Dialogare con la SIAE si puo’? Non ne ho idea, pero’ ci provo. Oggi il Presidente della SIAE Giorgio Assumma ha scritto su Ilsole24ore un lungo pezzo di replica a questo mio articolo uscito su Nova una settimana fa. Non mi interessa avere l’ultima parola ma un paio di cose mi piacerebbe specificarle meglio.

Scrive Assumma (difficile consensare un articolo molto lungo, ricopio qui il periodo iniziale):

E’ il caso del recente intervento su Nova di Massimo Mantellini il cui ragionamento di fondo e’ il seguente: perce’ un “professore” che riproduce su un sito web, aperto all’intero mondo, opere tutelate (in questo caso quadri di Braque, Picasso ecc) deve corrispondere i diritti d’autore e perche’ la SIAE li pretende? La vecchia SIAE che applica una vecchia legge, mah! E perche’ Braque Picasso e i loro eredi non si vergognano di essere iscritti ad una societa’ che chiede questo balzello? Perche’ semplicemente di Siae e societa’ omologhe gli autori (piu’ o meno famosi) o i loro eredi ci campano. Ma la risposta e’ soprattutto questa: il diritto d’autore non e’ un balzelloma un diritto del lavoro. E’ il salario di chi compone una canzone, scrive un romanzo, crea un film eccetera e nessuno si sognrebbe di ridurre gli stipendi dei professori per aiutare per esempio la didattica.

Ci sono solo due cose che vorrei dire, astraendole dal clima rissoso che la SIAE ha dettato in questa vicenda (in particolare calcando la mano ogni volta possibile sul fatto che il contenzioso riguardava un sito web dotato di banner con i quali il gestore si sarebbe potuto “arricchire” ai danni di Picasso e Braque ben sapendo che invece la normativa non prevede differenti comportamenti in base alla totale amatorialita’ di una iniziativa).

La prima e’ questa: i tempi sono cambiati. Ci si deve accordare almeno su una cosa: o ci dotiamo di un sistema di protezione dei diritti molto rigoroso e molto breve (non so, tutto molto protetto per 14 anni) o manteniamo coperture del copyright piu’ estese (ma non oltre 20-30 anni) con finestre di fair use digitale piu’ grandi. Checche’ ne dica Assumma non possiamo proteggere per 100 anni il jpg da 10 kb di un quadro di Braque di un secolo fa, qualsiasi utilizzo si preveda. Considerare una immagine a bassa risoluzione del genere come “riproduzione” del lavoro dell’artista a cosi’ tanti anni dalla sua morte e’ semplicemente una utile idiozia.

La seconda e’ questa: rispettiamo di piu’ la cultura e di meno il denaro quando le due cose sono collegate. Avremo semplicemente usa societa’ piu’ ricca e migliore. Impedire ad una classe liceale l’uso aperto della rete Internet (“aperto all’intero mondo” come afferma con qualche sarcasmo il presidente della SIAE) perche’ in caso contrario l’uso di materiale didattico scatenerebbe gli appetiti contabili della Siae, ostacolare le recite di fine d’anno nelle scuole imponendo la biglietteria Siae, non sono esempi di illuminata gestione dei diritti, ma di cronica volontaria incapacita’ alla distinzione. E poiche’ certi valoro gli uomini sembrano incapaci di darseli spontanemante, forse sara’ il caso, in un ipotetico mondo bello e perfetto, di darseli per legge.

17 commenti a “RAGIONARE SUI DIRITTI”

  1. Gianluigi dice:

    Si potrebbe iniziare dal togliere i balzelli dalle cassette che utilizzo per fare i filmini delle vacanze? Mi può spiegare, il signor Giorgio Assumma, quali sarebbero gli autori dannegiati dal fatto che io utilizzo le cassette per riprendere i miei parenti che sguazzano nell'acqua?

  2. Felter Roberto dice:

    Purtroppo la SIAE non si rende conto che questo è un comportamento suicida. Come ormai la rete ha ampiamente dimostrato, la pubblicità  porta guadagni, non le restrizioni.

    Se un navigatore vede una immagine di un quadro di Picasso, con tutte le limitazioni che un jpg può dare, e poi scopre che c'e' una mostra nella sua zona molto probabilmente sarà  invogliato a visitarla. ( se qualcuno è di Brescia come me sa quanta gente hanno attirato le mostre fatte negli ultimi 2 anni in questa città ).

    Quello che la SIAE non si rende conto è che non è vero che gli eredi hanno perso soldi, perchè quel professore se avesse saputo di dover pagare per mostrare le immagini, semplicemente NON LE AVREBBE MESSE.

    Per cui niente soldi e NIENTE VISIBILITA'.

    Quindi, in questo caso gli eredi ci hanno guadagnato o perso?

    Impegnarsi per far rispettare diritti validi ormai solo sulla carta non ha futuro.

