durante la visita di leva, perché di QUEI dati non gli frega niente nessuno e nessuno si è mai preoccupato?

    Sono malizioso a pensare che finché le impronte erano di italiani non gli fregava niente a nessuno, ma se ora si prendono agli stranieri allora è una tragedia, uno schifo e non si può fare?

    Perché anche questo è razzismo…

  7. fabrizio dice:

    @logan,

    perché le impronte prese sotto la leva sono ad uso interno dell'esercito e non della polizia o del ministero degli interni, perché riguardavano solo le reclute e non la totalità  della cittadinanza, perché è una norma molto vecchia e ancora in uso, non una nuova legge proposta nel nuovo millennio, perché data l'efficienza dei mostri burocratici ministeriali chissà  che fine hanno fatto tutte quelle impronte… Continuo??

    Detto cià³ non voglio dire che sia totalmente e pregiudizialmente contrario all'iniziativa, ma ci sono talmente tante altre cose più urgenti ed importanti, che sprecare preziose energie politiche su questa sembra più una burattinata mediatica che una iniziativa politica utile al cittadino.

    Ultima cosa: mi preoccupa molto seriamente la leggerezza e la superficialità  con cui la gente adopera la parola "razzismo".

  8. vic dice:

    No Logan, io ho la sensazione che per queste cose di privacy ci si preoccupi eminentemente della tutela del proprio culo, non di quelli stranieri.

    Almeno per me è così, probabilmente preoccuparsi della privacy è un lusso per chi non deve preoccuparsi (non più o non ancora?) dei diritti civili in senso più ampio.

  9. Logan71 dice:

    x Fabrizio

    Se prendere le impronte o registrare il DNA può permettere di risalire e arrestare più rapidamente e con maggiore certezza chi commette reati, non ci vedo nulla di così preoccupante. Per me è molto più preoccupante non riuscire a trovare degli assassini o dei rapinatori o comunque dei delinquenti perchè non hai indizi utili, perchè quelli restano in giro e continuano a fare danni.

    E per quanto riguarda la parola "razzismo", sono sicuro di non usarla mai nè con leggerezza, nè con superficialità .

    x Vic

    Ogni volta che un delinquente resta a piede libero, che un ladro la fa franca, i miei diritti civili vanno a farsi fottere.

    Quando devo barricarmi in casa con le inferriate alle finestre perchè ci sono più delinquenti a spasso che in galera, io ho già  perso una bella fetta del mio diritto di vivere libero.

  10. Sal dice:

    "La banca dati CODIS sul DNA

    I profili forensi del DNA sono registrati e trattati in maniera centralizzata nella banca dati nazionale CODIS sui profili del DNA (Combined DNA Index System). I relativi requisiti e le condizioni quadro sono sancite dalla legge. Il profilo del DNA è comunicato soltanto al laboratorio di analisi del DNA e al Servizio di coordinazione DNA che gestisce la banca dati. Sono trattati soltanto i profili che soddisfano i requisiti dal punto di vista giuridico e qualitativo. Un sistema di comunicazione allestito appositamente, garantisce un trasferimento sicuro dei dati.

    Alla protezione dei diritti individuali è attribuita la massima importanza. Per l’analisi del DNA si utilizzano esclusivamente informazioni ricavate dalle cosiddette sequenze mute del DNA (profili forensi del DNA). Inoltre la banca dati con le informazioni sui profili del DNA è separata dal punto di vista materiale e organizzativo da quella con i dati sulle persone e sui casi. Un collegamento si effettua soltanto in caso di hit. Infine, la legge e le ordinanze sanciscono che i dati devono essere cancellati e le tracce distrutte d’ufficio non appena non sussistono più i motivi per conservarle."

    E' la Svizzera… un sistema così fa tanto schifo??? Mica devono schedare l'intera popolazione italiana, credo si tratti solo di pregiudicati e indagati che finiscono nella banca dati per poi sparire in caso ne si accerti l'estraneità .

  11. Franco dice:

    Tutto ciò mi pare escluderebbe qualsiasi rischio di uso indiscriminato.

    Mi chiedo perchè a sinistra si giudica tutto solo sulla base di chi propone.

    Siccome questa idea la propone Rutelli allora è sicuramente una minchiata. Vedo molta supericialità  in questo.

  12. fabrizio dice:

    @logan,

    infatti ho detto che non sono pregiudizialmente contrario alla banca dati del DNA. Dipende da come viene realizzata. Sono d'accordo che prendere un criminale è importante.

