E’ vero quello che dice Luca. E’ accaduto anche a me in diverse grandi citta’ recentemente. Qualche giorno fa ho attraversato a piedi il centro di Firenze praticamente senza trovare una sola rete wifi aperta. Fino a qualche mese fa, per una ragione o per l’altra, non era cosi’. Siamo un popolo di egoisti. (la rete a casa mia invece se avete bisogno e’ aperta).

Una volta era diverso. Il mondo era più onesto, più libero, più sereno. I bambini potevano giocare per strada, si lasciava la porta di casa aperta. E le reti wi-fi non erano protette da password. Adesso, si riesce a interecettarne decine: persino dal taxi, ai semafori, o sul treno che esce dalla stazione di Santa Maria Novella. Ma il tasso di reti ancora aperte agli estranei è di una su venti

45 commenti a “EGOISTI SENZA FILI”

  1. Antonio Sofi dice:

    Verissimo per firenze, io la testo continuamente. Meno vero per Roma, invece, dove la percentuale di wifi aperte è di più alta (sempre test discutibilissimi camminando per il centro). Bisognerebbe sapere di Napoli o più giù se è una variabile geograficamente dipendente :)

  2. kit dice:

    Stavo pensando esattamente a questo prima di leggere il post qui sopra. E' vero, un egoismo spudorato. Mica solo a Firenze, pure qui a Torino. Solo intorno a casa, e persino dentro a casa. aggancio almeno tre reti, sempre diverse e sempre chiuse. Eccetto una, la quarta. Segnale perfetto, mi arriva giusto sul terrazzo. Un po' scomoda d'inverno, siamo a -3 adesso, ma va bene lo stesso, è pur sempre utile per non lasciare tracce. Deve essere dell'avvocato lì davanti, uno che arriva dalla montagna, come diciamo qui, che ne sa lui di reti, chiuse per giunta.

  3. Kluz dice:

    Io, tra l'altro sono di Firenze, tengo la wifi solitamente aperta.

    Sono sempre stato indeciso. A tratti la chiudo a tratti la apro.

    Ora che il dibattito è stato abbastanza concluso, potete dirmi che rischi concreti corro a tenerla libera ?

  4. Fabio Metitieri dice:

    Oh, quanto odio ripetere sempre che io l'avevo detto.

    Eppero', da quanti anni dico che il Wi Fi libero, bello e gratuito, e che avrebbe distrutto tutti gli operatori di telefonia mobile (e gia' da tempo, secondo alcuni certisssssimi pronunciamenti della Guru-Blogo-Palla di qualche anno fa) , be', secondo me non sarebbe arrivato, non in tempi umanamente prevedibili?

    Ciao, Fabio.

  5. Keper dice:

    O sono fesso e non capisco l'ironia, oppure per quale ragione dovrebbero essere aperte?

  6. Naonda dice:

    Con umiltà  e senza ironia: posso avere qualche parere in merito alla questione reti wi-fi domestiche aperte? Non è che "il pallone è mio e quindi ci gioco solo io" (che in effetti suona come una cosa da stronzi… ma che tipo di controllo ho io in merito alle attività  che sogetti che non conosco possano fare attraverso la mia connessione? (che ufficialmente fa capo ai miei estremi anagrafici e chiede a me di esserne responsabile?).

    Sono propensa alla condivisione come principio, ma non sono abbastanza cosciente degli effetti, ad esempio in questo caso.

  7. passero dice:

    Bologna centro, piazza maggiore, 5 su 15 sono aperte. Non mi sembravano aperte però per volontà  quando per "non conoscenza" delle opzioni di configurazione.

  8. orangeek dice:

    Concordo con la "denuncia" delle poche reti wireless aperte e sono testimone del fatto che in molti altri paesi (francia, germania, inghilterra, giappone… i paesi che ho visitato post scoperta del wifi) sono decisamente diversi da noi. Lì infatti sono diffuse sia le reti aperte che, mmmh, quelle commerciali che ti chiedono un pagamento via carta di credito o altro per navigare.

    Occhio, però: ricordiamoci che un sacco di reti aperte non può significare solo "scelta di lasciarle aperte", ma anche il "non ho idea di cosa sia wep/wpa".

