Daniele Luttazzi ha gestito piuttosto male la sua presenza in rete in questi anni. Ed e’ un peccato perche’ con un po’ di umilta’ avrebbe potuto da queste parti trovare l’ascolto e la voglia di confronto che in molti da qualche anno gli negano sui media. Ora sembra che sia tornato un po’ sui suoi passi e questo post, appena pubblicato sul suo blog merita di essere linkato.

Il blocco
Avendo saputo da un uccellino che sarei tornato in tv con Biagi, ieri Repubblica e l’Unità  mi hanno intervistato. Nei due lunghi colloqui, in cui ho parlato del blocco industriale-politico-mediatico che governa l’Italia con logiche di clan, mi è stata chiesta un’opinione sul Partito Democratico, la cui nascita entrambi i quotidiani hanno sostenuto con forza. L’ho definito una inevitabile stronzata e ho spiegato perché ( vedi post ). Oggi nessuna delle due interviste riporta questo mio giudizio politico, pur dilungandosi sul tema della censura berlusconiana. Ecco, è così che funziona, il blocco.

19 commenti a “INEVITABILI STRONZATE”

  1. Davide Tarasconi dice:

    non credo si tratti di umiltà  Massimo: quando ti cancellano frasi dai tuoi libri, quando ti intervistano e non riportano le tue risposte ma manipolano (non è la prima volta che succede), quando ti portano in tribunale una settimana sì e una no (cause tutte vinte, fra l'altro) secondo me te ne sbatti altamente, dici quello che devi dire e come vuoi.

    sì credo proprio che non sia una questione di umiltà  se Luttazzi è stato confinato per quasi sei anni.

    non è mai stato "vittima", si è sempre difeso direttamente (in tribunale) e indirettamente (spettacoli altrove, teatri sempre pieni – anche qui è capitato fosse ostacolato), e oltra a difendersi ha sempre attaccato: un altro merito che ha è quello di non essere caduto nelle derive populistiche deliranti che hanno reso (giudizio personale) insopportabile Grillo.

    non credi che il prezzo da pagare per tornare in televisione fosse un tantino alto considerando il personaggio?

    Non stiamo parlando di Vergassola, Bertolino, Zelig o Colorado Café…

  2. Gianluca Parravicini dice:

    Ma, ma Â….. Luttazzi sa benissimo che attraverso la rete può sbertucciare quando vuole i “silenzi” dei giornali e i giornalisti sanno benissimo che “infiocchettare” Luttazzi è impossibile. Quindi? Non crederò mai che Luttazzi quando rilascia un’intervista non si immagina che alcune cose usciranno e altre no, è il gioco delle parti che è sempre esistito, pare un po’ specioso questo scandalizzarsi. Del resto lui è andato in tv, ora sta per uscire il suo libro, anche se nel breve spazio dell’intervista non ne ha saggiamente parlato, ma il meccanismo è anche questo. Per altro, l’intervista è stata piacevole, anche se si vede che Biagi si trova più a suo agio con una maschera comica come Benigni. Forse il buon Daniele dovrebbe un po’ svuotarsiÂ… per esempio ossigenandosi ancora più massicciamente attraverso la rete, il rimpasto immediato in “questa” tv è un’idea troppo “santorianamente” prevedibile per essere credibile.

  3. Christian dice:

    simpatico Daniele Luttazzi detto anche "il comico coprofago". Sì, molto simpatico. Soprattutto, un comico "per tutti".

  4. Will dice:

    e certo che l'ha gestita male, mantellì, a te e alla cricca dei barbosi camperiani come in generale al mediocre bloggomondo italico non v'ha filato di striscio, anatema su luttazzi. che continuerà  a non filarvi, non t'illudere.

  5. raxi dice:

    L’ostetrico Fassino, liquidando una volta per tutte l’eredità  comunista, lo ha definito “un partito che deve stare in sintonia con la società Â”. Ma il comunismo nacque come critica del modo di produzione capitalista: una critica di cui c’è oggi ancora bisogno, alla luce della nuova proletarizzazione ( precariato ) decisa ferocemente dal blocco industriale-politico-mediatico che governa il nostro Paese. ( E il mondo. ) Col partito democratico, sparisce la critica. Resta la gestione dell’esistente. Grazie a tutti. Avete fatto quel che potevate

    Non fa una grinza

  6. LockOne dice:

    il primo maggio taluni, anziche' andare in camporella a fare cio' che in camporella si fa, passano di qui e commentano. con il mood che si vede.

    saluti dalla camporella.

  7. gp dice:

    A me piace molto come Luttazzi gestisce la sua presenza in rete: discreta, non invasiva, mai superficiale, ogni post che aggiunge sul suo blog è sempre un piccolo e atteso evento – mi pare esattamente l'umiltà  che invece Mantellini dice mancare…

  8. Pier Luigi Tolardo dice:

    No, mi pare che il Partito Democratico lo possano criticare tutti e lo critichino in molti su Tv, Radio e giornali, magari non tantissimo ma è solo perché non esiste ancora nessun Pd, c'è solo la decisione di farlo che dato che è stata presa da politici lascia molti italiani dubbiosi, increduli, scettici e disinteressati. In compenso nessuno critica, che so, Veltroni, sarebbe come criticare la Nutella, questo è chiaro.

  9. gdm dice:

    Luttazzi mi sembra che tempo fa avesse smesso di postare per un bel po', proprio per evitare una deriva alla Beppe Grillo. Visti i pezzi grossi dello stagnetto "blogosfera" italiana poi, non lo biasimo se non gli interessa averci a che fare.

  10. franco dice:

    Il primo Luttazzi in rete era difficile, forse sperimentale e quindi per pochi.

