A quanti oggi si mostrano preoccupati della possibile acquisizione da parte di una societa’ straniera (ATT per dirne una) dell’unico strategico operatore di telefonia del paese, forse varrebbe la pena di ricordare in che mani siamo stati nell’ultimo decennio. Si puo’ immaginare qualcosa di peggio?

(via repubblica.it)

18 commenti a “TELECOM DOVE VI PARE”

  1. raxi dice:

    no

    il tronchetto non lo rimpiangerà  nessuno

  2. Maurizio Benzi dice:

    Si puo' immaginare qualcosa di peggio?

    No direi di no. Però dopo aver iniziato a svendere il Paese (dalla grande distribuzione alle farmacie) trovo che sia necessario cercare di capire dove ci potrà  portare questa strada nel lungo periodo.

  3. franco dice:

    Si, direi di si.

    Seguendo il detto: al limite non c'è mai peggio.

    Proprio per la frase che ha scritto Maurizio Benzi.

    Non sono preoccupato di chi sarà  il propritario, ma eventualmente che farà . Un fondo d'investimento statunitense per massimizzare il denaro da ricavare potrebbe usare la tecnica dello spezzatino. Riducendo la dimensione e con gli scorpori, se venduti all'estero, si sposterebbero molto lontani i posti di lavoro migliori. Resterebbero i venditori, i tecnici che devono aggiustare fisicamente i fili e forse chi gestisce l'esazione delle bollette.

  4. Stefano "Free.9" Scardovi dice:

    Innanzitutto penso che poi gli USA risparmierebbero nell'acquisto delle intercettazioni telefoniche.

    @Franco

    Già  oggi i tecnici che riparano le linee sono in gran parte esterni a telecom ed in ogni caso telecom ha tagliato tutti i costi di manutenzione, in molti posti le linee sono più che sature e ad ogni guasto la situazione peggiora.

  5. Stefano Vitta dice:

    amen

  6. Joe Tempesta dice:

    Per la Telecom penso sia sempre meglio AT&T che uno che produce pneumatici e che tra l'altro ne è diventato il capo per un matrimonio azzeccato più che per veri meriti.

  7. Massimo dice:

    Joe, Pirelli ormai fa più case – Pirelli Real Estate, quell'obbrobrio della Bicocca, ad esempio – che pneumatici, mi sa…

  8. Pier Luigi Tolardo dice:

    Si, il peggio è sempre possibile.

    Quando era parastatale e in monopolio ci sembrava la cosa peggiore del mondo: in realtà  era un'azienda senza debiti, che in un triennio aveva recuperato un gap storico nella telefonia fissa ed aveva raggiunto record mondiali nel mobile ma c'era la retorica e la mitologia del privato e si privatizzò.

    Quando arrivò la Fiat con Rossignolo: ci sembravano ridicoli quei signori che con lo 8% in un patto di sindacato controllavano la più grande azienda italiana e Rossignolo che tagliò il piano di Pascale per la banda larga perché inutile.

    Poi arrivò Bernabè che voleva una fusione con Deutsche Telekom per creare il più grande gestore europeo ma il governo D'Alema lo bloccò perché Deutsche Telekom rappresentava lo Stato tedesco(invece gli americani sono meglio?)

    Colaninno ci sembrava il peggio perché accollò a Telecom i suoi attuali 40 miliardi di euro di debiti ma non era finita.

    Doveva arrivare Tronchetti con la sua banda di spioni, gli immobili svenduti a Pirelli, miliardi di euro finiti in dividendi anzichè investimenti anche solo per la manutenzione ordinaria.

    Adesso arrivano gli americani, gli yankee ci faranno rimpiangere Tronchetti, poi i russi, gli arabi, i cinesi, i mongoli, fino alla dissoluzione finale in barba alla sinistra più liberista del mondo perché deve farsi perdonare il peccato originale del comunismo, dovrebbero scomunicarli per questo, altro che per i Dico.

  9. Massimo Moruzzi dice:

    PLT : chapeau!

    [OT] : ma cosa succedeva secondo voi quando gli attuali dirigenti DS anadavano in Russia e tornavano a casa magnificando (immagino) il socialismo reale? Io ho la mia teoria. Secondo me li andavano a prendere in aeroporto con l'equivalente delle Cadillac russe, e dopo unbreve congresso-lavacervello li portavano nel migliore albergo della città , davano loro vodka, caviale e troie in abbondanza e poi questi tornavano in Italia a dire che un mondo migliore era possibile (almeno per loro).

  10. Picchiatello dice:

    L'unico valore della Telecom e' legato alla rete fissa e alla Sua proprietà , doveva rimanere pubblica tanti anni fa, ormai non ha senso alzare scudi e ripagare una rete che gli italiani hanno pagato gia' una motitudine di volte con il canone… un buyer italiano non ha senso l'acquisto andrebbe a gravare sul sistema bancario e poi al "consumatore" finale…vale a dire tutti noi anhce chi non ha la linea…per cui ben vengano At&T…..

