Non era mia intenzione scatenare alcuna polemica riguardo alla faccenda Bordone-InvasioniBarbariche-supermercati, tanto più che mi sono semplicemente limitata a condividere ciò che M. Morelli aveva espresso. Mio marito ha citato la mia opinione nel suo blog (senza il mio permesso aggiungerei!) allora vorrei spiegarmi. 

Ho perfettamente compreso la posizione di Matteo Bordone e condivido il suo pensiero. Anche a me certi luoghi danno tristezza, non amo nemmeno andare a fare la spesa, detesto il turismo di massa, i luoghi affollati, le sagre di paese, etc… Sono probabilmente quel che si potrebbe etichettare come un’autentica snob. Però…Sono consapevole che questo sia un grande privilegio. Riuscire ad apprezzare certi aspetti della vita e del mondo, poter frequentare una cultura addirittura di nicchia è stato il risultato di un affrancamento (non certo automatico) da una situazione di partenza ben diversa e difficile (per mio padre, e lo dico con affetto, il massimo della cultura cinematografica sono i film di “Franco e Ciccio”). Non sempre e non per tutti è possibile cambiare il corso della propria vita. Capisco che possa sembrare retorica, di quella bassa, mielosa, ma ritengo che non ci sia niente di peggio, non della satira del villano (la satira è un genere che contiene anche una componente edificante), bensì del paternalismo di chi dall’alto (di una cultura superiore? Di un superiore stile di vita?) giudica chi molto spesso non ha avuto la possibilità  di affrancarsi da certe situazioni. Detto questo la mia critica, più che a Bordone è rivolta, con rispetto e tono pacato, alla trasmissione, la quale, pur essendo rivolta ad un pubblico eterogeneo, non certo necessariamente di intellettuali, opera questo paternalismo senza pensare che probabilmente sono proprio quelli che passano il sabato al supermercato, vanno a ballare la salsa, guardano i reality – a me questi danno più tristezza di tante altre espressioni umane: se ne può parlare? – che la seguono assiduamente e soprattutto vanno a votare per il telegatto (io sono troppo snob per farlo). Allora forse, tenere per sé certi pensieri o contestualizzare il luogo in cui esprimerli non è necessariamente ipocrisia, bensì….eleganza.

p.s. che emozione scrivere sul blog di mio marito ;-)

 

32 commenti a “RETTIFICHE FAMILIARI”

  1. liber dice:

    Mi piace questo incrocio di post e reazioni fra un blogger e l'altro. Alla fine fanno emergere quello che, secondo me, è il punto di forza del medium blog: il relativismo. Ognuno ha i propri punti di vista, rispettabilissimi. E, come ho scritto sul mio blog, alla fine siamo tutti snob riguardo a ciò che non ci piace. Questo è il bello.

    Paolo

  2. jimmi dice:

    Però mi raccomando, se per caso Massimo si pente non mi vada in convento :D

    Jimmi

  3. Lunar dice:

    Allora forse, tenere per sé certi pensieri o contestualizzare il luogo in cui esprimerli non è necessariamente ipocrisia, bensì….eleganza.

    bene signora Mantellini, sottoscrivo. Il passo successivo per completare il suo percorso, se mi consente, sarebbe quello di spegnere la TV, per sempre.

    marò, sono diventato snob pure io. :)

  4. stefano dice:

    E se invece di vedersi le "invasioni barbariche" con tutto il "pacco" accluso ( vedi Matteobordone & Albaparietti ) si scegliesse di lasciare la tv spenta ( e dire addio ai vari Fabiofazio e Dariebignardi ) per un buon libro & della musica ( a piacere )…..A mio modesto parere sarebbe un gesto intelligente, altro che snob…..

  5. trentasei dice:

    cioè, appunto, come volevasi dimostrare, chi criticava lo snob matteo è molto più snob di lui.. perchè, suvvia, c'è un misto fra la consapevolezza di una superiorità  culturale e il non volerlo ammettere, quando si dice non c'è niente di peggio "del paternalismo di chi dall'alto (di una cultura superiore? Di un superiore stile di vita?) giudica chi molto spesso non ha avuto la possibilità  di affrancarsi da certe situazioni."