    Ma che lo prendi a fare se poi hai un sistema giudiziario al collasso, se in 3 o 4 procure di province della regione con maggior tasso di criminalità  organizzata del mondo, non c'è il procuratore della repubblica, se per un processo ci vogliono 6 anni e se gli impiegati dei tribunali si devono portare la carta igiernca da casa e lasciare i faldoni delle inchieste alla muffa e l'umidità ? Se le macchine della polizia di tali provincie hanno 200.000 Km e si rompono un giorno si e l'altro pure?

    A che serve trovare tutti i criminali se poi non si ha certezza della pena?

    Hai idea di quanto possa costare mettere su e mantenere una banca dati del DNA? Con quei soldi non è meglio far funzionare decentemente tribunali e forze dell'ordine? E poi, DOPO, pensiamo anche al DNA?

    Non voglio entrare in polemica sulla parola "razzismo", ma dal tuo commento traspare l'idea è che se uno pensa che infierire sempre e solo sugli immigrati non è la priorità  numero uno del paese allora è razzista nei confornti dei propri compatrioti.

    Questo è troppo!

    Razzismo, vuol dire insultare continuamente qualcuno per un attributo del suo "essere", vuol dire privare esseri umani di diritti essenziali in base a discriminazioni che prescindono dalla loro "volontà ". Il razzismo è una cosa molto più seria e terribile del fatto di non prestare abbastanza attenzione agli interessi delle persone più simili alle proprie condizioni sociali.

    Mi ricorda tanto quelli che parlano di "razzismo al contrario", l'espressione ricorrente più imbecille che abbia mai sentito a proprosito di questo tema.

  13. davide menghi dice:

    @ Fabrizio

    La banca del DNA non è che un insieme di 1 e 0 su hard disks di computer, nè più nè meno che il database della polizia stradale per le infrazioni che prevedono decurtazioni di punti sulla patente. Un database, punto. Quando hanno proposto e attuato la patente a punti non si è gridato allo spreco, mi pare. E sì che di gente più o meno patentata ce n'è… Per acchiappare più delinquenti possibile senza ombra di dubbio, ben vengano tutte meraviglie della tecnologia che il mondo ci offre. Poi sono d'accordissimo sulla necessità , una volta identificati gli autori di atti penalmente perseguibili, di avere una certezza della pena in tempi umanamente ragionevoli, che non sono quelli di oggi!

  14. Sal dice:

    Convengo con Fabrizio che la giustizia italiana soffre di gravi problemi strutturali, ma se vogliono creare il Codis anche in Italia, tanto di guadagnato, non penso che i procuratori e gli investigatori siano contrari. Che Rutelli abbia solo fatto una proposta senza sapere il sistema come funzioni, è molto probabile. Il Dna può accusare ma anche scagionare, bisogna trovare un punto di equilibrio e credo che il Codis svizzero l'abbia trovato coniugando privacy e sicurezza. Se si parte da quel modello si può anche essere d'accordo, o no?

  15. Logan71 dice:

    Caro Fabrizio

    Non dico che bisogna massacrare gli immigrati per forza. Non mi sembra di averlo mai detto. E non ho neanche detto che tutti i delinquenti sono immigrati e che tutti gli immigrati sono delinquenti. Dico che c'è una situazione di illegalità  dilagante e che da qualche parte bisogna iniziare.

    Io ho un nome e un cognome. Se mi arrestano sanno subito chi sono, dove abito, cosa faccio.

    Spesso, troppo spesso, leggo di immigrati clandestini arrestati più e più volte e registrati decine di volte con nomi diversi. Persone che poi vengono rimesse in circolazione con uno stupido foglio di via che non serve a niente. La registrazione di impronte e DNA potrebbe impedire almeno di farci prendere per i fondelli.

    Poi certamente ci sono tanti altri problemi nella gestione della giustizia in Italia, ma da qualche parte bisogna iniziare. Un passo alla volta.

    E per quanto riguarda il razzismo, il "razzismo all'incontrario" esiste. Esiste eccome.

    E non mi venire a fare la predica: sono figlio di una straniera, immigrata quando le regole erano ben diverse e molto più rigide, e soprattutto venivano fatte rispettare. So bene cosa ha voluto dire per mia madre essere straniera in terra straniera.

    Sono pronto a capire, accogliere e aiutare chi ha bisogno, ma ci sono delle regole, regole di civile convivenza, che devono essere rispettate e fatte rispettare.

    Accogliere a aiutare non significa permettere qualunque cosa.

  16. fabrizio dice:

    @logan,

    chiudo la polemica sul razzismo, forse ho malinterpretrato il tono. Putroppo perà³ i luoghi comuni e l'ignoranza in merito sono dilaganti. E dietro quel genere di commenti c'è spesso un insofferenza di fondo ed una voglia di risolvere i problemi dell'immigrazione senza badar troppo per il sottile.

