c’e’ una interessante discussione in giro sulla qualita’ dei media mainstream sul web. L’ultimo intervento e’ quello di Mafe qui. ne hanno parlato in molti nei giorni scorsi scatenati dalla constatazione fatta da Luca Sofri sulla vaporosa inessenzialita’ di molti dei contenuti di corriere.it, tutto orientato ad un soft porno per adolescenti in scompenso ormonale. Gli elementi sul tavolo mi paiono questi:

1) E’ effettivamente cosi’ ed e’ sotto gli occhi di tutti da anni. Sia corriere.it che repubblica.it (i due principali siti informativi italiani) producono spesso e volentieri contenuti – diciamo cosi’- volutamente popolari. A partire dai calendari semiporno che indicizzano da anni con certosina accuratezza. Questo e’ un peccato piu’ che altro per loro stessi, per i giornalisti che li compongono e per i loro editori. Il grande quotidiano che sul web si trasforma in tabloid scollacciato e’ ancora una volta una specifica tutta italiana. (anche se effettivamente segni di simili cedimenti sono ben evidenti anche nelle versioni cartacee, seppur di entita’ molto minore).

2) Dice: perche’ lo fai? Perche’ i lettori me lo chiedono. Le classifiche delle pagine piu’ visitate sembrano indicare chiaramente che simili contenuti sono molto appetite dai lettori che alle ultime su Padoa Schioppa preferiscono volentieri la foto novembrina del calendario di Cofani Funebri. Benissimo. Ma c’e’ un pero’. I siti web dei grandi quotidiani sono oggi macchine da guerra, di grande successo, ma gestite in grande ristrettezza. Mi diceva Marco Pratellesi, una delle ultime volte che ci siamo visti, che indipendentemente dai fantastici numeri che oggi corriere.it produce, e dai proclami che l’editore fa con grande fiato di trombe sulla nuova vocazione web di RCS, i giornalisti che se ne occupano, sempre quelli sono da tempo. Mi potrei sbagliare ma mi pare 32. Pochi in ogni caso. E la sussidiarieta’ del web rispetto alla carta impedisce anche significativi esperimenti di giornalismo nato online.

3) Sono in leggero disaccordo con quanto afferma Mafe (che certo conosce il mondo a cavallo fra editori e web assai piu’ di me) sulla tipologia dei lettori che troviamo in giro. Il numero di lettori/scrittori e’ oggi residuale e probabilmente destinato a rimanere tale ancora per chissa’ quanto, mentre e’ vero che oggi, di fatto, i lettori di repubblica.it e corriere.it si meritano quotidiani web migliori di quelli ai quali ogni giorno accedono. Io sarei pronto a scommettere che una versione “intelligente” dei siti web dei grandi editori, epurata di tette e cazzatelle varie, avrebbe oggi un successo simile a quello attuale, anche nei confronti del lettori puri piombati su Internet da altre galassie informative. Gente che comunque ancora per molti anni evitera’ con cura un aggregatore di feed RSS e amenita’ simili.

4) Il modello di business. Il modello di business al quale fanno riferimento oggi gli editori sul web e’ morto e stramorto. Quello delle impression un tanto al kilo, quello dei megabanner ad occupare gli spazi con dignita’ informativa, quello (anche) dei link centellinati con parsimonia all’interno degli articoli. E’ morto, non foss’altro perche’ e’ evidente a tutti che le versioni online saranno domani il centro della attivita’ informativa dei quotidiani e non una loro sfigata succursale. Piu’ tardi ci si pensa (anche in termini di energie spese) e peggio sara’.

24 commenti a “ERI IL NYT E PAREVI IL SUN”

  1. .mau. dice:

    Manca la controprova. Se uno paga per il vero feed di corsera e rep, cosa ottiene? A seconda della risposta a questa domanda, si potrà  dare una risposta alla tua.

  2. darkripper dice:

    Bè, tramite greasemonkey si potrebbe fare uno scriptino per rendere repubblica e il corriere intelligenti.