    Detto questo, io personalmente non sono neanche daccordo con FON o progetti simili (come detto all'epoca sui vari blog che parlavano del fenomeno), ma sono semplicemente per lasciare le reti aperte, come faccio da tempo, senza doversi legare a qualcuno che ci dica come condividere le _nostre_ reti.

  9. Federico Fasce dice:

    Non è egoismo, secondo me.

    Solo che prima per farsi la rete wifi si comprava il router al Mediaworld. E il router del MW, qualsiasi marca esso fosse, fuori dalla scatola era settato di default come rete aperta.

    Oggi invece il wifi te lo danno le telecom, tutto compreso in comodato d'uso. Lo prendi, lo monti, e ha una chiave WPA.

    Ora, secondo te, quanti "utenti medi" andranno a cambiare le impostazioni di fabbrica?

  10. Naonda dice:

    Pito, orangeek, ma non ti preoccupa che qualcuno adoperi la tua cortesia in modo improprio?

  11. Mr_White dice:

    Oltretutto Sofri stesso (in una parte non quotata da Mantellini) dice che "non li biasimo, per carità : io la mia l'ho passwordata, ovviamente."

    Quindi? O_ò

  12. Joe Tempesta dice:

    Voi tenete pure le reti Wi-Fi aperte a disposizione di tutti.

    Poi però mi raccomando di fare un post per raccontarci com'è andata la conversazione con la Polizia delle Telecomunicazioni quando vi accuseranno di qualcosa tipo intrusione informatica, terrorismo, scambio di materiale pedopornografico e voi dovrete loro spiegare che non c'entrate nulla, sarà  colpa di qualche passante.

    Sofri, che evidentemente faceva ironia, la sua rete la tiene protetta da password. Fa parecchio bene. Semmai stia attento a usare WPA (o meglio ancora WPA2 se supportato), perché WEP è farlocco ed è più rischioso "prestare" la rete a uno che cracka il WEP che a uno che si attacca a una rete aperta.

  13. massimo mantellini dice:

    il discorso e' complesso e mi riservo di riprenderlo meglio. Nel frattempo leggendo commenti come quello di Joe penso che noi il decreto pisanu ce lo meritiamo eccome.

  14. PietroDG dice:

    Concordo con Keper & Naonda.

    Ma benedetti ragazzi, perchè non lasciate anche penzolare dalla vostra finestra un bel cavo di rete a disposizione di tutti?

    Quando, senza bisogno di frequentare un corso di networking, sarà  possibile partizionare il mio accesso wifi in modo da differenziare i miei accessi da quelli degli altri, isolando completamente la mia lan allora lascerò la mia wifi aperta.

  15. miic dice:

    io l'ho lasciata aperta perché (con il router comprato a mediaworld, anzi regalato) non ho ancora capito come settare la password. volevo però due chiarimenti:

    1) c'è possibilità  di sapere se qualcun altro sta usando la tua banda?

    2) se qualcuno la usa, mi rallenta la mia connessione?

    scusate l'abissale ignoranza.

  16. Paul dice:

    Infatti io quando vado al'estero e trovo una miriade di reti aperte (almeno 3 su 5 aperte a Barcellona le prendevo dalla mia stanza d'albergo) non faccio altro che scambiare materiale pedopornografico, mandare minacce a chi mi sta sulle balle e organizzare attentati…

  17. orangeek dice:

    @naonda:

    per le cose sensibili uso ethernet e non wireless.

    Le altre connessioni (mail, servizi vari via web) sono via https. Ho un router che tiene d'occhio il QoS ed impedisce a certi ip non identificati (meglio, non rientranti nella lista che ho inserito, che corrisponde alle macchine con ip statico di casa mia) di non andare a martello; io la connessione inet la condivido volentieri ma non per il p2p. Avere la possibilità  di leggersi la mail è un diritto che non voglio negare, ma non per il p2p!

    @joe tempesta:

    _se_ sei un utente FON ti consiglio di non sentirti troppo tranquillo per le due violazioni che commettono sia i foneros sia i sostenitori del wifi libero

    1. condividi la connessione inet con qualcunaltro. i provider in contratto lo vietano espressamente: la gente altrimenti, e sarebbe intelligentissimo, farebbero un abbonamento a pianerottolo di condominio, altro che uno per casa. 1a violazione.