    Ora, spiegatemi : se ci si 'affranca' vuol dire che ci si libera da uno stato che, mi pare, essere inferiore. Dunque noi, che lo si dice, siamo superiori, visto che ne siamo consapevoli. Eppure nella stessa frase si ironizza sul fatto della cultura "superiore"..

    Ora, delle due l' una : o si è superiori a chi non può affrancarsi, oppure no. Se sì, che lo si dica.-e lo si è detto, mi pare-. Ora, però, vorrei sottolineare una cosa : se mi fanno ridere quelli con l' auricolare wireless del cellulare e li sfotto, vuol dire che non penso sia vergognoso a tal punto, portare i wireless, da dover usare l' eleganza di fingere come se ad un convegno qualcuno avesse emesso una flatulenza.. Invece, mi par di capire, l'eleganza aristocratica pare ritenere addirittura cosa vergognosa l' andare al centro commerciale a tal punto da aver l' eleganza di non additare il villano..

    E lo snob è matteo ??!?!?

    Cioè, a me fa venir voglia di andare al centro commerciale 'sto post, a sventolare la bandiera dell' ignoranza, se i superiori son così..

    (mi scuso in anticipo con lei, signora, per l' irruenza e i modi forse un po' rudi. Non è nel mio stile, sinceramente. Epperò certi atteggiamenti mi provocano.. è un conflitto eterno quello di essere e sentirsi un filo migliori e voler essere, proprio per questo, a favore di tutto ciò che è cultura ed interessante e perciò democratici e buoni, dimenticandosi che il popolo non è fatto da uomini come ce li si immagina… Però, ecco, io considero la cultura e la leggerezza della beceraggine allo stesso livello, necessarie entrambe al viver bene e, in questo, diverse e con uguale nobiltà . Un film di bergman mi regala la profondità  e uno di totò la risata e il sorriso, per capirsi. Anche una poesia e il rutto con gli amici, per dire. [continua]

  6. trentasei dice:

    [continua] Però, quando l' uno o l' altro aspetto straripano in una persona, si assiste al villano o allo snob..

    E mi resta più simpatico chi scherza col villano proprio perchè lo trova solo un po' stupidotto di chi lo trova talmente vergognoso da dover usare eleganza e fingere di non vedere..

  7. abgely dice:

    viva la signora mantellini

  8. Lintelletuale dice:

    "poter frequentare una cultura addirittura di nicchia è stato il risultato di un affrancamento (non certo automatico) da una situazione di partenza ben diversa e difficile…"

    "…Non sempre e non per tutti è possibile cambiare il corso della propria vita"…

    Qualora lo si voglia cambiare.

    Qualora ci si voglia affrancare.

    Questo non è snoboismo, semplicemente ottusità  mentale di chi mi da l'impressione di godere della cultura di nicchia proprio perchè è di nicchia. Il fatto di sottolinearlo è la conferma che la sua "cultura di nicchia" è un mondo a cui appartenere a prescindere dai contenuti.

    Il pietismo verso chi, poveretto, "non ha avuto la possibilità  di affrancarsi da certe situazioni" mi da una profonda tristezza: non sai quanto ti perdi dai film di franco e ciccio.

  9. Giorgio dice:

    uau, e che emozione per noi leggere queste parole sensate della signora mantellini

    (sì, insomma, sono d'accordo in tutto, a prescindere dalla specifica pntata della trasmissione, che non ho visto)

  10. Paolo dice:

    Beh, uno dei post più lucidi che io abbia letto non solo in questo blog ma in generale. La responsabilità  della cultura e di chi ha avuto la costanza e anche la fortuna di potervi accedere è quella di prospettare modi alternativi di vivere la propria esistenza anche e soprattutto a coloro che questa fortuna non l'hanno avuta. Certo non di deriderli, anche se è lecito esprimere il proprio dissenso.

  11. raxi dice:

    viva la signora mantellini b

    gran bella donna

  12. Pier Luigi Tolardo dice:

    Viva i Blog coniugali: scriva ancora su questo Blog, Madame, Lei è così bella, intelligente, colta. Incantato!

