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Ieri sera io ed Elisa siamo stati al Castello Savoia qui a Gressoney ad ascoltare Cesare Picco suonare. L’orchessa a guardia del Castello ha tentato di impedirci di fotografare il concerto, il gprs dentro le mura secolari non fungeva e quindi le nostre prerogative di ascoltatori tecnologici sono andate quasi interamente deluse. Il concerto e’ stato comunque bellissimo. Un paio di foto le abbiamo scattate ugualmente.

7 commenti a “PICCO E L’ORCHESSA”

  1. Carlo dice:

    Meno male che non era Keith Jarrett…

  2. .mau. dice:

    non ti vergogni ad avere violato la privacy del Castello e ad avere leso il diritto di panorama dei legittimi proprietari?

  3. Anonimo dice:

    Jarrett a Perugia un delirio vero

    Quando un artista arriva a quei gradi di libertà  …

    Lui, in Europa, dorme solo in Costa Azzurra.

    Ma non è magnifico?

  4. Daniele Minotti dice:

    Scusami, ma se non e' ironia non sono d'accordo.

    Pur non andando pazzo per Jarrett, gli riconosco genialita' infinita.

    Pero' la liberta' e' un'altra cosa. Soprattutto l'arte e' un'altra cosa perche' non c'e' artista senza fruitore che possa condividere.

    In quel momento Jarrett se l'e' proprio dimenticato.

  5. raxi dice:

    No, non era ironico.

    Si pensi alle maniacalità  di Arturo Benedetti Michelangeli, un altro a suo modo genio folle senza compromessi.

    Se vedo un solo flash in sala me ne vado.

    Belin ma bisogna proprio essere dei besughi per interrompere l'incanto dell'istante con sti cacchio di aggeggini congelatori.

    Ascoltatori tecnologici è veramente da poveri.

  6. Cubic dice:

    L'ossessione dell'istante tipica del tecnomaniaco oramai ammazza la durata, la complessità , la continuità , l'incoscienza.. Credo sia una deviazione pericolosa.

  7. Anonimo dice:

    Non si discute sulla maleducazione del fotografo, anche perche', come ho letto, era stato detto prima di non fare foto (del resto, Jarrett e' un compositore-pianista, non un modello ;-), accetto qualsiasi stravaganza (come quelle di dormire soltanto in un posto in Europa), ma qui, lo stesso, ha ucciso l'arte nel suo aspetto comunicativo.