09
Mar

I giorni scorsi l’ufficio stampa di Castelvecchi (per qualche piacevole ragione che non comprendo bene) mi ha spedito “il gioco dell’impiccato” il romanzo di esordio di Imma Turbau, scrittrice spagnola quasi trentenne. Non ho motivi particolari ne’ competenze per farne una recensione ma una lezione almeno da questo libro l’ho imparata. Se lo avessi sfogliato in libreria (non ancora, il libro in questione non e’ ancora uscito) mai lo avrei acquistato. Avrei letto la quarta di copertina e lo avrei lasciato li’. Perche’ e’ una storia di adolescenti, a tratti angosciante e nera in maniera fin troppo evidente. Una educazione sentimentale pesante come il piombo e senza un briciolo d ironia. L’incipit, per dire, e’ questo:

E’ una settimana che l’hanno trovato, impiccato, e solo io, che di lui non so piu’ niente da molti anni, so perche’ lo ha fatto. Cosi’ ora, invece che custorire un terribile segreto, ne custodisco due.

E mi sarei sbagliato. Non basta immaginarne l’argomento leggendo poche righe di riassunto per farsi una idea precisa di un libro. Nemmeno di un libro breve e scorrevole come questo (138 pagine) che anche un lettore scostante come me termina in una giornata. Un libro che mi e’ ugualmente molto piaciuto e che sarebbe rimasto li’ sullo scaffale della libreria.

p.s. ebbene no, Castelvecchi non mi aveva chiesto di parlarne sul blog.

p.p.s io il gioco dell’impiccato non lo ricordavo, ci ha pensato Wikipedia.

6 commenti a “L’IMPICCATO”

  1. Samuele dice:

    Castelvecchi non ti avrà  chiesto di parlarne ma l'obbiettivo era evidentemente quello. E fra galantuomi i regali vengono ricambiati… in futuro potrebbe mandarne altri, no?

  2. massimo mantellini dice:

    samuele tu mandami un libro che non mi piace (ho del resto gusti letterari piuttosto biasimevoli) e io ti assicuro che non mi verra' voglia di parlarne….e' accaduto molte volte in passato.

  3. vic dice:

    A me Apogeo ha mandato di tutto, tra cui un libro sulla Marijuana (e io che non ho mai fumato manco una MS), uno sulla musica androide con un cd allegato inascoltabile, e – massima delle vergogne – un libro di Metitieri sulle ricerche bibliografiche in rete.

  4. Alessio Jacona dice:

    Samuele qual'è il problema? Se il mondo degli affari ignora i blogger è perchè è rimasto all'età  della pietra. Se cerca la loro attenzione vuole corromperli. Insomma, non va mai bene? Ho incontrato castelvecchi a +libri, e sapevo che avrebbe inviato ad alcuni blogger il libro in questione sperando che piacesse loro e che ne parlassero, ma non chiedendo espressamente di farlo. Così è successo con Massimo, che ne ha spontaneamente parlato bene. Altri non ne parleranno o, peggio, ne parleranno male. E allora? L'importante non è forse che un imprenditore, che per di più è un editore, cerchi l'attenzione di un utente/lettore evoluto quale può essere un blogger? A conti fatti, se la sudafricana stormoek manda vino ai blogger perchè lo assaggino e lo giudichino è un'idea geniale (peraltro del blogger inglese Hugh McLeod). SE invece trasferiamo il tutto in italia, allora c'è sempre qualcuno che sente odor di corruzione e regalie. Che peccato.

  5. .mau. dice:

    a me non mandano mai nulla da recensire :-(

  6. .mau. dice:

    (no, non è vero: CiaoFabio mi ha mandato un libro, ed è stato una piacevole sorpresa. Diamo a Fabio quello che è di Fabio. Emendo:)

    Nessuna casa editrice mi ha mai mandato un libro da recensire :-(