    @davide

    Per tornare On Topic… sono d'accrodo che un database è una sequenza di zero o di uno e costa poco, il problema non è la memorizzazione dei dati, ma le procedure per acquisirli. Che io sappia un esame del DNA è un esame di laboratorio costosissimo. Quanto costa mettere in piedi e gestire l'infrastruttura che permetta a tutte le caserme e tutti i commissariati d'Italia di raccogliere un capello o un unghia dei fermati, mandarla ai laboratori predisposti e garantire che tutto ciò avvenga con procedure "sicure"?

    Dopodiché non ho mai detto che non sia utile la banca del DNA, ma la politica deve occuparsi di fare scelte stabilendo priorità . Hai X soldi a disposizione e devi decidere su cosa stanziarli. Secondo me prima metti a posto le procure e i tribunali, poi metti le forze dell'ordine in grado di operare, poi, se ti avanzano soldi fai la banca del DNA. Siccome negli ultimi quindici anni i governi non hanno mai fatto nulla per migliorare le condizioni della magistratura e delle forze dell'ordine (forse perché avevano paura di un potere giudiziario efficiente?) allora suona molto sospetto che oggi si discuta di lavavetri e DNA e si continui a tacere sulle questioni rilevanti.

  17. Logan71 dice:

    Aggiungo allora che i problemi sono anche altri.

    In Italia, nel corso dei decenni, sono state varate migliaia di leggi e leggine, spesso in contraddizione tra loro.

    I giudici, che dovrebbero limitarsi ad applicare le leggi, si sono abituati (a mio avviso) a interpretare le leggi. Oggigiorno mi sembra che tale abitudine si sia trasformata in un'abitudine ancora diversa e forse peggiore: non solo interpretano, ora giudicano le leggi, le criticano e cercano di boicottarle.

    La giustizia è diventato un elefante lentissimo, che protesta ogni volta che qualcuno cerca in qualche modo di apportare dei cambiamenti al modo in cui (non) funziona.

    E se è vero che oggi più che mai abbiamo bisogno di certezza della pena, è altrettanto vero che ci sono leggi molto (troppo) garantiste, interpretate e applicate a loro volta in modo ancora più garantista dai giudici. Ci si trova così che dal processo un condannato ottiene tutti gli sconti di pena possibili, dopodiché ne ottiene altri mentre è in galera (se ci va), fino a trovarsi i delinquenti in strada un'altra volta in men che non si dica.

    Diciamo allora che anche i giudici potrebbero iniziare a interpretare le leggi in modo diverso, magari un pelo più restrittivo, e a concedere sconti e permessi un po' più raramente.

    E aggiungo anche che la galera dovrebbe essere un mezzo per riportare i condannati sulla retta via: facciamo allora che chi è pluri-recidivo la galera se la fa finché campa, perché è palese che di tornare sulla retta via non ne ha la minima intenzione.

    Forse sarebbe l'ora che in Italia si tornasse a parlare non più di "Guai a chi tocca Caino", ma di "Guai a chi si vuole inchiappettare Abele".

    Ripeto: il discorso è molto lungo e il problema ha mille sfaccettature, ma da qualche parte bisogna iniziare. Un passo dopo l'altro.

  18. fabrizio dice:

    Dai Logan, manca solo che mi dica che i giudici sono tutti comunisti e cospirano tutti insieme per mandare in galera Berlusconi…

    Ci saranno sicuramente giudici che interpretano le leggi, d'altra parte la giurisprudenza è fatta cosà­. In ogni legge c'è un margine di interpretabilità . Può essere che ci sia qualche giudice che oltrepassa il limite dell'etica professionale.

    Detto cià³, se un delinquente esce di galera dopo due giorni, mi riesce difficile pensare che il giudice è perverso, svogliato o ha ricevuto la mazzetta dal rapinatore o scippatore di turno. Sarà  forse che le leggi sono fatte male e, come dici giustamente tu, contraddittorie e frammentarie? Sarà  che qualsiasi avvocato ha mille strumenti a disposizione per bloccare un processo? La certezza della pena dipende dalla chiarezza legislativa, dal non lasciare troppi appigli facili agli avvocati difensori, non dalla capacità  investigativa della polizia.

    Quella è più che eccellente, basti pensare alla cattura di Provenzano e ad altri eccellenti lavori di investigazione.

