Benissimo. Anche il Ministero degli Esteri si fionda su Second Life. Stiamo costruendo senza accorgercene una splendida metafora del livello di consapevolezza tecnologica del paese. E per una volta la politica indica la direzione. Quella sbagliata.

(via Stefano Quintarelli)

12 commenti a “CERCASI FIRST LIFE”

  1. .mau. dice:

    d'altra parte, costa molto meno di italia.it.

  2. EmmeBi dice:

    Get a (first) life.

  3. Michele Favara Pedarsi dice:

    Qualche tempo fa scrivevo che ero stanco di scrivere che la gente doveva entrare in internet… perchè vorrei invece che smettesse di entrare e iniziasse a uscire, e magari portandosi dietro la coscienza della Rete. Second Life è la più assurda delle "entrate" … l'apice dell'idiosincrasia umana nell'era dell'informazione (il peggio deve sempre arrivare… vedi situazione climatica… ma per il momento appare ai miei occhi come la più assurda).

  4. Fabio Metitieri dice:

    Mah…. Se D'alema avesse annunciato un blog, Mante, lo avresti osannato, cosi' come fai con Panorama. Oppure, se tu invece di avere il Manteblog avessi un locale di successo in SL, idem, avresti lodato pure questa iniziativa dalemiana e sputato invece su Panorama.

    Io sinceramente queste logiche non solo non le condivido, ma proprio inizio a non capirle piu', in una Rete che sta diventando sempre piu' multiforme (a proposito: l'Enciclopedia Britannica e' una figata vera, cattatevilla…)

    Io, ripeto, non amo i talebanesimi e i preconcetti.

    Aprire una sede su SL costa cifre ridicole. Il posto e' pieno di statunitensi, altri Nord Americani, diversi Europei (e pochissimi italiani, per fortuna), per cui non e' peregrino pensare di usarlo per comunicare con l'estero una propria immagine.

    I frequentatori non sono di certo 4 milioni, ma direi che 400 mila persone che stazionano molto spesso in SL ci sono. E dato che il sistema accentua il digital divide tecnologico (e non solo: per divertirsi occorre essere un po' smanettoni e sapere almeno l'inglese), si tratta per ora di un publbico abbastanza elitario.

    Di questa iniziativa avrei pensato peste e corna anche io se vi avessero investito anche solo qualche decina di migliaia di euro, ma se si prendono un'isola, ci costruiscono una sede decente e ci mettono qualche funzionario elegante, well mannered e poliglotta – anche di notte, in orario Usa, altrimenti non vale – che male c'e'?

    Fosse anche solo per dimostrare al mondo – a una sua elite – che in Italia non ci sono solo i penosi biascicamenti di Berlusconi con Bush, ma in molti sappiamo anche parlare un inglese piu' che rispettabile e – si spera – i funzionari ministeriali anche molte altre lingue.

    Insomma, prima stiamo a vedere, e poi se e' il caso spareremo…

    Ciao, Fabio.

  5. Asa dice:

    Stavolta non sono d'accordo con te, non mi pare così disdicevole. SL è un esperimento, come tante altre iniziative. Elitario, certo, ma all'interno di una pletora di iniziative differenziate. Il senso di pubblicizzare iniziative artisiche verso un target definito mi pare invece meritorio. Semmai il problema, e penso che questo sia il senso della tua negatività , è che il governo fa poco (e male) sui temi della società  dell'informazione. Ma non è stoppando anche le buone idee che si fa cambiar loro rotta. ciao

    Asa

  6. Dario Salvelli dice:

    Avranno seguito l'osservatorio ICT della Margherita ?

    http://www.margheritaict.it/index.php?pagina=articolo&idarticolo=5075

  7. verio dice:

    Mi sembra un'ottima iniziativa: il problema, ancora una volta, è quello dei contenuti e della loro animazione..dipende da chi tiene vivo il mondo virtuale (CULTURALE). Mi associo totalmente alla differenza "competitiva" con Italia.it e non solo per il costo! Vi ricordo che si tratta comunque di un "gioco"…Suvvia, un po' piu' di ironia non guasta, soprattutto in questi giorni… in cui il Ministro ha ben altro da fare!

  8. vanz dice:

    non mi capita spesso di essere d'accordo col Met (solito dente avvelenato con Massimo a parte) quindi preferisco farlo qui che sui commenti dei Maestrini, dove rovinerei quel bel clima di ostilità  che vi regna a ogni interazione.

    ma il punto secondo me è come sarà  realizzato: la sede del ministero degli esteri in second life sarà  l'ennesima brochure malfatta del paese d'o sole, o ci saranno tutor competenti a ogni ora a dare informazioni utili ai viaggiatori vis-à -vis? e magari qualche incentivo in termini promozionali per scegliere l'Italia?

    sono pronto a scommettere parecchi Linden dollars sulla prima, ed è qui che la critica trova il suo senso, anche se è un processo alle intenzioni.

  9. Fabio Metitieri dice:

    Vanz, il problema e' anche che l'Italia, in Second Life, e' decisamente mal rappresentata.

    I Parioli fan cagare, la nuova Venice pure, e' peggio della copia all'Epcot di Orlando, poi c'e' un Made in Italy che con l'Italia non c'entra per nulla, e direi null'altro.

    Gli italiani, pochi, stanno per conto loro, di solito non sanno l'inglese, giocherellano con gli oggetti o prendendosi a spintoni, e se capita qualche straniero o non gli danno retta oppure, se e' una donna, le saltano addosso.

    Tra le cose in vendita, di italiano non c'e' pressoche' nulla e persino l'unica casa di moda che si definisce di italian style e' tenuta da giapponesi.

    Tra i trecento volontari che lavorano nei complessi bibliotecari di Second Life, se non erro, non c'e' nessun italiano (non dico una biblioteca italiana, dico una singola persona). E cosi' via…

    Laonde, un minimo di presenza qualificata male non farebbe.

    E se vuoi fare un processo alle intenzioni, l'idea di partire con una mostra mi pare ottima. Potrebbero farne altre, su arte, cultura, prodotti…

    Fare della sede del Ministero degli esteri un ufficio turistico con personale che dia informazioni utili ai viaggiatori, invece, mi pare un'idea delle palle, che giusto a te poteva venire (ogni tanto mi chiedo come fa Mafe a lavorare con te…). Questo semmai dovrebbero farlo gli operatori del settore, seguendo le orme di Gabetti.

    Ciao, Fabio.

  10. massimo mantellini dice:

    no no vanz,

    e in questo rispondo un po' anche ad antonio: la mia critica riguarda l'opportunita' di rivolgersi ad un servizio 2.0 quando non si e in grado di rispondere nemmeno ad una mail o quasi. So bene che una cosa non influenza l'altra, ma mi pare una questione di risorse: ne abbiamo poche, spendiamole il meglio possibile.

  11. Fabio Metitieri dice:

    Uffff… la moda. Non capisco cosa abbia di 2.0 Second Life. I mondi in 3D esistono da secoli, dai tempi di Blaxxun e di Active Worlds. I mondi virtuali con contenuti e costruzioni generati dagli utenti, pure, anzi da molto pu' tempo, con i Mud.

    Ciao, Fabio.

  12. vanz dice:

    ah certo Massimo, su questo non c'è dubbio. tra l'altro SL sarebbe un servizio accessibile a un numero ridottissimo di persone in Europa e negli USA, considerando le risorse di banda e processore che si mangia il software. però, questione delle scarse risorse disponibili a parte (che sono solo una questione di volontà , non di soldi) la promozione turistica è davvero uno degli sviluppi più promettenti dei mondi 3D.