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Ago
Ivan Scalfarotto ha collezionato alcune perle: it doesn’t exist (non esiste), to reflect (riflettere) e, appunto, to break the eggs in the basket (rompere le uova nel paniere). I blog ci si sono divertiti, come già fece Massimo Mantellini (manteblog) che tradusse il celebre «che c’azzecca» con «what is the connection with». (corriere.it)
Ovviamente la frase citata in questo articolo non va attribuita a me ma a Michele Boroni che l’ha coniata in un articolo su Il Foglio. Faccio prima a scriverlo qui che a cercare l’indirizzo del giornalista Alessandro Trocino.



Agosto 10th, 2007 at 05:23
Urca, grazie.
Agosto 10th, 2007 at 08:45
Credo che la traduzione migliore sia
"What's it got to do with it"
Agosto 11th, 2007 at 09:56
..scusate l'ignoranza, ma perchè "it doesn't exist" non è corretto? anche "to reflect", se non erro, potrebbe essere valido come significato di "pensare", ho fatto qualche verifica su alcuni siti tipo wordreference e non capisco il problema…
Agosto 11th, 2007 at 17:46
davz,
"it doesn't exist" penso fosse inteso come:
"aho..non esiste proprio" o "non ce n'è"..
comunque io oggi ho sentito dire
"I am sorry very much! "