Cinque minuti di processo e 4 anni di prigione ad uno studente in legge ventiduenne per aver scritto sul proprio blog contro “l’islam” e il presidente egiziano. A fare snorkeling si potra’ ben andare da qualche altra parte.

10 commenti a “CERCANDO UN ALTRO EGITTO”

  1. Daniele Minotti dice:

    Hai fatto bene ad evidenziare la notizia. Stavo facendolo anch'io.

    Penso che nessun blogger posta astenersi dalla difesa del diritto alla libera espressione del pensiero.

  2. onanrecords dice:

    Ma secondo te, perchè nessuno della blogosfera che conta se n'era accorto?

    Io, vista la notizia pubblicata dal Corriere in versione cartacea ne avevo fatto un post dove me lo chiedevo…

  3. Daniele Minotti dice:

    @ onanrecords

    Non lo so. La difesa migliore potrebbe essere quella secondo cui la notizia non e' stata vista (e' successo anche a me sino al lancio commentato).

    Oppure, semplicemente, non sta scritto da nessuna parte che un blogger deve per forza occuparsi delle liberta' (digitali e non).

    E' sbagliato chiederlo anche se, visti i proclami e gli schieramenti di molti blogger, varrebbe la pena di pretenderlo, per coerenza e giustizia.

    E' successo anche per i piu' recenti e noti casi di condanna a morte.

  4. .mau. dice:

    Io posso parlare per me. La notizia l'ho sentita per radio, e non ne ho scritto perché non parlo generalmente di diritti civili; e anche se ne avessi parlato non avrei certo scritto che "un bloggher" egiziano è stato condannato.

  5. Daniele Minotti dice:

    @ .mau

    Pero', un po' di solidarieta' tra "colleghi" potrebbe non guastare. Sbaglio?

    Un saluto.

    P.S.: Chi e' che ha scritto "bloggher".

  6. onanrecords dice:

    @daniele

    grazie della tua opinione che condivido.

    Mi aveva solo sorpreso che il blogs non si fossero interessati ad un blogger. Chi altro lo dovrebbe fare?

    2000 firme per la sua petizione online sono più o meno i commenti che è in grado di beccare in qualche post un blogger che "conta".

  7. .mau. dice:

    "bloggHer" è la grafia scelta da CiaoFabio, e io la uso perché mi piace.

    Sul punto in questione, io contesto l'idea che esista una categoria "blogghettari". Non ho nulla da aggiungere o commentare a quanto scritto dai giornali, e proprio perché è stato scritto non devo nemmeno renderlo noto ai miei ventitré lettori… perché quindi ne debbo parlare?

  8. franco dice:

    E qui nasce il dilemma. Battersi per il principio o mettere la sordina per permettere al governo egiziano ( la sentenza mi sa poco di magistatura 5 minuti di processo e il difensore zittito presente solo con una memoria scritta) di fare il magnanimo sotto silenzio e annullare o ridurre fortemente la pena vado a memoria, di quattro anni.

  9. marco dice:

    Dai, è il 2007, i blogger come categoria non esistono più (ammesso che siano mai esistiti) e la cosa è un gran bene perchè fa piazza pulita di un sacco di menate.

  10. Fabio Metitieri dice:

    Mau, bloggher non e' uguale a blogger, e non tutti i blogger sono bloggher. Per esempio, Mante e' un bloggher, mentre tu sei un blogger. Rassegnati.

    E, Marco, i blogger non sono mai stati una categoria, mentre i bloggher sono una corporazione, molto peggio dei giornalisti professionisti (una corporazione che conta una cippa, in confronto alle corporazioni vere, ma questo e' un altro discorso).

    Ciao, Fabio.