Scrive Dave Winer:

1. I’ve spent many thousands of dollars on the Internet.

2. I’ve spent $0 on ads that showed up in the margins of my attention.

3. I’ve never intentionally clicked on one.

No beh, io qualche volta sui banner ci clicco. Ma quando compro qualcosa (e capita spesso) non lo faccio mai influenzato dalla pubblicita’ come e’ pensata oggi in rete.

9 commenti a “iL COLORE DEI SOLDI”

  1. Mauro Lupi dice:

    Succede da sempre nel mondo della pubblicità : se intervistate, le persone raramente ammettono di venire influenzate dalla pubblicità  (che sia uno spot, un jingle o un cartellone); però… lo sono! ;-)

  2. Gm dice:

    eppure funziona..se usata con intelligenza e in una logica di Direc Response. Il branding lo lascio volentieri ai miei concorrenti..

  3. Paolo dice:

    Concordo con Mauro. E sul mezzo Internet e' piu' facile accorgersi che chi dichiara di non essere condizionato dalla pubblicita', in realta', mente. Comunque Dave Winer non parla di qualsiasi pubblicita', ma si riferisce a "ads that showed up in the margins of my attention". Quindi, non compra la pubblicita' che non funziona.

  4. PatBateman dice:

    Ho finito ora di scrivere il capitolo in cui offro un'interpretazione del rapporto tra blogger e comportamento d'acquisto per Diario Aperto (a brevissimo facciamo uscire i dati).

    Ti anticipo un dato. Alla domanda sulla validità  degli strumenti pubblicitari online, le risposte sono state:

    – il 37% del campione le trova poco utili

    – il 39% del campione le trova per niente utili

    Stiamo parlando del 76% dei rispondenti. Che tradotto in numeri, sono 2350 persone.

    Il 18% le trova abbastanza/molto utili.

    Ocio però stiamo parlando di un campione di blogger e lettori di blog dove i filtri anti-advertising sia classico che con online sono piuttosto alti. E c'è cmq un 18%, ovvero 1 su 5 che ricava una certa utilità  da queste forme promozional-informative.

    E' possibile quindi che su un campione più ampio di persone che navigano in rete (non solo blogger o lettori di blog) la percentuale salga sensibilmente.

  5. Riccardo Campaci dice:

    Forse la pubblicità  su internet parla un linguaggio diverso rispetto agli altri media, più subliminale e meno diretto. Per questo sembra influisca molto meno. E' comuqnue solo una mia impressione.

  6. Leonaltro dice:

    Concordo con Mauro.

    Su che siti hai comprato? Come li hai scelti?

    Magari hai comprato qualcosa su consiglio di un amico, che era stato influenzato dalla pubblicità , quindi sei stato influenzato indirettamente.

  7. livefast dice:

    non mi pare però che winer presenti se stesso come campione rappresentativo. nemmeno io, per dire, ho mai fatto alcuna di quelle cose. Questo non eslcude le menti superiorii a ciò preposte siano riuscite in qualche modo a condizionarmi attraverso degli annunci che non ho letto. è possibile.

  8. Gm dice:

    mi ricordo ancora un suggerimento di Mante per Nierle.it. Sono diventato loro cliente e l'ho fatto conoscere a decine di altre persone grazie a quel post di un paio d'anni fa

  9. Cristian dice:

    Lo stesso passaparola tra "naviganti" è pubblicità . Meno esplicita e diretta, ma lo è. Costa anche pochissimo tra l'altro…