    2. non rispettiamo il folle decreto pisanu per la distribuzione di accessi. 2a violazione.

    se non sei neanche un foneros, beh sì, hai ragione. c'è un certo rischio per le violazioni di cui sopra e per le possibili accuse per atti fatti da altri. La realtà  però è che tutto ciò è frutto dell'assurdo legislativo in cui ci troviamo e dato che nessuno tutela aspetti (diritti) di questo tipo, dobbiamo muoverci in un qualche modo.

    a mio avviso il modo migliore non è blindarsi in quel guscio tecnologico (wpaN) cui Pisanu ci ha costretto.

  18. Joe Tempesta dice:

    Bada, oh, ora sembra che se c'è chi potrebbe usare la vostra rete Wi-Fi aperta per commettere reati e che se questi reati sarebbero in primis imputati all'intestatario del collegamento "violato" (o "condiviso", come preferite) sia colpa mia.

    Se lasciate la macchina aperta parcheggiata sotto casa con le chiavi nel cruscotto, perché così chi ne ha bisogno la può prendere a patto di riportarla lì (e di rimettere la benzina!), vi capiteranno decine di persone perbene che la useranno secondo regola, poi vi capiterà  una persona altrettanto perbene che però prende una multa, e magari una persona affatto perbene che usa la macchina per fare una rapina. A chi pensate verrà  inviata la multa? Da chi pensate andrà  la polizia dapprimo? Dal padrone della macchina.

    Poi quasi sicuramente riuscirete a scagionarvi, ma la rottura di coglioni è assicurata.

    Stessa cosa col WiFi: se vi fidate tanto del prossimo, perché non condividete tutto C:\ senza password? Perché non togliete o rendete pubblica la password della vostra posta elettronica? Perché Mante non pubblichi qui sul blog le tue credenziali per scrivere sul blog stesso?

    Senza considerare che WEP ma ancor meglio WPA servono non solo per "chiudere" la rete, ma per dare alle reti wireless una specie di quella sicurezza intrinseca che una rete fisica ha: sapete che con una rete aperta (ovvero senza crittografia) uno si può mettere sotto casa vostra e senza usare un byte della vostra banda sniffare tutto ma proprio tutto il traffico che fate? Userete ben https per la webmail, ma usate imaps o pop3s con outlook? e per spedire smtps? E in ogni caso, sapete che all'utente poco sgamanto (tipo quello che clicca "SI") si riesce a sniffare pure il traffico https/imaps/pop3s/smtps? ma anche senza scendere a livello di furto di (ulteriori) password, non vi frega nulla che tutta la vostra navigazione sia potenzialmente sposta a sconosciuti? le vostre chat?

    Pisanu o non Pisanu, che non c'entra nulla, uno che scegli di tenere la propria rete aperta senza alcun sistema di identificazione e autenticazione è un ingenuo. Chi lo fa per ignoranza sarebbe meglio se colmasse questa piccola lacuna: impostare una chiave è semplicissimo su tutti gli AP e i router.

  19. Joe Tempesta dice:

    Qualche risposta:

    @orangeek: io nel "guscio tecnoogico WPAn" mi ci sono chiuso a prescindere da Pisanu, ma per semplice esperienza. D'altra parte quando serve uso PGP, non ho mai acceduto a gmail via http, preferisco non usare i computer degli alberghi per accedere al mio conto bancario, eccetera. Paranoia? Secondo me semplice conoscenza e consapevolezza. (che è a mio avviso il vero digital divide, ma meriterebbe un discorso a parte che ora non ho tempo di fare)

    Paul: scusa ma è un discorso un po' sciocco. Io nemmeno ucciderei una persona, ma questo non mi impedisce di vedere, di rendermi conto, che invece c'è chi lo fa. Quindi tu non scaricherai materiale pedopornografico, ma se un decimo delle notizie che passano è vera, beh, c'è chi indubbiamente lo fa. Non stare lì a guardare che per ora si fanno sempre beccare, appena imparano che possono usare le *vostre* reti, vedi che si faranno beccare molto meno. (e così tutti gli altri che commettono reati informatici).

  20. orangeek dice:

    il primo distinguo (tra persone consapevoli che lasciano aperte le reti e persone che ignorano come proteggerla) l'ho fatto nel primo commento e ovviamente io mi riferisco a chi lo sceglie.

    Detto questo, preferirei avere due AP con uno che ha un rete aperta che salva certi log (data ora, ip, mac) e una protetta per evitare di usare ethernet per le cose sensibili come faccio ora. Ad ora, non avendo due AP, preferisco offrire un servizio (ooops, diritto) e sbattermi per proteggere le cose cui tengo, piuttosto che non offrirlo.

