Pare che a LaStampa.it abbiano qualche problema. Il sito ha chiuso una serie di blog poiche’ in alcuni post erano contenute insinuazioni sulla regolarita’ di un concorso Fiat. Vittorio, che e’ parte in causa, ha una sorta di riassunto dal quale partire per farsi una idea. Cosi come merita di essere letto questo post di Axell. Comunque stiano davvero le cose oscurare dei blog per ragioni di “netiquette” e’ come sparare ad un tordo per occupazione dello spazio aereo.

12 commenti a “BLOG OSCURATI SU STAMPA.IT”

  1. Mawell dice:

    Oscurare un sito web o un blog non è mai una risposta:un qualsiasi lettore, non potrà  mai sposare le ragioni di chi censura.

    Solo il dialogo e l'espressione delle proprie ragioni possono alimentare una discussione civile nata su basi democratiche.

    L'atteggiamento autoritativo della stampa.it non lo condivido

    Saluti.

  2. antonio vergara dice:

    il problema dell'etica dei e nei blog è una questione molto viva ultimamente. censurare non è mai una scelta democratica, tuttavia immagino che implicitamente aprirlo su quella piattaforma significa anche andare incontro a problemi di "incompatibilità ". saluti

  3. Maurizio Goetz dice:

    Io sono d'accordo che la censura non è buona cosa, ma nessuno, ha ancora risposto a che cosa si debba fare concretamente in caso di diffamazione e non parlo concretamente di questa vicenda ma in generale.

  4. Dario Salvelli dice:

    Non entro nel merito ma nel caso La Stampa aveva legalmente tutti i diritti di sospendere ma se non altro di vagliare bene la situazione e di avvisare prima il titolare del blog.

  5. Lunar dice:

    Io aspetterei una vicenda più "alta" è meglio dettagliata per parlare di censura.

    Voi avete capito qualcosa di questa storia? Accuse seguite da scuse. Lancio di sassi e mani nascoste. A che gioco stanno giocando? questa è la mia domanda. Poi magari parliamo di censura.

  6. Lunar dice:

    e meglio dettagliata…..

    marò, ste finestrelle mi stressano. ;)

  7. ciro dice:

    condivido Mawell al 101 %

  8. Tony Siino dice:

    Netiquette? Mi sembra che si parli di testi suscettibili di querela.

  9. www.nonrassegnatastampa.it dice:

    La vicenda in questione non è chiara e non mi sbilancerei, pur essendo visceralmente contrario a qualsiasi forma di censura. Girovagando fra i siti però mi ha colpito il tentativo, da parte di chi se lo può permettere, di utilizzare le tecniche autoritarie proprie dell'editoria giornalistico-televisiva. I direttori di testate giornalistiche,i direttori di rete da sempre hanno dato linee editoriali che andavano seguite pena l'allontanamento. La sensazione è che si stia cercando di utilizzare queste stesse tecniche anche per il web, ma per fortuna la rete è più democratica.

    "La verità  è ciò che è,non ciò che dovrebbe essere"

    Lenny Bruce

  10. livefast dice:

    certo che se quelle accuse fossero false e diffamatorie sarebbe più utile confutarle che rendere gli autori dei martiri. *se* fossero false e diffamatorie. se invece fossero vere avrebbe più senso giocare la carta autoritaria e cercare goffamente di mettere tutto a tacere. *se* fossero vere. ma non è detto che le aziende si comportino secondo logica.

  11. paul dice:

    divido il post in due parti perché è piuttosto lungo.

    sono un lettore e ho assistito alle varie discussioni sui blog.

    la cosa impressionante è stato il modo con cui quest'onda mediatica è montata.

    tutto inizia quando la redazione chiede- ai blog poi sospesi- di togliere i riferimenti diretti (nomi e cognomi) alla vicenda del concorso (rimane sottointeso che ormai tutti avevano letto tutto) e nel rispetto della netiquette pubblicata sul sito. Era cioè sufficiente esporre i fatti senza fare nomi e non sarebbe successo nulla.

    Quello che si scatena invece è tutto un gridare alla censura dei padroni e subito la cosa si diffonde.

    Puoi leggere l'intervento di Luca http://www.pasteris.it/blog/2007/04/12/sul-caso-dei-blog-sospesi-di-lastampait#comment-8735

    che ha "partecipato, credo abbastanza attivamente, a diffondere l’idea di censura. Ora, io onestamente non so come siano andate realmente le cose"

    La cosa che mi ha impressionato è stata proprio questa: la maggior parte di quelli che hanno contribuito a parlare di censura, se chiedi a loro cosa è successo non sanno dirti come è nata la vicenda. Conoscevano Giacosa e hanno agito per passaparola. Una blogger de la Stampa riporta nel titolo del suo blog "ogni discussione non costruttiva sarà  censurata" eppure lei si dichiara contro la censura.

    Sull'onda di questo passaparola si è scatenata un'aggressione mediatica verso tutti quelli che hanno provato a dire "calma ragazzi, aspettate proviamo a ragionare", e verso un redattore che interveniva a volte nei commenti e teneva un suo blog con ricette di cucina. Per i favorevoli alla censura non avrebbe diritto a scrivere. Una blogger in un commento è arrivata a dire che se lei fosse il suo datore di lavoro l'avrebbe licenziato perchè se si lavora non si tiene un blog. Un altro, maxgiordani, con il contributo di Giacosa e altri blogger ha scritto un post con insulti molto pesanti nei confronti di chi non aderiva alle richieste "anti-censura". Una blogger è stata persino ritenuta indegna di scrivere un post su Primo Levi, tirando in ballo i lager con argomentazioni veramente squallide.

    Maxgiordani il giorno dopo si è auto-censurato. Scuse a qualcuno? ovviamente no.

    (continua)

  12. paul dice:

    II parte

    Credo che chiamino, tutto questo, effetto folla. Per chi diffondeva l'idea di censura riservavano commenti del tipo "grande", "chapeau", "complimenti" etc. etc. e per gli altri gli insulti.

    Perché? non lo so ma era un clima che covava da un po' di tempo. Giacosa si era spesso lamentato con la redazione sul ruolo dei blog all'interno del giornale. A questo si sono aggiunte le insoddisfazioni, di altri, di andare poco spesso in home page nella segnalazione quotidiana. Un blogger sul suo sito ha scritto:

    "Vogliono [la redazione] solo scimmie ammaestrate, a cui loro danno la banana della home page. E io, della loro home page, me ne fotto. Non sono una scimmia, sono un uomo, e non vendo le mie convinzioni, soprattutto per una così modesta contropartita."

    Altri hanno aderito subito in perfetta buona fede, senza mai domandarsi nulla.

    In mezzo a tutto questo ci sono stati i vari interventi della redazione (quella cartacea, web e della direzione marketing) per lo più ignorati.

    Io non so se ci siano state irregolarità  o meno. Il punto, credo, è che ci sono dei canali in cui ognuno ha il diritto di potersi rivalere, nel rispetto reciproco. Ma ripeto, era sufficiente esporre i fatti senza fare nomi, trattandosi tra l'altro solo di illazioni, e non sarebbe successo nulla, leggendo le richieste della redazione.

    Invece qui si pretendeva che queste persone andassero a difendersi sui blog. Una l'ha anche fatto, ma la sua smentita è stata completamente ignorata.

    Non so se la redazione si sia comportata opportunamente o meno. Forse avrei agito in maniera diversa però io non sono una persona giuridica, sono una persona fisica e la cosa è ben diversa. Del resto mi sarei comportato in modo diverso anche da Giacosa chiedendo chiarimenti alle persone senza fare i loro nomi sul blog.