Quindi alla fine se digiti “merda” su Google il primo link che ottieni e’ quello del portale turistico italiano. Magari i filtri antigooglebombing a suo tempo annunciati non funzionano benissimo.

(via luca de biase)

17 commenti a “HERE COMES THE FLOOD”

  1. Maximilian dice:

    Curioso che Mantellini non legga Punto Informatico, che ne ha parlato 3 giorni fa: http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1920372

  2. massimo mantellini dice:

    l'ho mancato in effetti……;)

  3. andrea dice:

    salve in questo momento ore 00,10

    google è collassato

    Non funge piu niente

    gmail

    google.com

    tutti i blog su blogspot

    tutti gli annunci adword

    che sia la fine del mondo??

  4. Alessio dice:

    Ehehe già . Ne ho parlato tantissimo sul mio blog approfondendo anche un po la questione. SCANDALOSO QUEL PORTALE

  5. Maurizio Goetz dice:

    Esiste una blogosfera autoreferenziale a cui piacciono i giochetti con Google e guardarsi l'ombelico, ma ne esiste anche una più matura che si organizza e crea progetti come rItaliaCamp a cui ha aderito uno dei direttori del portale italia.it, BarCamp per la prima volta ospitato da un'istituzione universitaria.

    Prima le proteste della blogosfera sono sbarcate in parlamento, poi ci si è radunati intorno ad un progetto collaborativo. Mi sembra un importante segnale di cambiamento. Ne sono davvero felice. Chi vuole collaborare, sarà  il benvenuto.

  6. Cristian dice:

    Il filtro anti GoogleBombing funziona benissimo. Solo che il filtro stesso riconosce come sinonimo di merda il portale italia.it.

    Ecco perchè se cerchi l'una, trovi l'altro.

  7. Paul dice:

    Però ho così scoperto un blog "interessante".

    E' il link numero sei. La vita non finisce mai di stupirti.

  8. Marcello dice:

    a cui ha aderito uno dei direttori del portale italia.it

    —–

    Questo direttore invece perdere tempo nei BarCamp perchè non pensa a un "progetto collaborativo" di restituzione dei ns soldi (soldi pubblici) sperperati per produrre quell'osceno portale?

    E se proprio deve andare al BarCamp perchè non presenta colà  un resoconto su come sono stati utilizzati quei (nostri) soldi?

    Questi sì sarebbero SEGNALI DI CAMBIAMENTO

  9. Maurizio Goetz dice:

    Marcello hai ragione, a me già  sembra positivo, il fatto che venga e decida di confrontarsi. E' ovvio che la tua domanda gli verrà  rivolta.

    Mi permetto di segnalare un link interessante sulla trasparenza amministrativa http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=803&idSezioneRif=38

    leggete con attenzione. Io non sono un giurista, ma se ho capito bene, potremmo richiedere tutti i documenti relativi al progetto italia.it dico bene o mi sbaglio?

  10. Joe Tempesta dice:

    A me il rItalia cosoCamp o come diavolo chiamate voi ggiovani bloggher questi raduni sociali molto 2.0 mi pare una scemenza.

    Primo, perché vabbene che il sito vero farà  cagare, e che rifarlo meglio per un webdesigner è un attimo, ma vorrei proprio vedere i 180 partecipanti come contano di mantenerlo per – se non erro – 5 anni.

    Secondo, perché le persone vanno pagate, e dire noi lo facciamo costando molto meno, ma lavorandoci avanzatempo a gratis o prendendo contenuti qua e là  come qualcuno vorrebbe fare (perché fa sempre social2.0) non è uguale che a scriverne di originali per – ripeto – 5 anni.

    Terzo, tutti questi 180 partecipanti al rItalia, dov'erano prima che il disastro annunciato avvenisse? Mantellini è da quel dì che paventa la schifezza che è poi davvero successa, i costi eccessivi, eccetera. Penso che sia un po' troppo facile fare i fighi ora (anche se che siano davvero in grado di fare qualcosa di meglio di italia.it ancora devono dimostrarlo, e dovranno dimostrarlo soprattutto tra tre anni) che qualcuno si è già  smazzato le menate necessarie a tirare fuori il progetto, che poi sarà  implementato male ma di certo una linea ce l'ha. Copiare è più facile che inventare, no?