    Se si è consci dell'importanza del diritto e dei rischi che si corrono, non è "ingenuità ": è una scelta consapevole. Sulla quale si può divergere, ma non bocciare come "ingenua".

  21. Naonda dice:

    Sinceramente, le mie erano domande.

    mi rendo conto, leggendo in giro che, spesso, le domande vengono fraintese nei toni.

    Il mio "ma non ti preoccupa che qualcuno adoperi la tua cortesia in modo improprio" non era parafrasabile con "eh scemetto come fai a credere che tu non sia esposto a ciulamenti di info".

    Era proprio una domanda.

    "Come fai a non essere preoccupato di" non era la versione ironica di "Deficiente preoccupati".

    Intervenivo per via del fatto che non ho una opinione in merito e immagino che questo sia un buon posto per iniziare a farmela. (In giro c'è ancora chi fa domande per conoscere le risposte e non per sfottere sapete? :D).

    @orangeek: anche sapere che ci sono metodi tipo quello che illustravi tu (di non permettere l'abuso quantitativo di traffico da parte di terzi – ho capito bene?) restringe il campo di azione dell'ansia (tenendo fuori dalle alle quelli che vogliono semplicemente evitare di pagare l'adsl nel mio palazzo), ma non scioglie la riserva in merito al fatto che risulto io l'intestataria di quel traffico. Pito la mia perplessità ?

    Sono contenta che Mantellini si riservi di approfondire la questione perchè, magari, senza fare a chi piscia più lontano (in merito alla conoscenza di protocolli sigle e amenità ), anche noi altri possiamo comprendere un fenomeno che semplicemente ignoriamo.

    :-)

  22. orangeek dice:

    Imho, è meglio precisare alcuni aspetti:

    condividendo una rete wireless (aperta o protetta, ma diffondendo la password) si commettono le due violazioni di cui parlavo sotto, indipendentemente da cosa viene fatto col collegamento internet. E' un reato di per sè (secondo la Pisanu) e una violazione contrattuale perseguibile in sede civile (richiesta danni, ad esempio, da parte del provider)

    poi, se uno degli scrocconi commette reato tramite la linea adsl dell'intestatario è un'altra questione.

    il sistema "tecnico" cui mi riferivo è il cosiddetto QoS, Quality of Service che può essere usato in due modi: 1. normalmente si definiscono delle "priorità  di importanza per i vari tipi di traffico dati" facendo in modo che ad esempio il p2p non danneggi troppo il voip di skype (dico all'access point di non "esagerare" col p2p se c'è anche il voip in funzione) e 2. in maniera analoga, ho impostato delle velocità  massime in upload e download per alcuni ip che sono a disposizione degli scrocconi, evitando che usino il p2p.

    Joe Tempesta, però, faceva riferimento giustamente a due rischi: sia quello del pedoporno (in teoria risolto da me col fatto che non sia conveniente scroccarmi la banda visto che li faccio andare a legna) sia quello del furto di informazioni. Il secondo è risolvibile utilizzando sistemi di comunicazione protetti (https e simili, quelli col lucchetto nel browser) o altri tipi di collegamento (via hardware, ethernet e via software, vpn).

    Una cosa che sollazza da un sacco di tempo è quella di prevedere una registrazione per gli scrocconi che si attaccano alla mia rete: l'accesso è consentito ma mi date email e (mi prendo) macaddress. ma è ancora nel cassetto degli howto…

  23. palmasco dice:

    Tengo la rete aperta.

    E' vero, qualche rischio c'è. Soprattutto di uso distorto.

    Ma per quanto riguarda la protezione dei miei dati, la rete Fon, per esempio, mi permette di tenere aperto un canale pubblico e chiuso e del tutto sicuro un canale privato.

    Un rischio c'è, ma c'è una ragione per correrlo.

    Secondo me un'ottima ragione.

    E' una risorsa troppo importante per tutti, in termini di accesso alle informazioni, anche quella minimaliste e strettamente concrete, troppo importante per potere accettare che la voglia di lucrarci di alcuni ne impedisca lo sviluppo pieno, come avviene per esempio in Italia a protezione del dominio telecom – contrapposto a città  ricche e illuminate come per esempio S. Francisco che si sta dotando di un wi fi comunale.

