Ieri sera a cena parlavo con un caro amico che lavora in una grande banca in posizione discretamente dirigenziale. Mi diceva sconsolato che un buon numero degli esercenti della riviera romagnola (in particolare i proprietari di bar e bagni di localita’ molto ben frequentate tipo Milano Marittima) dichiara ogni anno redditi incompatibili anche solo con la concessione di un fido. E che quando glielo fa presente si sente rispondere: e cioe’ che dovrei fare? Pagare le tasse? Avrei anche una serie di esempi pratici sui quali soprassiedo: in ogni caso i bilanci delle s.r.l sono pubblici, basterebbe aver voglia di darci una occhiata. Ma per qualche ragione nessuno ce l’ha.

7 commenti a “E’ IL FISCO BELLEZZA”

  1. bloggointestinale dice:

    il problema è che in Italia le tasse vengono viste come un furto e non come la condicio sine qua non per il patto di solidarietà  tra cittadini e cittadini e stato. quante volte sentiamo la frase: Mio figlio non va alle scuole pubbliche perché dovrei pagare le tasse (che poi finisco alla scuola pubblica). ecco io a sentir sta roba (proprio stamane) mi viene il sangue al cervello mi viene.

  2. l'esorciccio dice:

    leggendo sono stato fulminato da un'idea: mettiamo fuorilegge le cliniche private e la possibilità  di farsi curare all'estero, così certi stronzi (che prima o poi diventano vecchi come tutti) capiranno che pagare le tasse è un attimino importante. ok, fatemi presidente del consiglio e vi risolvo tutto io.

  3. Carlo dice:

    Massimo, questo post è così "candide" che quasi quasi mi scende una lacrimuccia. In Italia le tasse le pagano in pochi, in genere solo i lavoratori dipendenti. I commercianti e titolari di piccole imprese sono evasori pressoché totali. I professionisti, specialmente i medici, non si tirano indietro sia ben chiaro. Il bello è che lo sanno tutti (adesso lo sai anche te) e che ci vorrebbe pochissimo per fare pagare anche loro, solo che non c'è la volontà  politica come si suol dire.

    Poi, da quest'anno – in omaggio alla manovra "redistributiva" del magnifico governo mortadella – le tasse che io pago in più vanno a finanziare anche i poveri e derelitti esercenti della riviera romagnola. Una manovra di equità  sociale l'hanno definita, appunto.

  4. Larry dice:

    E dire che la soluzione sarebbe così semplice: si elimina l'IVA e si passa a un modello dichiarativo all'americana. Dove i privati sono come le aziende: ognuno è responsabile di dichiarare le proprie spese per scaricarle nella dichiarazione dei redditi. Così dopo tutti i ladri parassiti meglio conosciuti col termine generico di "liberi professionisti" sarebbero costretti a emettere le fatture, perché sarebbero i clienti ad imporglielo!

  5. Cinemilio dice:

    Ma applicare le regole di Basilea II anche ai bagnini no, eh?

  6. Cristian dice:

    Larry direi che ha centrato il segno. O meglio quello sarebbe lo scenario ideale. Ma che non si avvererà  mai.

    Perchè? Perchè per ora il nostro caro (?) stato guadagna di più a mentenere le cose come stanno e ad accettare l'evasione fiscale, piuttosto che dare la possibilità  a chiunque (autonomi, dipendenti e disoccupati) di detrarre qualsiasi spesa dalla dichiarazione dei redditi.

    Io andrei ancora oltre: "caro (?) stato, da tutto ciò che guadagno tolgo tutto ciò che spendo, il resto te lo dò tutto, 100%".

  7. orcoz dice:

    già  da un po' di tempo Repubblica a bologna esce con le dchiarazioni dei redditi delle varie categorie (ultima: avvocati, la metà  dichiara meno di 20000 euro) e non mi sembra che sia cambiato qualcosa, anzi, parecchi invitano a farsi gli affari propri…