18
Lug
A me pare esistano due posizioni egualmente rispettabili. Ne esiste una, riassunta in questo post di Luca, che e’ quella dietro alla quale fa capolino il desiderio di immaginare strumenti di misurazione della vendibilita’ in rete. Dietro a quanti immaginano di misurare oggi l’autorevolezza indicandola con un numero in valore assoluto c’e’ l’ombra piu’ o meno benevola del marketing che cerca percorsi per capire come meglio interpretare la rete Internet. Io trovo interessanti questi discussioni poiche’ credo che in qualche maniera possano portare un miglioramente del sistema pubblicitario che ci circonda (che e’ un sistema violento e grossolano e insomma far meglio non deve essere poi cosi’ difficile), ma tutta la questione delle metriche piu’ che a me (che non vendo nulla) interessa altri soggetti che con la rete hanno rapporti di differente natura. Non e’ pero’ difficile intravedere il buono che contengono.

Poi esiste un’altra posizione e nemmeno questa mi appartiene interamente anche se la sento molto vicina. E’ quella della irrilevanza culturale dei tentativi di misurazione: “Che contate a fare che tanto il risultato sara’ comunque sbagliato?” ci dice Gaspar in questo bel post che ho appena letto. Gaspar ha grandi doti e discrete fortune: per esempio quella di non dover far di conto in rete. Eppure Gaspar sa bene come lo so io che esiste una rete spendibile, che anche questa, con le sue dinamiche, la coda lunga, il passaparola ecc ecc. e’ un bel salto in avanti nello sviluppo dei modelli culturali e che quindi ignorarla e’ non solo da fessi ma proprio materialmente impossibile. A meno di non volersi chiudere in una cella sul monte Athos.

Ma poiche’ io conosco Gaspar (al quale mi accomuna l’insano inseguimento dei paracadutini di nylon lanciati dagli aerei sulle spiagge romagnole negli anni 60) e ne conosco non solo l’intelligenza ma anche l’insano desiderio di sorprenderci quoto qui l’ultima frase del suo post, bella come al solito ma purtroppo discretamente inutile.

Misurare l’autorevolezza del blog è come misurare la scorrevolezza del rinoceronte.

10 commenti a “AUTOREVOCHE?”

  1. antonio vergara dice:

    è questione di qualità  non di quantità . in altre parole, non sono le visite o i link a fare di un blog un prodotto interessante.

  2. Roldano De Persio dice:

    vista l'ora tarda e dato che mi ritrovo ancora in accordo con me stesso..ancora per poco vorrei appoggiare qui, vista l'attinenza, il mio commento al post di Marco Montemagno http://skytg24.blogs.com/

    Bloggo da molto poco e ho sempre avuto un approccio pratico nei confronti della questione. Sono iscritto alla classifica di blogbabel principalmente per capire. Trovo che le classifiche, l'agonismo, la votazione siano "molle" potenti in tutti gli aspetti della vita. Quando dico capire intendo il funzionamento delle persone, il mio comportamento, quello degli altri, i meccanismi automatici, i tips e i tic (non i tricks intendo tic quelli nervosi :-) e le gelosie e tutto l'armamentario umano.

    Metrica… pare facile e che ti misuri?

    Qui abbiamo lo stesso problema delle classifiche musicali. Ci limitiamo a qualche genere: pop, rock, metal etc, una cosa tipica di un canale limitato nel tempo come la televisione o andiamo giù per la coda lunga e ci facciamo il bagno di un fantastilione di sotto sotto micro generi di musica grunge-pop-jazz quasi metallica?

    Portando la cosa sui blog dividiamo in tipologie e poi tagliamo con il cortello fino ad un certo punto di visibilità  della coda lunga o ci mettiamo dentro anche le ragazzine di 30 anni con il blog rosaconfetto, fashion victim che hanno il problema della cellulite e di quali scarpe comprare?

    Aggiungo che questo ultimo tipo di blog è pura manna piovuta dal cielo per le industrie, altro che intellettuali.

    Fatti un giro su http://www.blogpulse.com/

    e metti come parola chiave somatoline, visto che siamo in estate, e poi vedi quanti dati ti piovono addosso.

    Tutte quelle conversazioni le buttiamo a mare? Tutti quei blog saranno poi interessati a far parte di una classifica?

    saluti

  3. Gaspar dice:

    Tra poche ore parto per le vacanze e i preparativi fervono. Mi scuserai se vado di fretta e non ti rispondo con tutta l'attenzione che il tuo post merita.

    Hai perfettamente ragione quando dici che dietro a questi discorsi c'è sempre qualcuno che ti vuole vendere qualcosa. E qui nasce il problema.

    Io penso che i blog si prestino perfettamente a comprare, ma malissimo a vendere: che il potere è tutto in mano al cliente e non al venditore.