    Oltre a ciò, in cambio di un piccolo rischio, la vera concorrenza che riusciremo a generare, porterà  a una diffusione che abbatterà  sicuramente il prezzo esagerato che io sono costretto a pagare la mia adsl solo perché sono italiano.

  24. orangeek dice:

    quoto palmasco in toto: sono perfettamente daccordo!

    Continuo però a dissociarmi su FON per i motivi già  descritti.

    dimmi una cosa please: la fonera se non sbaglio usa un firmware (ddwrt? openwrt?) open source, quindi se la fonera fa quello che dici, significa che qualche altro firmware lo può fare. e questo è bene: significa che avrò un altro progetto per il fine settimana! :D

    Liberiamo le nostre reti (seppur con qualche precauzione): ne guadagneremo tutti.

    C'è anche un altro particolare: usare le reti free di qualcuno ingenuo & ignaro (war driving sostanzialmente) è un altro reato…

  25. sarmigezetusa dice:

    vero?

    alla Martelli si paga

    al pop cafè (o meglio, lì davanti) no

    quali punti conosci? elenca plz :)

  26. alessandroid dice:

    nelle cabine della sip si metteva il gettone e adesso il wireless si paga

    non è cambiato molto

  27. Joe Tempesta dice:

    Naonda: se con il "fare a chi piscia più lontano" ti riferisci a me, con la citazione di sigle varie, mi dispiaccio: non era mia intenzione. A chi serve qualche chiarimento tecnico mi scriva pure in privato, cercherò di essere il più chiaro possibile.

    orangeek: del MAC address te ne fai meno di nulla: come fai, tu o chi di competenza, ad associarlo a una persona? E poi bisogna che ti chiarisci un po' le idee, perché se affermi che usare le reti free di qualcuno ingenuo & ignaro (war driving sostanzialmente) è un altro reato, mi dovresti spiegare come fa un utente col suo PDA a stabilire che la rete di Mantellini è aperta perché ingenuo e ignaro o aperta perché ha scelto di lasciare libero accesso a chiunque. Tantopiù che non sono mica così sicuro che usare una rete "aperta" corrisponda al reato di "intrusione in sistemi informatici", visto che non hai fatto null'altro che accendere la tua scheda wireless… (altro discorso è crackare la chiave WEP).

    Per tutti gli altri: fate un po' come volete, eh. Lungi da me volervi indottrinare sui problemi di sicurezza. Se siete consapevoli dei rischi che correte, rischi per voi e rischi per il resto di internet, e scegliete comunque la via del "tutto aperto", boh, affari vostri. Anzi, grazie ;-)

  28. Larry dice:

    Sono un po' sorpreso da ciò che ho letto in questi commenti, di solito questo blog è frequentato da gente dotata di un minimo di realismo. Cosa?! Se io ho paura che qualcuno commetta reati utilizzando la mia rete WiFi (e senza nessuna possibilità  per me di poter dimostrare che non ero io), significa che mi merito delle leggi fasciste? Il ragionamento poi che "io uso spesso le reti WiFi aperte degli altri, ma non commetto alcun reato" è quasi divertente nella sua sconcertante ingenuità ; mi sembrate i tizi dell'NRA che dicono che loro i fucili d'assalto li usano solo per attività  sportive, e quindi questo dimostra che possedere un fucile d'assalto non comporta problemi.

  29. orangeek dice:

    @joe tempesta:

    beh, aldilà  dello spoofing del mac e considerando che non tutti sanno di cosa si parla, potrei quantomeno dare qualche indizio in più alla polizia postale che mi viene a casa…. :)

    qui comunque le idee sono chiarissime: ho solo specificato che il war driwing, a quanto so, è comunque illegale prchè violazione di sistema informatico.

    Se poi viene fuori che il proprietario del sistema informatico era conscio della cosa e gli andava bene, lo scroccone avrà  meno gatte da pelare.

    Sul fatto poi che io, a giro per la città , non possa sapere se Mantellini l'ha aperta con consapevolezza o ignoranza, beh, di solito, me ne frego e non faccio niente di male se non leggermi la posta. Ripeto: sono conscio dei rischi che corro, per le mie (seppur rispettose) violazioni e per quelle che qualcunaltro può fare con la mia adsl.