  13. Morgan dice:

    Guardi, in tutta sincerità , mi sembra il post più riuscito e ben fatto degli ultimi mesi! ;)

  14. Fabio Metitieri dice:

    Secondo me questa l'ha dettata il Mante, come faceva Pasquale al Grande Fratello con i temini della fidanzata Vittoria.

    Perche' in realta' Mante era invidioso della lettera di Veronica Berlusconi.

    E Ok, c'e' chi puo' usare Repubblica e rimbalzare sulla stampa internazionale, e chi si deve accontentare di Manteblog e rimbalzare si' e no come una Blogopalla…

    ;-)

    Di', Tolardo, dopo i piedi di Mafe, adesso lecchini anche Madam Mante? Non son fatti miei, ma io, come lettore, inizio a trovarti di pessimo gusto.

    Ciao, Fabio.

  15. eio dice:

    ma questo è NEPOTISMO! :)

  16. Gianluca Parravicini dice:

    C’è un buio oltre la siepe? O ci sono forse altri pannelli antitaccheggio? Il nostro è oramai il mondo delle scelte commerciali, tristi o allegre a seconda dei palati, di scelte commerciali sempre si tratta. La spinta commerciale è ovunque, nelle megalibrerie che solleticano il palato dell’intelletto rallegrandolo, come del resto nei rutilanti centri commerciali dove è sempre imposto il passaggio davanti ai pannelli antitaccheggio. Quei pannelli che vidimano il tuo essere consumatore, allegro o triste, colto o incolto, pensiamo veramente di essere persone che scelgono liberamente? Anche le scelte di nicchia hanno il loro codice a barre, forse si tratta semplicemente di un viaggio nelle scelte commerciali in prima classe anziché in seconda. Ci vendono anche la comodità  di un pensiero, del resto è così bello pensare di fare scelte di nicchiaÂ…. poi forse basta guardarsi attorno, per strada, nelle stazioni, qualcuno che seduto per terra allunga una mano domandando un aiuto, così estraneo alle scelte di nicchia e della massa, elitarie e generaliste, qualcuno che non appartiene più a questo terracqueo centro commercialeÂ….

  17. ALG dice:

    Forse sono uno snob anche io, non lo so, sinceramente. Il discorso fondamentale è capire se saper apprezzare la qualità  sia una cosa da snob. Non parliamo di passare le giornate al centro commerciale o al megastore etc etc… Stiamo parlando di qualità , anche intesa come qualità  della vita e di ciò che si fa… Se bisogna fare delle compere non è disprezzabile andare in un centro commerciale, andarci per passare la giornata non rispecchia il mio ideale di qualità  della vita. E non bisogna dire che le alternative siano più costose; starsene a casa a leggere un buon libro forse costa meno, uscire e far due passi in un parco è un'altra alternativa piacevole. Si sono snob!

    Non è questione di elevarsi culturalmente o di essere snob, è solo questione di saper apprezzare le cose di qualità .

    Ciao

  18. Luca Montaguti dice:

    ciao Alessandra,

    è solo per dirti che oggi io e Chiara vi abbiamo pensato; eravamo a Donicilio, 15 gradi e 2 albicocchi completamente fioriti nel giardino (per chi non conosce la metropoli, siamo a circa 600 metri); ci siamo sentiti molto fortunati e basta, non snob.

    Questo, per stare a tema; in realtà  volevo salutarti e suggerirti di fare un golpe e sostituire Massimo più spesso.

    un salutone da tutti

    Luca

  19. Pier Luigi Tolardo dice:

    Metitieri, perché non ti sposi con Veronica Lario, visto che non fai i complimenti a nessuna, saresti il suo uomo ideale!

  20. Fabio Metitieri dice:

    E chi ti dice che io non faccia mai complimenti, anche on line?

    Solo, non in modo cosi' grossier e maladif, da sbavante feticista, in pubblico, e ora pure in presenza del legittimo consorte…

    ;-)

    Se lo fai seriamente curati; se invece scherzi, be', piu' che divertente stai sul serio diventando un po' ributtante. Io se fossi una delle donne a cui fai i tuoi "complimenti" inizierei ad avere paura di trovarti sotto casa la sera.

    Ciao, Fabio.

  21. Marcello dice:

    Par di capire che oggi il massimo, ma veramente il massimo, dello snobismo è lo sdoganare i frequentatori di centri commerciali e i fan della salsa o dei reality.