  11. Pier Luigi Tolardo dice:

    Peccato che Tronchetti non la regali agli americani, i quali dovranno rientrare presto del debito e quindi l'utente finale non sarà  sgravato come si crede. Non solo facilmente le attività  latinoamericane di Telecom verrebbero acquisite a poco prezzo dagli americani. I clienti italiani si lamentano della qualità  del servizio italiana ma negli Usa non va molto meglio, è più rigidamente legata a quanto può spendere e spende il cliente, in un Paese come l'Italia con la maggior parte della popolazione che vive in centri minori e dove i concorrenti di Telecom si guardano bene, per ora, dall'andare, sarà  ancora peggio in termini di assistenza per i guasti. Telecom Italia Lab con i suoi 1.000 ricercatori che per anni ha dato filo da torcere ai Bell Labs di At&T andrà  a farsi fottere, i migliori cervelli certo lavoareranno in una dependence degli Usa ma niente di più. Basta di fare i più liberisti del mondo, "Io Sono un Autarchico": se francesi, tedeschi, svedesi, giapponesi e perfino gli iperliberisti inglesi si guardano bene dal far entrare gli americani nelle loro Tlc qualche ragione ci sarà , se non altro perché hanno più orgoglio, mene pezze al culo, più considerazione del fatto che il valore aggiunto delle Tlc in termini di ricerca, investimenti, occupazione deve rimanere nel proprio Paese, fare sinergia nel proprio Paese, ma loro non vivono a Gardaland(anche questa venduta agli spagnoli)

  12. Pier Luigi Tolardo dice:

    A questo punto Prodi dovrebbe alzare la cornetta chiamare Zapatero e le banche italiane: una vera alleanza industriale europea nelle Tlc Telecom Italia-Telefonica che rompa il culo anche agli americani, un global player come si deve. Ma Prodi ce l'ha le palle o ha solo i nostri voti?

  13. arbaman dice:

    E' anche vero che gli americani sono spietati e quindi nessuna sorpresa se ci ritroveremo con licenziamenti e spezzatini, però quando c'é da guadagnare non hanno le braccine corte e gli investimenti li fanno. Quando guardo fuori casa la linea telefonica, rabberciata alla buona con numerosi giunti, che corre per terra a fianco strada anziché sulla palificazione non ho dubbi, non sono d'accordo con te questa volta Pier Luigi, non é possibile fare peggio di così, in nessun caso, almeno non in posto che non sia zona di guerra.

  14. Cristian dice:

    Preferisco un compratore americano (anche se di fatto Telecom perde la proprietà  italiana) ai potenziali sodalizi dei soliti amici: Bazoli-Prodi da una parte, Geronzi-D'Alema dall'altra.

  15. giancarlo dice:

    non siate così ottimisti: una volta toccato il fondo si può sempre cominciare a scavare ….

  16. Maurizio Benzi dice:

    Ma Prodi ce l'ha le palle o ha solo i nostri voti?

    Prodi non ha le palle. Ma neanche il Governo precedente le aveva. E ovviamente neache quello prima (D'Alema+Colanino).

    Figuriamoci poi Consob e altri attori semi-istituzionali.

    Gli ultimi anni del Gruppo Telecom sono da manuale di management: come non creare valore e addirittura perderlo in pochi altri.

    Trovo che ciò che rappresenta l'infrastruttura del paese (come le autostrade sia fisiche che informatiche) debba restare nelle mani del Paese. Perchè privatizzare dove non c'è un monopolio de facto porta grandi utili per gli azionisti ma nessun vantaggio per i cittadini.

  17. apelle dice:

    Gli Americani, gli Americani, gli Americani…

    Se l'accordo va in porto, gli americani di AT&T avranno il 6% del capitale Telecom.

    Un altro 6% l'avranno i messicani di Movil.

    Con l'opzione di Pirelli di cedere, tra un anno, un ulteriore 6% del capitale Telecom alle due società  di telecomunicazione.

    Il 18% detenuto da Olimpia, appunto.

    Un altro 8-10% circa del capitale Telecom è attualmente detenuto da alcuni investitori italiani (Generali, Mediobanca, B. Intesa, Hopa….)

    Il restante 70% abbondante del capitale Telecom è lì sul mercato.

    Al prezzo attuale di 2,37 euro ad azione…

  18. Joe Tempesta dice:

    Belli questi discorsi. Peccato che in un mercato libero chi c'ha i soldi compra e buona notte all'italianità . A meno che quando parlate delle palle di Prodi non intendiate le palle per trasformare la presidenza del consiglio nell'Iri (sarebbe anche già  skillato).