    E sul fatto di dire "ho solo acceso la scheda wireless" temo che non sia così facile: se vai sotto procedimento, viene fuori che non sei uno che "ha solo acceso la scheda" ma sapeva benissimo cosa stava succedendo.

    La conoscenza informatica magari non fa parte degli (usando un'espressione giuridica) obbighi di un buon padre di famiglia, ma se ce l'hai non puoi fare finta di essere ingenuo.

    @larry:

    beh, mi sembra che alcuni abbiano già  detto il perchè lo facciano e che tipo di scelta hanno preso. Che vuol dire "essere dotati di realismo" ? uno più che farti capire che "sono conscio della cosa ma per me questo interesse è più importante" ha poco altro da aggiungere…

    il paragone con la National Rifle è un po' assurdo: loro dicono che con gli m16 vanno a caccia di cerbiatti, io sto dicendo che mi attacco ad una rete wifi per scaricare la posta senza sniffare niente o violare la privacy di nessuno.

    E' come se mi rompessero le scatole se volessi volare in deltaplano (aereo) su di un'area dove ci sono vip perchè _potenzialmente_ potrei riprenderle in topless; cavolo, _se_ lo faccio, puniscimi se è il caso.

    Ma io posso anche sorvolare quell'area guardando dritto davanti a me e godendomi ben altre viste. Io posso attaccarmi ad una rete solo per leggermi la posta senza per questo avere la banda sull'occhio come il peggior pirata. perdinci.

  30. Mr_White dice:

    Nel momento in cui uno paga per un servizio, non vedo che diritto si possa avanzare per "pretendere" di averne accesso gratis. Se qualcuno, in treno a fianco a voi, legge il giornale che tenete in mano avete il diritto a esserne infastiditi, no? Poi ognuno è padrone di prestarlo, il giornale, ovvio. Ma pretenderlo…. O_ò

  31. Keper dice:

    Continuo a pensare che fino a che non posso identificare chi passa dalla mia rete, io non faccio passare nessuno (siamo sicuri che con la fonera non sia possibile?).

    Mi sembra che la rete porti ad idealizzare un po troppo la società , ci saranno anche i barcamp, la solidarietà , la condivisione di informazione su Internet, ma continuano ad esserci quelli che uccidono o, per essere puntigliosi, quelli che passano in corsia di emergenza.

    Abbassare la guardia non è consigliabile.

    In un mondo ideale le reti wi-fi sarebbero aperte e internet gratuito. Ma in quel mondo non c'è posto per le persone che lo abitano oggi.

  32. orangeek dice:

    beh, se uno comincia a pensare alla connettività  non come un mero servizio a pagamento ma come un "diritto", sarà  lo Stato a doverlo garantire a prezzi ridicoli; esattamente come si fa per gas, acqua, telefono (non adsl).

    Un buon inizio ad esempio potrebbe essere che tutti gli utenti telecom adsl possano usare, ovunque in italia, gli access point telecom. Qui invece si pensa solo a succhiare il più possibile l'utente finchè il meccanismo si rompe (la musica e poi il p2p) e dovranno con qualche nuovo business parassitario (mp3 drm).

    Non lo esigo "gratis" ma quanto meno che mi venga riconosciuto come un interesse collettivo ed un diritto e che vengano fissati dei prezzi ragionevoli, non come il gprs o umts che hanno rovinato la connettività  mobile in italia.

    E vediamo che danni riescono a fare con l'asta per wimax…

  33. Naonda dice:

    Non sono ironica nel dire che ho avuto (e sto avendo) molto piacere a seguire questa discussione e per aver avuto modo di esporre le mie perplessità .

    Sono bonariamente ironica (no, non è vero mi sto anche scomponendo :D) nel pensare che l'obiettivo sia quello di acquisire "un diritto a prezzi ridicoli, come l'acqua, il gas e il telefono":

    io qui a Potenza

    – bevo grappa in barrique per stare calda piuttosto che accendere i termosifoni

    – pago 0.45 Euro/mc l'acqua potabile nella tariffa agevolata (contro i 0.13 euro/mc dell'acea di roma per intenderci)… tra poco darò della perrier ai miei gatti

    – non ho mai avuto il telefono.. ovviamente… altrimenti non avrei potuto permettermi l'adsl :D

    … possiamo ragionare su un diritto migliore? :D

    [/ironico mode off]

  34. PieroBo dice:

    Posso confermare che a Palermo almeno il 50% delle reti sono aperte (e tutte con nome Default, Alice-xxx :-)).

