Jennifer Woodard Maderazo ha scritto oggi un bellissimo articolo su Mediashift su un problema reale e – credo – molto sottovalutato: quello della sovraesposizione nelle reti sociali. Giusto ieri su Nova c’era un mio pezzo che accennava alle medesime tematiche partendo da premesse simili. Scrivevo, parlando di nuove interfacce come Twitter e Tumblr:

Ma il cambiamento in atto è certamente orientato in questa direzione: cresce la disponibilità  di interfacce comunicative pensate per scopi differenti, come differenti sono le modalità  della nostra vita di relazione. Il risultato, la somma dei messaggi contenuti all’interno di simili strumenti, disegna una identità  digitale dell’utilizzatore molto più articolata e precisa di quanto non fosse possibile fino a ieri.

Jennifer scrive piu’ o meno le stesse cose sottolineandone pero’ gli aspetti di allarme:

This level of detail is what people reveal constantly in recounting their daily lives, in different ways and through different outlets, online through social media. Some of us may not realize it, but the bits and pieces of ourselves online paint a picture of who we are — a picture that is so clear one might question whether we aren’t letting too many strangers into our lives.

Esiste certamente una tendenza alla “complicazione sociale” dove persone vicine (ma non necessariamente amiche) utilizzano strumenti di descrizione di se’ tanto estesi e precisi e questa deriva nel pezzo su Mediashift e’ spiegato splendidamente. Forse il primo articolo serio che mi capita di leggere sui rischi reali di Twitter e soci. E sulla ragione per cui (come penso da tempo) Twitter sarebbe forse uno strumento da utilizzare (avendo il coraggio) deselezionando i followers.

Un commento a “TROPPE INFORMAZIONI SUI MEDIA SOCIALI?”

  1. Raimondo dice:

    L'argomento mi appassiona. Ne ho discusso in questi giorni in sedi diverse e adesso ne ho tratto un post pubblicato sul mio sito.

    A presto