    Hai ragione: una cosa per volta. Bisogna pur cominciare. Ma cominicamo da quello che in un ottica di costi-benefici ha un impatto maggiore, non da iniziative che fanno molto CSI e alimentano le mode cronacaiole del telespettatore medio che passa le serate davanti a Bruno Vespa per sapere ogni morboso dettaglio sui sanguinosi fatti di cronaca.

    Da cittadino per me è più importante sapere che esiste un'efficace lotta alla mafia che sapere la verità  ultima sul delitto di Cogne. Perché per fortuna la follia dei crimini efferati, per quanto terribile e spaventosa, è rara rispetto all quotidianeità  del cancro mafioso che impedisce a milioni di cittadini di svilupparsi, di lavorare e in molti casi anche di vivere. E impedisce al paese di svilupparsi economicamente.

  19. b.georg dice:

    @ logan: "Dico che c'è una situazione di illegalità  dilagante e che da qualche parte bisogna iniziare."

    cit.: "Occorre poi chiarire il rapporto fra criminalità  comune e insicurezza. Spiegare perché, negli ultimi anni, l´insicurezza sociale sia cresciuta mentre la microcriminalità , da tempo, sta declinando. Come dimostrano le statistiche fornite dallo stesso ministero dell´Interno (giugno 2007). Negli ultimi dieci anni, ad esempio, i furti di auto sono calati (l´8% solo nell´ultimo anno). I furti in abitazione quasi dimezzati, al pari degli scippi. Sono cresciute, invece, le rapine. Quasi del 50%. Ma vanno catalogate, piuttosto, nei reati maggiori. L´Italia, peraltro, presenta tassi di episodi micro-criminali non dissimili dal resto d´Europa."

    I. Diamanti, Repubblica 9 settembre

    Omicidi in italia nel 2006: 621 (in calo). In USA: 16.000

  20. Mauro dice:

    Apprezzo quasi sempre le frecciate critiche contro l'ex sindaco di Roma che mi sta simpatico come un'orticaria, ma in questo caso non capisco. Quello di cui stiamo parlando sono consolidate misure di prevenzione del crimini comuni in tutte le democrazie occidentali. Ripeto, non capisco. In tutti i commenti che ho letto ce ne fosse uno che abbia isolato chiaramente un problema!

  21. Mthrandir dice:

    Strano che si sia di molto più larghi di manica con il magnifico Veltroni che ripete la tesi di Amato in tema di lotta alla prostituzione. Lì tutto bene, tutto molto liberal. Senza contare che, sempre gli stessi, quando si parla di punire i tossici gridano come prefiche ai funerali della libertà . Gente curiosa si sente in giro.

  22. Stopardi dice:

    Benaltrismo a parte, qualcuno sa spiegarmi in che modo il mio profilo DNA può essere usato in modo malevolo, a quali rischi reali sono esposto concretamente. Così, solo per fare un banale calcolo costi-benefici per prendere posizione.

  23. Sal dice:

    Per fare il Codis, ci vogliono 10 mln di euro all'inizio e 6 mln di euro l'anno. Non mi sembra una cifra enorme per uno Stato come l'Italia. Non si tratta di prelevare il Dna all'intera popolazione italiana (questa è un'emerita caxxata e sarebbe una schedatura di massa), si tratta di inserire nella banca dati i rei ed i recidivi adottando un sistema che garantisca la privacy degli indagati, sarebbe un aiuto enorme per l'investigazione. Perché non si usano quei soldi che giacciono nei depositi giudiziari e che sono ormai patrimonio dello Stato, se il problema è il budget? Report ci ha fatto una puntata, si tratta di miliardi di euro che fanno la muffa, usino quelli e facciano una riforma della giustizia come si deve. Potenziare la scientifica non è cosa da poco, se fosse efficiente dappertutto e non solo in alcune procure, molti delitti sarebbero già  stati risolti con l'aiuto anche di un'investigazione che abbia i mezzi necessari a svolgere il proprio lavoro… ma no, noi siamo un Paese del terzo mondo e le priorità  sono altre. Il Codis non sarà  l'arma definitiva in mano agli investigatori, ma cavolo, per una volta che ci modernizziamo. Un'ultima cosa, le banche dati conterrebbero le sequenze mute del Dna, quelle sequenze che servono solo all'identificazione e che non consentono di risalire alle caratteristiche fisiche o psichiche o a eventuali malattie. Finisco incollando dal Codis svizzero e scusandomi per la prolissità : "In questa banca dati si possono registrare profili del DNA di autori di reati e persone sospette o delle tracce rinvenute sul luogo di un reato. Il sistema consente in tal modo confronti automatici ad ampio raggio fra i profili del DNA, che permettono di individuare soprattutto i reati commessi da autori seriali, recidivi e da gruppi che operano in modo organizzato.