  3. Fabio Metitieri dice:

    Non capisco perche' epurare il porno-soft. Se non diventa l'unica immagine del sito – come in MacchiaPera, per intenderci – che fastidio ti da'?

    Il bello di Internt e' non avere limiti di spazio, ce lo siamo dimenticati? Allora, un'occhiata alla tetta la si lancia sempre volentieri, e poi, con piu' calma, si leggono i contenuti seri.

    Il reale problema e' che di fianco alla tetta i contenuti seri tendono a scomparire. Dappertutto. anche su carta, dove oggi e' tutto infografica, tutto titoli, e zero approfondimenti, perche' il lettore e' considerato sempre piu' di basso livello. Questo e' il vero problema.

    Una volta esisteva Telema', oggi c'e' Nova 24. L'hai colta questa evoluzione, Mante?

    Ciao, Fabio.

  4. Tolli dice:

    I siti web non sono molto diversi dalle edizioni cartacee degli stessi quotidiani: la cosidetta "rotocalchizzazione" dei quotidiani per cui è cresciuto molto lo spazio relativo a gossip, tutto quello che succede in Tv monuto per minuto, personalizzazione della politica e spettacolarizzazione sipinta all'eccesso della politica sono fenomeni che erano iniziati prima del boom delle edizioni on line e sono proseguiti anche dopo e, ovviamente, si riverberano sui siti web dove intercettano anche un pubblico che finora non ha mai comprato i giornali. Che il pubblico sia a livello adolescenziale non lo dice solo il Berlusca ma anche i dati dell'Audiweb di qualsiasi sito anche modesto dove il pubblico premia prevalentemente articoli sul sesso, soprattutto se morbosi, loliteschi, perversi e il più possibile zozzoni, che poi non si debba andare dietro al pubblico soprattutto se porcellone è una cosa giusta, dal punto di vista etico e culturale ma finchè la pubblicità  non avrà  beneficiato in misura almeno pari agli altri media il web non può accadere e, forse, è meglio così in nome di un cinico realismo.

    Comunque una volta Panorama e L'Espresso uscivano tutte le settimane con tette e culi in copertin, ora molto meno, non è stata nè la Chiesa, nè le femministe, è l'età , solo l'età  di chi fa il giornale e di chi lo legge che è cresciuta….

  5. Domiziano Galia dice:

    Ci siam sempre lamentati della distanza tra gli attori "istituzionali" e la "gentosfera" per dirla alla GCube. Come diceva l'adagio? Attento a ciò che desideri? Sì perché mi sembra che Corriere e Repubblica si stiano avvicinando alle meccaniche del web sociale. A quelle più fuffose e pecorecce, purtroppo. Forse dovevamo specificarlo, nel nostro desiderio.

  6. deid00 dice:

    Mah.. al di la di "quattro fisici sfigati" il web in origine era porno, e con il porno e` cresciuto. Non e` che i passi avanti siano poi cosi` grandi. Ed e` normale, la tecnologia e` veloce, la societa` un po' meno.

  7. stamparassegnata dice:

    però in italia l'indice di lettura è bassissimo e si è sempre detto che la colpa è dei giornali che sono fatti per un'elite, poco comprensibili, scritti in politichese e mai nazionalpopolari. La differenza con la Gran Bretagna, per dirne una, è che lì ci sono i tabloid tette e sangue letti a milionate e invece il Guardian lo leggono in quattro gatti, come in quattro gatti leggono libè e le monde in francia. Da noi i giornali più diffusi sono corriere e repubblica, prodotti di qualità , rispetto al sun, ma anche ingessati e intellettualistici. Chi in italia ha provato a creare un giornale popolare, vedi l'occhio di costanzo, ha fallito, e con lui molti altri ancora, per incapacità  di sintonizzarsi sul lettore medio, vorrei dire sull'italiano medio. Ora il web forse, dico forse, potrebbe riuscire nel miracolo di attrarre nuove quote di lettori, a partire dai giovani, e di creare il giornale popolare del futuro, quando il web non sarà  più, come ancora è, uno strumento di nicchia. E il sesso, in dosi modiche come ora, è uno degli ingredienti necessari (ma non sufficienti) per un giornale popolare.

