30
Ago
Io sono solo incazzato.In questo momento scrivo solo perche’ sono incazzato e non ho altra maniera. Questa notte nella sua casa di Genova e’ morto Franco Carlini. A me non va ora di fare coccodrilli, non mi va di dire le solite cose che si dicono in questi casi sui migliori che se ne vanno ecc ecc. Ma alcune cose per i tanti che non hanno conosciuto Franco mi va di scriverle subito. Subito. Carlini e’ stato il primo giornalista italiano a scrivere della rete conoscendola e senza paraocchi legati ai privilegi del proprio mestiere. Dopo di lui, molti anni dopo, ne sono venuti altri, com’era normale, ma lui e’ stato il primo. Ho sempre pensato che chi oggi fa decentemente divulgazione sui grandi media, sulle cose della rete abbia dovuto seguire il suo esempio. Immagino sia stato cosi’. Ho conosciuto le cose che mi piacciono di Internet su una lista di discussione che si chiamava Lisa, un decennio fa o giu’ di li’, e Franco li c’era. Ci faceva impressione – ricordo – che scrivesse allora su L’Espresso e, che con molta naturalezza, partecipasse ad una mailing list che piu’ amatoriale non si poteva. La rete Internet italiana di allora era molto diversa da quella attuale. Franco e’ sempre stato un uomo di sinistra, molto piu’ di sinistra di me e non e’ un caso che la sua ultima mail che ho qui da qualche parte e’ una mail di una riga a commento di un mio contrappunti molto “politico” di qualche tempo fa. Mi sono lamentato spesso con lui in questi ultimi anni del fatto che la sua presenza personale in rete si fosse molto ridotta. Ogni volta mi diceva: “forse hai ragione”. E nonostante questo e’ stato uno dei pochi a esplorare in questo paese di merda i rapporti impossibili fra grandi imprese (specie le grandi telco) e tecnologia pensata per gli utenti. Due universi per molti versi contrapposti. Non mi interessa con quali fortune lo abbia fatto: il paradosso di un uomo che scrive sul Manifesto e che immagina business legati alla tecnologia e alla comunicazione con i grandi colossi cattivi (senza considerarli tali), resta una equazione possibile in questo paese solo a particolari condizioni di apertura mentale. Ho condiviso molto dei suoi punti di vista in questi anni: giusto qualche settimana fa abbiamo partecipato assieme ad una trasmissione radiofonica e sembravamo due amichetti che si passano la palla d’amore e d’accordo. Ma quasi sempre sono stato io ad essere d’accordo con lui e non viceversa. Qualche mese fa siamo stati invitati assieme ad un grande convegno a Milano. L’albergo in cui alloggiavamo era un po’ defilato e tutti alla mattina partivano per il centro sui loro bei taxi. Franco mi fa: “Senti e se andassimo con la metro? Mi piace vedere la gente sulla metro”. Siamo andati con la metro e poi a piedi, per le vie attorno a Piazza Duomo, chiaccherando di come andava (male) Vision, il mensile che dirigeva e di mille altre cose. La cosa piu’ triste di tutte in questo momento per me e’ forse la constatazione che alla Internet Italiana Franco serviva ancora, nonostante tutto quanto ha fatto in questo decennio. E invece non c’e’ piu’.

14 commenti a “UN RICORDO”

  1. redazione_totem dice:

    Anche noi siamo incazzati. Ma soprattutto allibiti, non riusciamo a crederci. Ci pare impossibile che tra qualche minuto lui non sbuchi in redazione, col suo zainetto e le scarpe da ginnastica.

    Ci manca già , come amico, padre putativo e direttore. Ci mancano la sua bravura, certo, ma anche la sua onestà , che era quasi d'altri tempi.

    Grazie Massimo di questo tuo ricordo

    La sua redazione (Totem)

  2. Suzukimaruti dice:

    Ho il magone, stavamo sviluppando un progetto insieme. E poi per me era una costante: uno che scriveva cose che mi interessavano fin da quando i modem andavano a 300 baud. Ma cristo! (sì, sono anche io un po' incazzato, ma è una delle fasi).

    Ora il progetto di Genova Digitale lo dobbiamo fare in suo nome.

  3. Stefano Hesse dice:

    Il migliore critico che noi di Google abbiamo mai conosciuto. Non ricordo una sferzata data con la quale fosse difficile essere per lo meno d'accordo con la visione di partenza. Era un "contraltare" stimolante, ironico, profondo. Lavorare con Franco è sempre stato divertente, utile, sempre diverso.

    Il suo approccio mi è servito fin dall'inizio per comprendere come il distacco proattivo dalle cose fosse l'aspetto migliore per comprenderle nel loro insieme. Il tutto unito a una passione per la tecnologia e gli umani che attorno ci gravitano. Pazzesco.