    Quindi condivido la critica come condivido l'apprezzamento del suo blog odierno. Qui si respira il vero Luttazzi, il suo pezzo sul PD me lo incornicio e ringrazio per la segnalazione.

    I prezzi pagati in termine di non apparizione televisiva, forse escluso Santoro, sono stato molto bassi in quanto la libertà  per chi la ama non ha prezzo. I teatri pieni sono la solidarietà  a chi ha fatto certe scelte.

    Forse l'impegno in rete di Luttazzi è stato veramente limitato dai processi e nel tempo libero rimasto :)) ha privilegiato il teatro.

  11. ciro dice:

    Non è la stessa cosa la satira in tv e quella su un blog.

  12. PatBateman dice:

    Luttazzi è stato ospite a Deejay Chiama Italia. Ma quella puntata andava vista in tv perchè in un fuori onda Linus chiedeva proprio a Luttazzi il perchè della chiusura del blog.

    "L'ho chiuso quando ho capito di aver fallito. Ovvero quando è spuntato un commento dove mi si chiedeva un'indicazione di voto". Trovo molto onesto da parte di chi fa satira rinunciare a farla (chiudere il blog) quando satira non lo è più.

    La deriva populista non è del blog, come pensano i deterministi, ma da chi lo abita e lo legge e lo commenta.

    La "rinuncia" è un gesto di estrema umiltà .

  13. Alessio dice:

    Forse il giudizio di Luttazzi sul PD non è stato pubblicato perchè giudicato non interessante o poco importante, non è che sia obbligatorio pubblicare tutto ciò che Luttazzi dice sul qualsiasi argomento.

    Luttazzi non è dio, diamine nemmeno Grillo lo è, eppure ha studiato il ruolo molto più di lui.

    Voglio dire bisogna essere molto ma molto egocentrici per pensare che le proprie opinioni politche debbano per forza interessare tutti solo perchè si è famosi per qualcos'altro.

    Se non erro Luttazzi è un comico, e allora perchè non si limita a fare il suo mestiere?

    A chi interessano le sue opinioni politiche?

    Abbiamo già  così tanti tromboni, così tanti cattedratici che pontificano quotidianamente su tutto che non si sente il bisogno di infoltirne la schiera.

    Luttazzi faccia ridere se ci riesce, e la smetta di fare la primadonna sdegnosa e vittimista.

    O vuole superare Santoro anche in questo?

  14. .mau. dice:

    sono perfettamente d'accordo che Luttazzi non sia un dio in terra, ma se ti intervistano e ti fanno una domanda ("mi è stata chiesta un’opinione sul Partito Democratico") mi sembra giusto che vengano pubblicate domanda e risposta, no?

  15. massimo mantellini dice:

    dai alessio, non spararle troppo grosse ;)

  16. PatBateman dice:

    Alessio ma vai a cagare…proprio in quanto comico, e quindi da tradizione medievale il comico attacca il potere costituito. E' il succo e il sangue della satira da centinaia di anni.

    "inevitabile stronzata" è satira. E se non la riporti non è per mancato interesse (da un punto di vista mediatico è la cosa più interessante peraltro) è "blocco".

  17. Alessio dice:

    Non sono d'accordo, la satira ridicolizza la politica, non si mette allo stesso livello della politica, e anche quando esprime (finte) opinioni lo fa con le armi della satira.

    E la differenza che intercorre tra Benigni e Luttazzi, il primo è un comico vero e resta tale anche quando fa satira politica. Luttazzi al contrario se la tira (troppo) spesso da opinionista (comico) .

    Quanto al 'blocco' spero che tu stia scherzando, non crederai davvero in buona fede a questa emerita stronzata del blocco industriale-politico-mediatico. E' solo il frutto distorto del vittimismo di questi comici primedonne, spesso troppo sopravvalutati.

  18. PatBateman dice:

    No, incredibile. Allora spiegami cosa centra Benigni ora che stiamo parlando di Luttazzi. Luttazzi ha un suo stile (non a caso è uno degli autori comici in assoluto più saccheggiati in taluni casi senza nemmeno essere citato), che lo contraddistingue negli anni. Se poi tu hai bisogno di giocarti la carta benigni sono cazzi tuoi, perché si sta parlando di Luttazzi.

    Poi in un paese dove anche tu purtroppo hai il diritto di opinione, vuoi non concedere il gusto di una battuta o di una stronzata a uno che le sa fare?

    Poi spari cazzate immonde tipo "comici primedonne" ma che cazzo dici? Ma ti rendi conto? Dimmi una sola volta in cui Luttazzi avrebbe fatto la primadonna? Non è in rai da sei anni, fa solo teatro, si riaffaccia su un blog e sguazza su MySpace. E' un comportamento da primadonna?

    Del blocco non mi frega nulla. E' però un dato di fatto che se Luttazzi dice che il pd è una inevitabile stronzata, da un punto di vista giornalistico sia una notizia. E' inopinabile. Se viene cassata, perlomeno, come ha fatto Luttazzi, mi pongo delle domande. Che dici?

  19. gp dice:

    Be' Alessio, immagina una persona che, imbambolata da questo forsennato ritmo mediatico sul PD, abbia grazie all'opinione serafica di luttazzi, uno stimolo per guardare in maniera diversa, critica e indipendente quanto sta accadendo alla sinistra italiana. Non implica necessariamente che Luttazzi debba avere ragione, sia inteso, implica invece che comunque un piccolo punto nel ragionare con la sua testa l'elettore se l'è guadagnato. Questo è il motivo per cui, simpatico o borioso che sia Luttazzi, fa bene a segnalare che sia avvenuto il taglio. Sono piccole cose, si sa, ma si comincia da qui.