  11. capemaster dice:

    non c'è niente da fare Google è imbattible si Parola chiave -> risultato

    AHAHA

  12. Camillo dice:

    Qualche indicazione su come si fa googlebombing per inserire anche "Shit" oppure "this is horrible", o cose del genere…?

  13. Maurizio Goetz dice:

    @ Joe Tempesta, obiettivo non è rifare il portale, hai ragione, su quanto scrivi. Obiettivo e condividere alcune linee progettuali. Se si riesce a farlo io sono contento. E' tipico di certa blogosfera giudicare sempre e sparare a zero su tutto, una volta tanto che si progetta qualcosa e ci si mette la faccia, se farà  schifo, sarà  stato comunque un tentativo verso il cambiamento.

  14. Joe Tempesta dice:

    Su una cosa hai ragione: non vogliono rifare il portale, vogliono dire a chi l'ha fatto come avrebbero dovuto farlo.

    E non sono affatto d'accordo con la tua affermazione: se farà  schifo non si può dire semplicemente che "sarà  stato comunque un tentativo verso il cambiamento", perché sul portate italia.it è già  stato sparato a zero (non tanto giustamente, imho) anche da coloro che si sono presi la briga di tentare di dimostrare che le proprie critiche non sono sterili. La trovo un'uscita un po' da presuntuosi e sbruffoni, ancora di più che stare semplicemente a dire "quel sito non mi piace" (come è stato fatto anche qui sul restyling di repubblica, un anno fa o giù di lì, per esempio).

    "Io lo faccio meglio", anzi, "per farlo meglio dovevate fare così come vi diciamo noi" secondo me ha senso dirlo prima, dopo è un po' facilino.

    Comunque, pronto a pagarti una pizza se a un anno da qui il progetto esisterà  sempre, invece di frantumarsi in mille rivoli per via soprattutto delle liti.

    Ne ho visti talmente tanti di progetti partiti con entusiasmo e tante primedonne che si sono arenati su questioni di principio.

    Poi, prendi pure questa mia come una critica sterile e pregiudiziale. Di fatto lo è. Ma insomma, se i ritaliani.it si sentono di poter dire agli italiani.it come fare il loro sito, potrò ben sentirmi in diritto di dire loro come dovrebbero fare i ritaliani, no? ;-)

  15. Maurizio Goetz dice:

    Joe, non posso certo dire come andrà  a finire, potresti alla fine anche avere ragione tu, comunque andranno le cose, l'evento avrà  portato ad un confronto, alla pubblicazione in rete di presentazioni che verranno condivise, ci sarà  un dibattito, meglio di quelli che dal blog passano da una critica all'altra per una manciata di visibilità . A me basta così, ma mica tutti devono essere d'accordo con me.

  16. Michele Favara Pedarsi dice:

    Joe, ma che te frega a te di rItalia? Se producono qualcosa di buono forse ci guadagnamo tutti qualcosa, se non produrranno niente non ti avranno tolto un soldo dalla tasca… anche per me partono male (perchè il Camp non è su barcamp.org?)… ma porca miseria, costruire è già  difficile di suo… e se stiamo a criticare pure chi ci mette la voglia di farlo… il giorno in cui rItalia andrà  con proposte in mano dall'istituzione a chiedere i nostri soldi magari ne parliamo (a quel punto è d'obbligo), ma adesso mi sembra veramente distruzione gratuita…

  17. Joe Tempesta dice:

    Come ho già  avuto modo di notare, non si perde l'occasione, nemmeno qui, di criticare il sito di repubblica, di criticare dada che vende le suonerie, di criticare questo o quello *anche* quando di soldi pubblici usati non ce n'è traccia.

    E però non si possono criticare i blogger che decidono – con una dose di presunzione che supera il livello di guarda – di essere migliori della IBM o chi per loro.