  4. Dario Salvelli dice:

    L'ho ricordato anche io con un post nonostante non lo conoscessi ma fossi un suo curioso lettore.

    Un peccato.

  5. bernardo parrella dice:

    gia', o che non sbuchi qui con una email veloce, come quella che mi ha mandato ieri sera tardi…

    impossibile da accettare per ora, qui e' mattina, sto appena leggendo tutto…

    ricordi/rapporti antichi con franco, simili a quelli che riporta massimo qui — compresi agganci oltre l'italia, con gli USA qui –serviva ancora, ben oltre l'internet italiana

    si, i vari progetti in ballo dobbiamo portarli avanti in suo nome ora

    ed e' ancora piu' assurdo per me ora, essere qui, oltreoceano, cosi' lontano fisicamente, non poter essere li' a consolarsi a vicenda, a parlare, a evitare il fumo delle sue onnipresenti sigarette — e ancora un volta, affidarmi (e ringraziare) al filo rosso della rete…

    a un saluto, un abbraccio a tutti voi, a tutti noi

  6. roberto fontanelli dice:

    inseguivo quello che scriveva franco ovunque

    era sempre, sempre interessante, e intelligente

    ci mancherà  parecchio

    ciao franco

  7. Giuseppe Mazza dice:

    Bravo Massimo, mi sembra il più bell'intervento su questo bruttissimo evento.

  8. Phate dice:

    Sono senza parole. Mi spiace per il vuoto che ha lasciato e che non riusciremo a colmare. Non sono incazzato, solo amareggiato che ci abbia abbandonato così presto. Non so che altro dire

  9. molpurgo dice:

    lo sguardo e il sorriso di Franco Carlini, stupefatto, curioso, implacabile…

    mi mancherai

    molpurgo

  10. Federico dice:

    Io non lo conoscevo e non penso di aver mai letto un suo articolo.

    Ora che purtroppo è mancato ho avuto occasione di leggere le vostre testimonianze e mi rammarico di non averlo conosciuto nè conosciuto prima.

    Un abbraccio a tutti

  11. Enzo Aggazio dice:

    Il più sincero intervento letto su Franco Carlini.

    Addio Maestro.

  12. Stefano Porro dice:

    Ho conosciuto Franco nel 2001 quando, insieme a Igino Domanin, organizzammo alla Statale di Milano un convegno sui primi scricchiolii della new economy ( http://clarence.dada.net/internet20/). Ricordo che Franco non era fra i relatori, ma quando Igino ed io lo vedemmo sedersi in disparte in platea, ci avvicinammo con la classica fraccia di bronzo per chiedergli se aveva voglia di fare un intervento. Ci disse: "Sono venuto per ascoltare" ma poi, di fronte alle nostre insistenze, verso la fine del dibattito prese il microfono e fece l'intervento più competente, apassionato e denso di contenuti. Conservo ancora alcune sue email, brevissime as usual, nelle quali mi dava consigli o avanzava critiche (sacrosante) ai pezzi che, da giornalista in erba, scrivevo per le pagine curate da Anna ( http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=2) su La Stampa. Ci siamo persi di vista per un po' di tempo, anche se non ho mai smesso di leggerlo avidamente, per poi ritrovarci grazie a Nicola Bruno, e a un progetto su SL al quale stavamo lavorando assieme. Franco mi mancherà  un sacco, dal punto di vista professionale e personale, e vorrei mandare un forte abbraccio a lui, alla sua famiglia e ai tanti che gli vogliono bene.

    P.S. Forse è una cavolata, ma la butto lì: perché, insieme ai colleghi di Totem e del Manifesto e a chi può dare una mano, non creiamo un aggregatore di tutti gli articoli che Carlini ha scritto in questi anni? Sarebbe un el modo per ricordarlo, e soprattutto per mettere a disposizione di chiunque si interessi a Internet e alle nuove tecnologie del materiale che io reputo indispensabile.

  13. Federico Giacanelli dice:

    Quando l'ho letto su twitter ho avuto un tonfo al cuore. Ho dovuto leggere più di una segnalazione per rendermi conto.

    Gran bel post, Massimo.

  14. massimo mantellini dice:

    Aggiungo un commento di Gigi Cogo che il fottuto antispam rifuta

    ——

    Ciao

    Ho dovuto riprendere il mio articolo

    http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/08/ciao-franco.html

    per citare una tua frase che riassume in modo esemplare la missione che ha svolto Franco e che dubito altri giornalisti illuminati riusciranno a fare allo stesso modo.

    Grazie