Sondaggi. I sondaggi (i maledetti sondaggi) danno il Partito Democratico in aumento di 10 punti se Veltroni scende in campo. Cosi’ Veltroni scende in campo. Appena sceso spiega agli italiani catodicamente convenuti nella rianimazione del Lingotto, che il governo Prodi e’ Ok, che sta dando il meglio di se’ e che le cose vanno, insomma, se non bene, benino. E allora delle due una: o gli elettori di Veltroni sono rimasti basiti dal suo intervento ( e i maledetti sondaggi sono cosi’ tornati allo stato di quieta delusione pre-discesa in campo) oppure la candidatura di V. rischia di essere una faccenda cosmetica, sufficiente per scatenare l’entusiasmo popolare per i 5 minuti elettorali, subito prima della nuova delusione.

Comunicazione. Ho seguito quasi tutto il discorso di V. (a un certo punto sono dovuto andare a fare pipi’). L’ho trovato troppo lungo (ma qualsiasi manuale di comunicazione l’avrebbe trovato troppo lungo esattamente come la mia prostata), assai barocco nella sua parte iniziale (quella con la reiterazione continua del soggetto “Il Partito Democratico” forse mutuata dalla gaberiana “Qualcuno era comunista”), meglio architettato nella seconda parte, sbracato di un buonismo violentissimo nella commovente citazione finale della ragazzina morta. A margine di tutto ho trovato fastidiosa la recitazione del discorso letto con la coda dell’occhio nel gobbo elettronico. E’ possibile che io sia antico e V. tecnologicamente evoluto. Resta il fatto che chi legge facendo come se non leggesse mi ricorda certi politici (ne ho visto uno di AN giusto al Tg di ieri sera) che appena ricevuta la domanda fissano l’occhio della telecamera per catapultarsi nelle cucine degli italiani.

Domani. Cosa accadra’ domani? Oggi il Partito Democratico e’ un pargolo morto in culla. Lo hanno capito tutti, ma proprio tutti nei due partiti che lo hanno partorito, tanto da decidere di cantare tutti in coro la canzoncina inedita del Veltroni candidato di tutti. A crederci. Ma V., fatte le debite proporzioni, e’ oggi quello che era Prodi ieri: piu’ che il candidato di tutti e’ il candidato di nessuno. Il centravanti smarcato al quale nessuno domani passera’ la palla. E’ l’egotismo della politica ragazzi, nessun candidato puo’ sfuggirvi. Almeno fino a quando i sondaggisti di corte non riannunceranno la debacle certa ed inevitabile in rapido avvicinamento. Ed esattamente come accade oggi, tutti allora si affanneranno ad organizzare lunghi lanci per il centravanti dimenticato (e sbeffeggiato e mille volte esautorato) che se ne sta da tempo, triste e solitario, in palese fuorigioco.

5 commenti a “V. COME VELTRONI”

  1. Ed dice:

    Sì..Arturo Parisi..

  2. Alessandro dice:

    Concordo, soprattutto sul fatto che Veltroni sia il futuro leader perché i sondaggi lo hanno decretato tale. Il Pd, di cui io ancora non capisco la nascita, guadagnerà  qualche elettore, ma quanto meno avrà  un leader gradito agli elettori stessi.

    Ma non sta qui il problema, i problemi più lampanti sono sue:

    1- il Pd deve essere il partito del futuro, ma a me sa di stantio e non parla del futuro ma del presente

    2- come ho scritto ieri nel mio misero blog, in UK a 54 anni Blair va in pensione, in Italia a 52 anni Veltroni si candida a leader del partito del futuro. Dove sono i giovani per il partito del futuro?

  3. Cristiano dice:

    bellissimo post

  4. franco dice:

    Non è la mia casa, non più. Sarò ospite da qualche altra parte. Comunque meglio Veltroni della Binetti.

  5. scors1 dice:

    finalmente uno che parla chiaro, ho letto troppi blogger con la lacrimuccia che tifano walter ….

    a me e' sembrato un discorso che va bene se fatto da un outsider ma da veltroni…..dove ha vissuto finora sulla luna ? ha avuto la sua possibilità  e ha cannato, non mi sembra una verginella , politicamente parlando.