    Ultimo esempio: il fabbricante A orchestra una campagna via blog per il telefonino x e ne ottiene qualche post stracco; il fabbricante B non presta a nessuno il telefonino y e tutta la blogosfera ne parla per settimane.

    Insomma: tu pensi che c'è una possibilità  di redenzione per il marketing e le PR. Io sono più ottimista e penso he moriranno.

  4. Maurizio Benzi dice:

    E' il concetto stesso di blog che pone dei problemi. Chiamiamo blog cose estremamente differenti l'una dall'altra. E se probabilmente non ha alcun senso misurare l'autorevolezza di lafata.splinder.com può avere senso misurare quella di autoblog.it.

    In particolare se gli autori di autoblog.it desiderano essere remunerati per le loro attività .

    Ciao,

    Maurizio

  5. Roldano De Persio dice:

    Mi spiace che Gaspar no potrà  replicare perché in vacanza, ma devo dire che quello che ha scritto:"Io penso che i blog si prestino perfettamente a comprare, ma malissimo a vendere: che il potere è tutto in mano al cliente e non al venditore" sia, in termini di marketing e commerciali, una pura e semplice stupidaggine. Il potere, pubblicità  o non pubblicità  è sempre stato in mano al cliente e lo testimoniano i vari flop di prodotti super pubblicizzati che il mercato ha rifiutato.

    In un mercato libero da monopoli e cartelli, quando è possibile scegliere in maniera reale e concreta, il potere del cliente è smisurato e non esiste pubblicità  che tenga. Se la gente diffida di un marchio o di un prodotto lo affosserà  inesorabilmente tramite un micidiale passaparola. Intere tonnellate di letteratura stanno lì a dimostrarlo.

    I blog sono un ottimo modo per ascoltare. Non è chiaro? Ripeto ascoltare, ascoltare ripetuto 300000 volte. Chi non ascolta la propria clientela è un suicida e dovrà  spendere milioni in pubblicità  mentre

    centinaia di clienti detrattori scapperanno a gambe levate. Tutti i veri venditori hanno nel proprio DNA l'ascolto sincero dei problemi del cliente.

    Se l'azienda ha paura che ci siano commenti malevoli vuol dire che qualcosa non va nelle produzione e il blog non ne ha colpa. L'azienda non vuole contraccolpi di immagine? Milgliori la qualità  dei prodotti e i clienti saranno dalla sua parte.

    Viviamo un momento in cui milioni di persone in tutto il mondo si allontanano dai mezzi di comunicazione classici, i clienti negli USA e specialmente in UK investono tantissimo su internet, le televisioni perdono pubblico giorno per giorno (in giappone gli ascolti sono letteralmente crollati). La pubblicità  classica e invasiva non funziona più e quindi? Armarsi di coraggio dare meno sole ai clienti e parlagli a viso aperto, anzi farsi consigliare su come deve fare un prodotto e magari tramite un commento su un blog.

    buone vacanze a Gaspar, sinceramente ;-)

  6. Virginia Laudanà dice:

    Mi sembra che il paragone con la scorrevolezza del rinoceronte sia inutilmente offensivo. Non capisco per quale motivo si debbano svilire fior di ricercatori che sgobbano dalla mattina alla sera per avere come massimo riconoscimento una pubblicazione sul Journal of Rhinoceros Fluency.

    Credo sia vile prendere come bersaglio un settore della ricerca che ha grosse difficoltà  a reperire fondi e dunque non se la passa certo bene. Continuiamo così, facciamoci del male.

  7. Dario Salvelli dice:

    E pensare che presto volevo scrivere un post in questa direzione…bisognerebbe chiedersi perchè l'argomento autorevolezza torna ogni tanto alla ribalta: classifiche a parte.

  8. userunfriendly dice:

    OT qui http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/07_Luglio/18/pop_blog_famosi.shtml sei segnalato come MantelBlog, quasi giusto

  9. Max dice:

    Sono in ritardo per dire la mia? :-)

    Io sono d'accordo, misurare l'autorevolezza del blog e' come misurare l'acqua che si può scopar via con la forchetta. Eppure c'e' chi ha autentici orgasmi mentali per i risultati raggiunti dal proprio blog. Tra l'altro, i blogger frustrati oggi possono pure comprarsi un pacchetto di commenti

    http://bonacina.wordpress.com/2007/07/18/blog-doping/

    nella speranza di veder levitare il ranking e la posizione in classifica. Non parlo di gente che vive del proprio blog, ma di vanitosi allo stato puro. La razza peggiore, IMHO.

  10. sacha monotti dice:

    non c'è dubbio che le metriche servono sopratutto se si vuol far avvicinare le aziende alla blogosfera (e non solo per vendere ma anche solo per ASCOLTARE).

    Tra le varie metriche credo che il "social media index" vada nella direzione giusta…bisogna pensare alla blogosfera come un grande network di persone e conversazioni…incudendo nelle metriche che ne misurano l'autorevolezza i social network.