Cosa accade se un discografico tedesco manda richieste di risarcimento a 4000 “pirati” italiani?

In particolare Cortiana rilevava, subito dopo la pubblicazione su Punto Informatico della notizia dell’iniziativa Logistep-Peppermint, come secondo il Testo Unico sulla Privacy “l’IP (associato da Logistep ai file condivisi sul P2P, ndr.) è un dato personale, quindi non tutti i trattamenti possono essere fatti senza il consenso dell’interessato. In questo senso occorre capire come si configura e giustifica l’obbligo impartito al gestore telefonico di fornire le utenze associate agli IP ad un soggetto privato”.

(via Punto Informatico)

7 commenti a “SE L’IP E’ UN DATO PERSONALE”

  1. rain dice:

    €.330 x 4000

    non male come soluzione alla crisi della discografia

  2. Anonimo dice:

    Potrebbe non esser stato necessario contattare gli ISP per risalire all'utente di un IP.

    Se l'IP appartiene ad un blocco assegnato ad un'azienda… si vede dal RIPE e si denuncia l'azienda. Facile.

  3. tangue dice:

    Ma non c'è nessun "Vippe" tra i 3636 intimati?

    magari se ci sta la persona importante il garante si muove…

    (chiedo scusa per l'amara ironia)

    (ho visitato il sito del legale che si sta smazzando le 3636 raccomandate – ma quanto gli costeranno? :P – beh, pur essendo BOLZANINO, il suo sito manca della versione in lingua TEDESCA…. vabbè…)

  4. coma dice:

    Ma circa una settimana fa un ministro del nostro governo da brussel non ha rilasciato un intervista dicendo che sarebbero stati escusi tutti quei casi in cui non si prefigura lucro ? (lucro inteso come guadagno derivante da vendita)

    Non ho sentito personalmente l'intervista ma ne ho solo sentito parlare.

    E' solo un mito popolare?

  5. marco dice:

    Visto che hai scritto sia di questa vicenda che di quella del numero vietato su digg, segnalo una apparente buona notizia qui:

    P2P, ai 4mila italiani la proposta di Adiconsum http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1980946

    E, con permesso, che qui:

    http://mormy.homeip.net/index.php?idart=247

    mi sono auto-appuntato un pò di link per ricostruire la storia di entrambe le storie che secondo me meritano di essere seguite con molta attenzione fino alla fine…

  6. Smeerch dice:

    Mi piacerebbe tanto sapere se i discografici tedeschi della Peppermint, siano le stesse persone della 'Peppermint Jam', etichetta che produce i dischi di Mousse T.

    Questo dj di origine turche qualche anno fa – tra le altre cose – ha prodotto anche artisti del calibro di Tom Jones e Zucchero.

    http://81.3.15.208/

  7. paolo dice:

    Si tratta proprio dell'etichetta si Mousse T(http://www.discogs.com/label/Peppermint+Jam), di cui io ho comprato qualche titolo (qualche altro l'ho scaricato).

    Una mia amica ha ricevuto una di quelle lettere-minaccia, vedremo come andrà  a finire.