    Sicuramente lo sono per la mancanza di conoscenza del proprietari.

    Io pero' non riesco mai a sfruttarle, e' raro che siano ben configurate, che so, con il DNS.

    Poi non parliamo del paese in cui abito, vicino agli uffici comunali e' una pacchia :-)

  35. orangeek dice:

    @naonda:

    :D

    in effetti la frase mi è uscita male: pensando che in alcune città  italiane in estate la gente fa la fila per raccogliere l'acqua alle fontane, è quantomeno offensivo preoccuparsi del collegamento inet come un diritto.

    E lo dico da mezzo-siciliano seppur praticamente nato e cresciuto a Firenze.

    Ciò nonostante, ottenute certe cose se ne chiedono altre o almeno io mi riferisco a quanto più vicino e più sentito… non avendo problemi di acqua corrente :/

  36. Fabio Metitieri dice:

    Orange, ad inizo del 2002, mi pare, avevo fatto un servizio sulla possibilita' di allestire reti Wi Fi condominiali. All'epoca non c'era il Pisanu e i provider lasciavano piena liberta' in merito agli abbonati. Tra l'altro, tra vicini di casa ci si conosce e non si scarica pedoporno…

    Be', son passati 5 anni esatti. Qualcuno le ha viste, queste reti condominiali? Dove sta, tutta questa voglia di condivisione, questa febbre per il wireless ovunque che pervade la popolazione italiana?

    Ciao, Fabio.

  37. Joe Tempesta dice:

    Fabio, non so com'è a Torino, ma a Milano basta che vai un po' in giro a notare le parabole alle terrazze per capire dov'è questa voglia di condivisione. Se in un condominio gli inquilini non si trovano d'accordo per mettere una sola parabola per tutti, invece di venti una per ognuno, considerando anche che SKY ti rimborsa il costo della parabola condominiale appena nel condominio si attiva un secondo abbonato… come vuoi che condividano l'accesso a Internet?

  38. Naonda dice:

    orangeek: ero ironica principalmente sulla questione economica ;)

    Dunque, sulla questione wi-fi mi sento di dire che non è una questione di egoismo, è una questione di tutela (che la tecnologia ci consentirebbe giusto?) e di normativa a corredo.

    A condizioni migliori e più tutelanti credo che molti di noi qui non avrebbero remore a condividere una parte di banda.

    In attesa del parere approfondito di Mantellini (il cui parere è più autorevole di quello di Sofri, a mio avviso, dato che almeno lui razzola come predica), francamente non trovo ragionevole il movimento: apriamo le nostre reti così da consentire "una diffusione che abbatterà  sicuramente il prezzo esagerato che io sono costretto a pagare la mia adsl solo perché sono italiano" (palmasco), anche perchè non vedo come questo possa modificare il mercato.

    No?

  39. livefast dice:

    perché, per esempio, gli abitanti di un palazzo devono avere una adsl a testa?

  40. ansel dice:

    Ma infatti, perché nei condomini bisogna avere un'Adsl a testa? Basta condividere le chiavi di una rete PROTETTA e si viaggia tutti sullo stesso cavo: quello del piano di sotto, quello del piano di mezzo, quello del pianerottolo a fianco e quello del piano di sopra…. NON è indispensabile lasciare la rete aperta per condividerla con altri.

    Non è solo un problema di pedopornografia o di minacce. Attraverso reti aperte possono passare transazioni bancarie, possono essere usati numeri di carte di credito in maniera fraudolenta… Sotto il profilo PENALE so di cavarmela (buona fede) ma sotto il profilo della RESPONSABILITA' CIVILE come ne vengo fuori se qualcuno mi cita perché attraverso la mia rete lasciata aperta qualcuno ha provocato danni a qualcun altro? Le case produttrici degli apparecchi ne vengono fuori indicando sulle istruzioni la necessità  di criptare la propria rete, se non lo faccio un giudice potrebbe giudicarmi NEGLIGENTE e ritenermi responsabile… non è paranoia: lascio la porta di casa aperta, il mio numero di telefono è sull'elenco telefonico, l'autoradio è nel cruscotto, la rete la tengo criptata.