  8. mafe dice:

    Una precisazione: quando parlo di lettori "attivi" non mi riferisco esclusivamente a chi ha un blog, ma a chi ha una testa e la usa ;-)

    Sono queste le persone che hanno imparato a evitare le testate web e che ancora non hanno motivi per cambiare idea.

  9. Lunar dice:

    mi fate capire per cortesia?

    siete tutti aspiranti gggiornalisti che la vita non vi ha dato?

    siete stati cacciati e/o non siete mai entrati in una redazione?

    è questo il vostro problema? e fatevelo da soli il ggggiornale, checcevò!

    fate ridere i polli. dite sempre che non guardate la TV, che non seguite le testate WEB ma contate le virgole e i punti di ogni singolo pezzo. e cambiate canale, e fatela finita che siete ridicoli.

  10. Lunar dice:

    …. qualcuno mi conferma se queste maestrine sono le stesse che poi fanno queste cose:

    http://www.bol.it/libri/scheda?action=bolscheda&ean=978880454657

  11. Tonino dice:

    Lunar: Per una volta che il dibattito non si arrotola nel confronto prestazionale tra blogger e giornalisti e si dicono anche cose interessanti io apprezzerei

  12. massimo mantellini dice:

    evidentemente per te lunar essere spiacevole sempre e comunque e' una specie di comandamento (oltretutto dietro un confortevole anonimato)…dai e' piuttosto triste, ne converrai.

  13. Lunar dice:

    di quale anonimato vai parlando mante?

    se ci sono problemi hai il mio IP. ti pare poco?

  14. esaù dice:

    Trentadue giornalisti per corriere.it sarebbero pochi? Ma che cosa fanno, vorrei sapere? Un buon 50 percento di articoli, se non di più, sono copia/incolla dal cartaceo o veloce rimescolamento di agenzie. Per me, il problema e' proprio li': e se anziche' 32, ci fossero solo 16 giornalisti, ma gente con il coltello tra i denti?

  15. kit dice:

    Be'…a La Stampa c'è un giornalista solo con tre stagisti. Carino, no? La realtà , quella proprio terra terra, è che nessun editore ci crede. La prova? Entrate una volta in una delle riunioni del mattino con il direttore di uno di questi quotidiani. Se va bene è l'ultimo del giro parlare, se è fortunato dice una cosa che si perde nel casino degli altri che hanno già  alzato le chiappe per andarsene. I direttori non ascoltano, non conoscono il web, tutto è un intralcio, una scocciatura, una perdita di tempo. Fanno finta di crederci, quando partecipano controvoglia a qualche convegno. Di internet gli editori diffidano, i pubblicitari sorridono, massì è una rottura che qualcuno deve pur fare. Ma soprattutto non c'è alcuna strategia editoriale seria, nè presente, nè futura. Ecco perché Corriere o Repubblica spostano l'asse delle notizie, domani sarà  il sesso, dopodomani le conigliette. Tanto. E i blog dei giornali? Avete dato un'occhiata? Un diario della parrocchia. Se affrontate con un direttore-tromba l'argomentio blog vi dirà : "Ah sì, certo. Anche mia nipote ne ha uno. Divertente". Sì, tua sorella.

  16. e.che. dice:

    Gli editori ci credono poco perché evidentemente, dopo un primo momento di sbornia e moda, hanno fatto una botta di conti e hanno visto che non c'è (per ora) trippa per gatti. Poi magari si sbagliano (come spesso succede), non hanno coraggio, non hanno strategie per il futuro e magari in seguito rimarranno fregati. Ma questa è la realtà . L'informazione è una merce, particolare, ma sempre merce è.

