Il Prof. Giovan Battista Cassano non e’ un Cantelmi qualunque. Eppure oggi al Tirreno in questa intervista abbastanza demenziale ha dichiarato:

“Internet è la cocaina del terzo millenio e crea una dipendenza che è ancor più difficile da debellare”

L’unico commento che mi sento di fare e’ che forse c’e’ ancora tempo prima di sbilanciarci sui mali del terzo millennio. In fondo mancano ancora 993 anni alla fine.

10 commenti a “ANCHE I PROFESSORONI ESAGERANO”

  1. Massimo Morelli dice:

    Proprio Cassano si chiama eh?

  2. xan dice:

    mah..internet una droga. In fondo è come tutte le cose di questo mondo. Anche la tv, il calcio, il cellulare possono essere droghe…perfino lo studi..ehm no quello no!

  3. Giusy dice:

    Leggendo l'intervista sembra di capire che internet sia solo un "mezzo", in effetti i ragazzi cadono vittime di vizi antichi come il gioco e… gli acquisti online. Dovrò starci attenta :D

  4. Gianluca Parravicini dice:

    Non so se definire Internet come la cocaina del terzo millennio occorra avere fiutoÂ…certo è un paradosso, terreno irto, dove spesso scapicollano i tori eÂ…. cascano gli asini! Del resto nel nostro tempo le definizioni si sprecano, per me Internet è un vaccino “contro il logorio della vita moderna”, ovviamente non se ne deve abusare, altrimenti come il grande Calindri si rischia di finire in mezzo a una stradaÂ….

  5. Fabrizio dice:

    Grazie per avermi passato il link in una blog-bustina. Stavo a rota. Quanto ti devo?

  6. alex dice:

    Mi stupisce non la notizia in sè ma il fatto che non vi siate ancora accorti che una dipendenza da internet esiste eccome.

    Leggevo giusto qualche settimana fa di persone che a Capodanno – in mezzo a persone reali – hanno preso il portatile in borsa per passare la mezzanotte on line nei giochi di ruolo.

    Leggo nei forum e nelle chat messaggi di persone che sono connesse tutti i giorni letteralmente a tutte le ore.

    Vedo gente che non riesce più a stare qualche minuto senza controllare ossessionamente le e-mail, i feed, i blog.

    Li leggo, li vedo e mi spavento perchè io stesso non riesco più a staccarmi dalla maledetta tastiera e banalmente a uscire di casa. Per giorni, e non è uno scherzo.

  7. leo dice:

    Persone che invece di uscire per strada a capodanno a scoppiar botti decidono di stare in casa a interagire con un gioco di ruolo, forse non sono l'esempio migliore per criticare la dipendenza da Internet.

    Cioè: in determinate situazioni, meglio la dipendenza da Internet che la "vera vita". Specie la notte di capodanno.

    Poi naturalmente esiste la dipendenza da Internet, da playstation, dalle sostanze, dal lavoro, dagli psicologi, e se riesci a liberarti di tutte queste dipendenze, come Buddha, probabilmente raggungi il Nirvana, dove ci si annoia profondamente.

  8. alex dice:

    leo, il punto è proprio questo: ESISTE una dipendenza da internet che è debilitante e ti impedisce una vita vera, esattamente quanto tutte le altre dipendenze.

    c'è un'alternativa che non è annoiarsi o far saltare i botti a capodanno, l'alternativa *sarebbe* interagire con persone reali invece che con nickname e identità  spesso totalmente false.

    io lo so che quest'alternativa esiste, e che è infinitamente meglio, ma non riesco a tornarci.

  9. naevus dice:

    ottimo! speriamo sia così! se è vero, tra cinque anni tutti avranno internet (come tantissima gente usa cocaina) ed il governo farà  finta di nulla! dipendenza web per tutti!

  10. Camillo dice:

    Il Prof. Cassano deve aver cambiato pusher, questo nuovo ha ottima roba… evidentemente.