  41. Fabio Metitieri dice:

    Lazzeri, veramente sto a Milano, da parecchio… E comunque si', quando tre anni fa c'e' stata una petizione per la parabola condominiale sono stato l'unico a firmare, nel mio angolo di palazzo. Per cui, chi vuole ha la *sua* parabola e che gli altri non rompano i maroni…

    E le reti wireless di condominio non sono mai esistite, Afaik.

    Ciao, Fabio.

  42. orangeek dice:

    @fabio:

    tu sei stato precursore e magari i tempi non erano (sono) maturi, ma proviamo a metterla in questi termini.

    ammettiamo che nel mio palazzo (cinque piani, 19 appartamenti) ci siano 9 abbonamenti adsl 4mb a 30 euro al mese ognuno. Proviamo a proporre (se telecom acconsentisse) di fare un fastweb in fibraottica ogni due piani. 2/3 abbonamenti per tutto il palazzo (e se ne potrebbe fare anche uno) e parliamo dei risparmi.

    Ora come ora, nelle città  del centro nord, il collegamento adsl è ragionevolmente diffuso, seppur non ai livelli della germania, ad esempio: se dessero la possibilità  dal punto di vista contrattuale/legale, scommettiamo che un amministratore di condominio avrebbe anche questo aspetto da gestire, oltre all'antenna del dvb? :D

    @naonda:

    indipendetemente sull'ironia sulla questione economica, in effetti bisogna stare "attenti" a parlare di inet come un diritto per il cittadino quando pensiamo che alcuni nostri concittadini non hanno l'acqua corrente per tutto l'anno. Questo è un dato di fatto e il tuo commento mi è servito per rifletterci. :)

    sul movimento e il suo scopo: beh, anche qualora non diminuisse il prezzo dell'adsl, liberando la maggior parte delle reti otterresti quanto meno il vantaggio di poterti collegare anche quando non sei casa sfruttando l'adsl altrui… già  questo sarebbe un vantaggio. eviteremmo di dover pagare un servizio telecom del tipo "collegamento ad inet a legna quando sei fuori casa, in tutta italia, a 35 euro il mese (in più rispetto all'adsl che pago a casa mia"… pensa ai prezzi folli degli sms (la tecnologia per cellulari più stupida e cara), al gprs, umts … Perchè all'epoca non ci hanno permesso di usare il cellulare per leggere ed inviare la nostra posta elettronica a prezzi ragionevoli? come in giappone, ad esempio. Semplice perchè ci possono vendere un sms da 160 caratteri (ma perdinci, nel 2007) a 20 centesimi di euro (4-0-0 lire). ecco perchè.

    @ansel:

    anche se chiudi la rete e condividi la password con i condomini, violi le norme contrattuali dei provider: l'adsl è a nucleo familiare non a condominio! Tant'è che nei contratti il cui ti danno (davano) il modem, in teoria, da contratto, non potevi collegare ad inet più di un pc contemporaneamente: per quello c'era il servizio col router in comodato.

  43. orangeek dice:

    il punto è che finchè qualcuno non tutela i consumatori è ovvio (giusto? naturale?) che le società  succhino il più possibile dai clienti: se magari non avessimo 187185614 associazioni dei consumatori che si scannano per la punteggiatura di un documento condiviso ma che pensano effettivamente al loro "soggetto tutelato", potremmo ottenere qualcosa. Senza andare troppo lontano: gli utenti del sistema operativo sul quale spingono amministrazioni pubbliche ed unione europea (linux) attualmente sono costretti a delinquere per vedersi un dvd _originale_ (grazie ad una libreria che cracka le chiavi css scritta da un norvegese che è andato sotto processo, e ha vinto, ma che è illegale). Non mi stupisco più di niente.

  44. kit dice:

    Scusate, qui la disquisizione è, come sempre in questo blog, molto dotta. Ma l'aspetto pratico della faccenda? Sti WiFi aperti dove sono? Secondo me un wiki s'impone. Luoghi, orari, bontà  del segnale, una pacchia di una mappa sui WiFi italiani. Con tutte le sue variazioni, qui la connessione è libera, lì è chiusa ma solo di giorno, qui ci vuole una pass ma io ho scoperto casualmente come si entra, etc. etc. etc. I cacciatori di WiFi.

  45. marco dice:

    Come ha suggerito qualcuno,

    mettetevi su un bel router FON e la facciamo finita :-)

    Il mio è lì pronto a ricevere visitatori.