18
Feb
“Affollato come posto, superilluminato, pieno di listelle di pino e di cromo, uno di quei posti che traboccano di yuppie e studenti con il computer portatile e la cartellina, tutti a sgobbare come castori, piu’ un ufficio che un caffe’. ‘Sti stronzi dicono tutti seri seri: no, io lavoro a casa. Colcazzo che lavorano a casa, son sempre in mezzo ai coglioni: nei caffe’ con i loro portatilini, per le strade sui treni ad abbaiare ai cellulari di ordini, profili di vendita e conti consolidati, costringendo noi tutti a orecchiare le loro noiosissime cagate. Presto non ci sara’ piu’ nessuna divisione fra il lavoro e lo svago. Ogni cesso sara’ dotato di unita’ interna, con terminale di computer e webcam. cosi’ nessuno sara’ mai disconnesso o non contattabile.”

(Irvine Welsh, I segreti erotici dei grandi chef, pg. 302)

4 commenti a “TELELAVORO”

  1. Gianluca Parravicini dice:

    Un giorno si dovrà  anche capire se è questa realtà  che si è connessa alla rete o viceversaÂ…. Forse la rete è semplicemente una via di fuga da una macabra realtà , un bisogno di fuga, come lo è il cessoÂ…. in cui si costruiscono i propri bi(sogni) per poi postarne via la parte più organicaÂ….

  2. me dice:

    non vedo l'ora!

  3. Alex dice:

    L'ha scritto Irvine Welsh? Giuro, avrei detto invece Carlo "Brodoprimordiale" Berardelli! ;-)

  4. LolitaPassita dice:

    io, un hotel con la connessione nel cesso l'ho già  visto… deve aver letto quel libro, l'architetto..