    Grazie alle identificazioni di profili del DNA, attualmente è possibile chiarire ogni giorno numerosi casi con rapidità , oggettività  e fornendo le prove sia a carico che a discarico di una persona. Inoltre esse consentono anche di identificare persone sconosciute o scomparse."

    Buttalo via…

  24. fabrizio dice:

    Scusate ma mi è sfuggito qualcosa.

    Molti commenti criticano chi critica il merito della proposta della banca dati. A me pare che sul merito ci siano state ben poche critiche.

    E che sia una misura normale negli altri paesi mi pare sia chiaro. Che non si tratti di una schedatura di tutta la popolazione è vero, chi lo ha negato? E che non ci sia niente di male sono pure d'accordo, l'ho detto fin dall'inizio.

    Resto però dell'idea che non si tratta di una priorità  e che sul tema della sicurezza ci sia una spaventosa e strategicamente voluta disinformazione, come la citazione di Ilvo Diamanti riportata da b.georg dimostra.

  25. Raser dice:

    sarà  che l'invidia per i DS lo rode: anche lui vuole una banca, e qualunque sia, va bene, purchè banca

  26. Mauro dice:

    Non mi sento così competente da poter rispondere in modo esauriente alla domanda che pone Stopardi al numero 22, ma due o tre cose che mi sembra di aver capito posso metterle in fila. Il DNA di ogni essere umano è praticamente sempre lo stesso, come deve essere se uno ci riflette bene. Le porzioni di codice che ci identificano come individui sono poche, ma sufficienti a dare un'attendibilità  vicina al 100% con il tipo di analisi oggi disponibili. Il risultato di tali analisi viene convertito in un template numerico che piò quindi essere memorizzato in maniera elettronica, con il vantaggio che così esistono algoritmi di ricerca automatizzati.

    Attualmente esistono archivi digitali che contengono foto, impronte digitali e quant'altro. Tuttavia per questo gebere di dati gli analoghi algoritmi sono meno efficienti e precisi. A me non viene in mente nessuna obiezione per aumentare la precisione di identificazione delle persone (e noto anche che nessuno qui l'ha sollevata), e quindi non capisco tutta questa levata di scudi.

    D'altra parte il DNA, teoricamente, può essere usato anche per altri scopi, alcuni malevoli. Impedire questi usi è un grande problema della nostra epoca che si chiama privacy. Tutti i giorni c'è un uso indiscriminato di informazioni che ci riguardano per fini che non condividiamo. La dimensione del problema non cambia gran che con l'introduzione di un archivio in mano alla polizia. A meno che non si sia a priori diffidenti di ogni istituzione.

  27. Lorenzo dice:

    @fabrizio

    hai perfettamente ragione, la cattura di Provenzano è un segno tangibile dell'efficienza dell'apparato investigativo italiano nei confronti degli altri settori della pubblica amministrazione: ci sono voluti solo 40 anni di latitanza per trovarlo!

  28. Stopardi dice:

    E allora facciamo un esempio/giochino un pò sciocchino.

    Nei casi di stupro quasi sempre è possibile tracciare il profilo DNA dello stupratore (mediante il prelievo di liquidi organici o in mancanza (uso del preservativo) con il prelievo di peli pubici.

    Con una db che contenesse tutti i profili DNA dei precedenti indagati per tale tipo di reato gli si farebbe subito tana. Di più: se nel db ci fossero i profili di tutte le persone presenti nel territorio italiano (irregolari a parte, naturalmente) si beccherebbero anche gli stupratori del sabato sera, quelli furbi che non si sono fatti mai beccare e i novizi.

    Ora, se ciò fosse vero, come la mettiamo?

  29. Logan71 dice:

    Una cosa mi sfugge: ho letto molti che avvertono sul possibile uso malevolo del database del dna.

    Ma esattamente, cosa potrebbe fare un malintenzionato?

  30. Mauro dice:

    Un esempio per logan71

    Attraverso il DNA si possono rilevare malattie o predisposizione per future malattie, un dato di un certo valore per le compagine assicuratrici. (Questo dato tuttavia non sarebbe memorizzato sul database)

  31. fabrizio dice:

    @Lorenzo,

    Si 40, di cui almeno 35 di coperture politiche forti che ne hanno sistematicamente impedito la cattura appena ci si avvicinavano. Comunque non sarebbe stato il DNA ad accorciare i tempi, per quel tipo di investigazione, ma semplicemente la volontà  politica condivisa di lottare contro la mafia.