Michele Serra su Repubblica di oggi (uno di quei giorni in cui “L’amaca” vale da sola il prezzo del giornale):

“Il divieto di tenere i telefoni accesi a scuola deve farci davvero riflettere. Equivale, infatti, al divieto di suonare la tromba durante le lezioni o al divieto di praticare buchi nella cattedra con un trapano. Pensandoci bene, pensandoci meglio, ci mette davanti agli occhi una caduta quasi surreale del livello di educazione di questo paese.”

14 commenti a “TRAPANARE LA CATTEDRA”

  1. Massimo Moruzzi dice:

    e sì. e dovrebbe anche essere vietato vendere soubrette a un tanto alla notte, o vender loro cocaina, o vendere i risultati delle partite di calcio, o minacciare di pubblicare foto osé se non mi paghi una tangente. Ma siamo in Italia.

  2. Anonimo dice:

    concordo in pieno con il commento e con l'articolo di Serra.

    la cosa peggiore è che i nostri figli vivono in questo mondo e per quanto ci si sforzi di fare vedere loro un' altra prospettiva fatta anche di rinunce, fatica e scelte spesso si passa solo per rompiballe.

    che il Buon Dio li assista

    Luca Montaguti

  3. Antonio dice:

    Ma se ogni ragazzo si trova attrezzato di un cellulare, che oggi viene percepito come un accessorio tanto naturale quanto imprescindibile (come un tempo il portafoglio o l'orologio), volete che non lo accenda? Il commento di Serra è surreale quanto le dichiarazioni del ministro, probabilmente di più.

  4. claudio dice:

    ciao Massimo. Ti leggo da poco e devo dire che il tuo blog è molto interessante quindi complimenti.

    Poi….L'amaca è disponibile on line come newsletter giornaliera, gratis, risparmiando così il prezzo di repubblica e la fatica di andare in edicola (a me fa comodo soprattutto perché vivo all'estero)

    e poi se ti interessa nel sito di selvaggia ho appena scritto una cosina riguardo repubblica.it

    scusa il mezzo OT

  5. raxi dice:

    concordo in pieno con il commento e l'articolo di Serra

    ma pure antonio

    ha perfettamente ragione

    quindi?

  6. Antonello Manenti dice:

    Scusate se posto un mess inappropriato, ma non trovo un indirizzo mail per comunicare con Mantelli privatamente…

    Help me!

  7. massimo mantellini dice:

    c'e' una icona qui sulla destra grande come una casa:-)

    massimo@mantellini.it comunque

    saluti

  8. Gianluca Parravicini dice:

    Quando la scuola si mette a fare “scuola”…. acquista quella farsesca dimensione ludica da cui tanto si vuole difendere. Nasce il sospetto che questa scuola nuoce gravemente alla salute di chi vi opera all’interno, tradisce gangli di un pensiero stantio e mellifluo. Anche ad osservarla da fuori pare arida, intrisa di un dottorale nulla, covo il sospetto che esprima ai suoi studenti una visione a dir poco sedentaria della vita.

    ciao

  9. Paolo dice:

    a vabbeh ora un giorno gli diranno pure che non si possono fare le canne in classe….tempacci per i poveri studenti!

  10. elena dice:

    Ci pensavo l'altro giorno che mi sto sentendo un po' reazionaria perchè trovo proprio giusta sta cosa di vietare i cellulari a scuola.

    Ma poi leggevo ovunque levata di scudi e mi son detta "che io sia una bigotta (o una pigotta) senza una visione moderna e supergeek della vita?".

    E non è per la storia dei filmati in classe, è, perchè in classe si fa lezione, e poi quando esci puoi chiamare chi ti pare, se c'hai la ricarica per farlo e sei nella timtribbù.

  11. abboriggeno dice:

    A Gianlu', un linguaggio tanto forbito nel tuo commento, e poi mi cadi nei congiuntivi e nella punteggiatura?…

    p.s. Grande Paolo!

  12. Marcello Semboli dice:

    Pero' scommetto che le donnine nude della pubblicità  del prosciutto cotto e del silicone non spariranno.

  13. dr. stupid dice:

    due precisazioni:

    – tenere il cellulare acceso non significa lasciar squillare la suoneria

    – usare il cellulare non significa telefonare

    Il divieto si può tradurre così: "niente e-mail e sms in classe"

    Ha senso ?

  14. Jobdays dice:

    Guardate questa iniziativa della provincia di Forlì, c'è anche un concorso per il "RACCONTAFONINO"