    I siti tendenza luci rosse (Corriere e Repubblica): non è un bel segnale ma anche qui, evidentemente, hanno fatto una mano di conti e hanno identificato il target. L'utilizzatore -tipo di internet in questo momento storico in Italia…

  17. cd dice:

    In controtendenza con il New York Times (http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo347992.shtml) : [i]L'editore del New York Times, uno dei più prestigiosi quotidiani del mondo ha infatti annunciato che fra cinque anni il suo giornale potrebbe non essere più in edicola bensì solo online.[/i]

  18. e.che. dice:

    Le interpretazioni a questa dichiarazione si sono sprecate. In realtà  (forse) l'editore dice solo che non gli interessa granché quale sarà  il mezzo attraverso cui la sua azienda diffonderà  le notizie (o farà  affari…). E' insieme un'affermazione rivoluzionaria e una banalità . Ma nella logica degli editori non significa che spariranno i giornali. Significa che spariranno (sta già  succedendo) le redazioni dei giornali e i giornalisti (probabilmente ancor meno qualificati di adesso) produrranno notizie (si fa per dire) indifferentemente per media diversi.

  19. Tonino dice:

    La situazione di un giornale come il NYT non è accostabile alle nostre, essendo uno dei quotidiani più in vista al mondo e con un bacino di potenziali lettori molto meno legato al luogo di pubblicazione. Altre differenze tra Italia e Stati Uniti erano spiegate in un post di Infoservi segnalato proprio qui. Ma a parte questo rimane comunque la domanda sul perché, per fare un esempio, la vetrina online della Stampa è mediamente degna e apprezzabile a differenza di come si presentano i due principali quotidiani italiani. Dato che le premesse iniziali dovrebbero essere simili e il contesto anche. Idem per i quotidiani stranieri ed europei con cui il confronto è inevitabile. A chi richiama la questione dell'editoria popolare: intanto penso che questo segmento sia in parte stato coperto negli ultimi anni con la crescita delle vendite dei giornali orientati a destra (penso a Libero e al Giornale per dirne due, più il primo), che comunque la si voglia vedere hanno introdotto una novità  in un panorama abbastanza stabile e costante. E poi comunque mi pare si stia equivocando l'appunto che viene fatto: non si tratta di fare dell'elitismo o di esigere chissà  quali contenuti ricercati e pregiati aggratise. O di reclamare per il pubblico su internet un'attenzione spropositata rispetto al suo peso. Ma visto che nel dibattito in rete questi due giornali contano e influiscono perché li si prende a riferimento e li si linka forse non accogliere gli ospiti grattandosi il culo e annusandosi l'ascella può avere un senso. Come anche non rifilare per forza gli avanzi del frigo agli ospiti. A me personalmente è poi venuta in mente la recente inchiesta Doxa che evidenziava una correlazione tra lo scaricare film e la propensione ad andare al cinema: già  mi hanno fatto notare che il paragone non si adatta al caso dei giornali, ma insomma continuo a pensare che presentarsi male di fronte a un fruitore non pagante abbia qualche incidenza sul fatto che scelga di pagarti il servizio quando gli serve.

  20. Prat dice:

    Vi seguo, quando posso. Dibattito interessantissimo. Ma non riduce tutto alla conta dei clic! Una delle più grandi inovazioni del web è avre fatto comprendere che per vendere i giornali si deve tenere in conto i lettori, le loro esigenze, i loro gusti, le aspettative e gli interessi.

    Ci ragiono dal febbraio del 1999 e forse non ho ancora capito,ma ce la metto tutta.

    A proposito: siamo 16 caro Mante. Nel 2002 eravamo quindici e pochissimo letti.

    saluti a tutti e buon lavoro

    Prat

  21. massimo mantellini dice:

    chissa' perche' mi ricordavo 32….boh, la vecchiaia ;-)

  22. mafe dice:

    Ehi, Lunar, grazie per la pubblicità  ad Hard Blog :-)

  23. Lunar dice:

    di nulla Mafe, ;)

    la prossima volta evitiamo di fare le verginelle e ricordiamoci che Internet non perdona, mai.

    Tutta la merda che si lancia per aria finisce sulle nostre teste, sempre.

  24. Lunar dice:

    chiedo ancora scusa, mi è rimasto un colpo in canna ;)

    @Prat

    mi raccomando, continuate con i calendari che a noi maschiacci non depilati piacciono tanto e non abbiamo tempo di visitare certi portalini dove si discute delle dimensioni del pisellino. ;)