Ieri in treno ho finito di leggere “L’Italia dei miei stivali” di Edoardo Camurri. Un bel libro scritto bene, piacevole nella maggior parte, con alcuni momenti di grande comicita’. Un libretto leggero con un piccolo grande problema. Camurri gioca a fare Flaiano e un poco gli riesce, poi prova a trasformarsi in un Arbasino dalle mani pulite. Quello che prima va al party dei Vip e poi se ne sta in disparte con la mozzarella in mano schifando un poco l’ambiente ed un poco la mozzarella medesima (mentre Arbasino in certi posti galleggiava in grande confort). E’ un antropologo immolato sul campo di battaglia il buon Camurri, capace di distruggere con un flebile rigo tutti gli acculturamenti di questo povero paese dal dopo guerra ai giorni nostri, dalla cultura del cibo alla riscoperta della filosofia applicata ai festival. I non filosofi magari si chiederebbero: e che c’e’ di male in tutto questo desiderio di migliorarsi? Ma Camurri invece filosofeggia alla grande e la descrizione di questo paese in frantumi esce cosi’ efficace e puntuale. Anche se per tutto il libro il povero lettore continua a chiedersi cosa ne fara’ poi l’autore di tutti quei cocci. Perche’ sono i cocci il vero imbarazzo del critico di ogni tipo. Specie se il critico e’ colto e di buone letture. E va detto che Camurri, almeno nell’ultimo capitolo per un momento la scopa la impugna. Poi pero’ ci ripensa e da bravo filosofo qual’e’ prova ad organizzare qualcosa, un teatrino di parole buono per riempire il momento. Infine, sperando di restare non visto, depone la scopa stremato, lasciando i cocci li’ dove stanno. Ed e’ a questo punto che “L’Italia dei miei stivali” si mostra per quello che è. Tenue piacevole intrattenimento per iniziati, guarnito di qualche citazione ben assestata. Un libro carino, violentemente snob, spesso molto acuto, ma capace di dirci una unica cosa: “Nulla ha un senso”. Filosofi compresi.

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Un commento a “FILOSOFIA NEL TINELLO”

  1. PAdBN dice:

    Sto ancora riflettendo se comprare o meno questo libro… mi puzza di "Italia spensierata bis". Sbaglio?