  3. vic dice:

    Mi piace molto (e mi pare logico) che in un posto che si chiama manteblog si scriva "spontanemante"

    :-)

  4. Maurizio dice:

    Quoto al 100%. E aggiungo: tranquilli, se la legge non porterà  il limite assurdo di questi 'diritti' da 70 anni a 14, la cosa accadrà  spontaneamente. Da sola. RIAA, SIAE et similia sono un po' come i politici nostrani: un po' brontocrati (vedi il 'successo' di Italia.it). Proprio non concepiscono l'innovazione. Del resto lo si intuisce dall'età  media di costoro. Dovranno arrendersi di fronte all'evidenza della tecnologia che avanza come uno schiacciasassi. I modelli di business del futuro saranno: abbonamenti flat per la musica e introiti derivanti dalla pubblicità . E sempre più gruppi musicali agiranno in proprio (molti già  lo fanno) e camperanno meglio (a sentire i vari autori italiani, non sembra che la SIAE li faccia guadagnare così tanto). IMHO.

  5. Daniele Minotti dice:

    Francamente, sebbe si parli di un caso concreto dove la SIAE ha preso una certa posizione, non ritengo abbia molto senso prendersela con la SIAE o, quanto meno, soltanto con essa.

    Esiste una legge, delle direttive EU e trattati internazionali.

    Se si vuol fare qualcosa bisogna studiare quelli e cercare il modo di cambiarli.

  6. .mau. dice:

    Il concetto di jpg a bassa risoluzione (o se preferiamo, di MP3 mono a 32Kb/s) non come sfruttamento ma come pubblicità  è troppo avanzato per la siae

  7. Domiziano Galia dice:

    Fate ciao con la manina alla SIAE.

  8. Franco dice:

    Fossimo un paese civile e moderno la SIAE dovrebbe fare la stessa fine di Captain Copyright

  9. francesco dice:

    Il quadro di picasso o di un altro artista è un'opera unica, originale, irripetibile, per cui picasso è già  stato pagato, credo, quando lo ha venduto. Gli eredi non ne hanno più la proprietà . O se ce l'hanno guadagneranno vendendolo. Le riproduzioni sono il mezzo che nei secoli hanno fatto conoscere gli artisti: non tutti potevano andare a roma a vedere la cappella sistina! Le riproduzioni non sono il quadro stesso, non sono l'oggetto quadro.

    Il problema del diritto d'autore sta nel concetto che si ha dell'oggetto-opera, a volte questo concetto lo si allarga a volte lo si restringe, a piacimento; ma è solo un sofisma!

  10. Daniele Minotti dice:

    Si parla di contenuti "a bassa risoluzione" (siano essi jpeg, mp3, avi, ecc.), di diritto di cronaca, di didattica, ecc.

    Nel 2003 ci sono stati alcuni casi giurisprudenziali interessanti. Societa' calcistiche che volevano inibire a TIM, H3G e Ansa la divulgazione via MMS delle foto dei goal.

    Penso possiate trovare spunti in questi provvedimenti

    http://www.interlex.it/testi/giurisprudenza/mi030903.htm

    http://www.interlex.it/testi/giurisprudenza/mi030903.htm

    http://www.interlex.it/testi/giurisprudenza/mi030903.htm

    C'e' anche questo bel commento di Daniele Coliva

    http://www.interlex.it/copyright/coliva30.htm

    Gugolando un po', si trova anche di piu'.

    Ciao, Daniele.

  11. .mau. dice:

    Daniele, se metti tre link uguali non è che la cosa diventi automaticamente vera come per il Capitano in The Hunting of the Snark :-)

  12. Daniele Minotti dice:

    Arghhhhhhh!!! Fortunatamente, non ho incollato il link del sito porno che stavo… ehm… visitanto per una consulenza legale richiestami… ;-)

    Rimedio subito

    http://www.interlex.it/Testi/giurisprudenza/rm030323.htm

    http://www.interlex.it/testi/giurisprudenza/rm030718.htm

    http://www.interlex.it/testi/giurisprudenza/mi030903.htm

  13. Mammifero Bipede dice:

    Le uniche "opere d'arte" che questa gente riconosce come tali sono quelle stampate dalla Zecca dello Stato. Picasso è solo un utile pretesto.

  14. Mammifero Bipede dice:

    Aggiungo: può un autore, un artista, considerare l’intera umanità  (e non solo pochi parenti) erede della sua opera?

  15. Daniele Minotti dice:

    @ Bipede

    Certo che puo', ma e' una possibilita' *creativa* soltanto recente.

    Ma ci sono due considerazioni da fare:

    1) il copyright, per la nostra legge, e' la regola, mentre il copyleft e' moda recente (comunque eccezione per la legge);

    2) che dici ai figli debosciati e intossicati che, gia' durante la vita del padre/della madre hanno fatto i parassiti? Che il paparino/la mammina artista ha lasciato tutto all'umanita' e nulla per i loro festini?

    Suvvia…

  16. Lunar dice:

    mi chiedo: la SIAE applica la legge o la interpreta?

    Ha dei vincoli di mandato o fa come gli pare?

    http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=1996

  17. Roberto dice:

    il mio blog dove…