Poi va a finire, come sospettavamo da anni, che la Internet Addiction non esiste.

People become addicted to substances or activities, but it’s impossible to become addicted to a medium. You can be no more addicted to the internet than you can to language or radio waves. This is important because the proposed criteria for internet addiction or pathological internet use (there is no accepted classification, contrary to what the press release says) typically make reference to ‘using the internet’ or ‘spending time online’ without reference to any specific activity.

(Mind Hacks, via Massimo Morelli)

5 commenti a “DROGATI DALLA RETE”

  1. ste dice:

    Sono solo giochi di parole. Esistono come esistono i tivu-dipendenti e i lettori accaniti di giornali (i cosidetti news-junkie). La linea di confine tra abitudine e essere drogato è molto larga.

  2. elvetico dice:

    Chiamalo allora comportamento compulsivo, ma se ha ripercussioni negative sulla vita sociale, lavorativa e famigliare allora un problema c'è e va affrontato.

  3. Larry dice:

    Ah, quindi la differenza fra dipendenza e compulsione è che la prima è un problema sociale e la seconda no?

  4. elvetico dice:

    Larry, se ti riferisci a me, ho scritto esattamente il contrario. Non importa come la chiami. Mind Hacks sta facendo il furbo perché dice che visto che è quasi impossibile definire un "Internet addiction disorder", allora per lui non c'è un disturbo.

  5. Larry dice:

    Sì, avevo capito ciò che intendevi, anche io stavo ironizzando con Mind Hacks (che peraltro a volte segnala anche cose interessanti, vedi il documentario sul cervello in sei puntate della BBC che hanno segnalato qualche giorno fa).