    Il vero snob oggi si è convertito a questa compiacenza dolciastra verso i poverini che non hanno potuto affrancare la propria vita. (Ma da cosa? E davvero avrebbero voluto farlo?) .

    Insomma questa mi sembra una discussione per la supremazia di un tipo di snob sull'altro, da una parte lo snob 'esclusivo', dall'altro lo snob populista. Quello fulminato sulla via di Damasco da questa nuova comprensione dei fenomeni popolari.

    Per fortuna il frequentatore tipo di centri commerciali, non avendo alcuna necessità  di avvocati difensori né di improvvisati grilli parlanti, se ne frega sia dell'uno che dell'altra categoria di snob.

    E nulla saprà  mai di queste polemiche irreali che si svolgono sulla sua testa ad altezze siderali.

  22. Daniele Minotti dice:

    "In un grande magazzino una volta al mese

    Spingere un carrello pieno sotto braccio a te

    e parlar di surgelati rincarati

    far la coda mentre sento che ti appoggi a me"

    Ok, c'era anche questa strofa

    "Chiedere gli opuscoli turistici della mia città 

    e con te passare il giorno a visitar musei

    Monumenti e chiese parlando inglese

    e tornare a casa a piedi dandoti del lei".

    (Lucio Battisti, Perché no)

    Un saluto.

  23. alessandroid dice:

    franco e ciccio geni ingiustamente sottovalutati

    bignardi cialtrona ingiustamente sopravvalutata

    bordone simpatico giustamente sottovalutato

  24. Gianluca Neri dice:

    Io penso che un tuo blog sarebbe molto interessante. Non ultimo tra i vantaggi: un po' di sana concorrenza in casa.

  25. livefast dice:

    non entro in medias res perché la questione è evidentemente insolubile: il massimo dello snobismo è il consapevole non essere snob affatto, per tacer del fatto che ciò che è snob in un luogo (vivere in Texas ed essere contro la pena di morte) è completamente massificato altrove (pensarla nello stesso modo essendo nati a Parigi).

    sulla forma, invece, sottoscrivo quel che ha detto gianluca: che bello sarebbe, ogni tanto, leggere anche l'opinione della signora Manteblog.

  26. elvetico dice:

    Non c'è da qualche parte la traduzione in parole povere? Io non riesco a capire cosa vuol dire.

  27. livefast dice:

    snobismo delle parole, vedi?

  28. Pincus dice:

    Sono probabilmente quel che si potrebbe etichettare come un'autentica snob. Però… sono consapevole che questo sia un grande privilegio.

    Signora, mi creda, non è un privilegio: la demofobia e la puzza sotto al naso sono semplicemente una limitazione del proprio modo di pensare. Chi ritiene di essere molto diverso da chi frequenta i centri commerciali ne è – semplicemente – la versione 2.0. Tolleranza serve, altro che eleganza…

  29. Ciccio dice:

    Ok, cerchiamo di essere pacati ed eleganti. Leggo regolarmente gli scritti del Mante, condividendo o dissentendo a seconda delle situazioni e degli argomenti, ma sempre trovando utili spunti di riflessione. Mi risparmierò, per questa volta, un'orgasmatica osservazione di quanto sia duepuntozzero codesto scambio di opinioni, capace di coinvolgere, in un meltin pot ormai quasi indistinguibile, la vecchia tv, la "nuova" internet e… la vita reale.

    Tralasciando la mia capacità  di contraddirmi all'interno del medesimo periodo, mi chiedo come sia possibile che, considerando la base di pubblico mediamente snob che abitualmente consulta queste pagine (e lo dico senza nessun astio), solo due commenti su trenta siano stati in grado di individuare quelle che sono le evidenti debolezze del ragionamento esposto dalla rispettabilissima signora Mante (ok, 3 commenti, considerando che trentasei ha postato due volte).

    Ho visto la trasmissione. Essì: sono uno snob che il venerdì sera, alle 23, dopo l'abituale ed estremamente pop "partita-di-calcetto", non trova di meglio da fare che accompagnare la cena con i programmi de La7. Leggere un buon libro mentre ci si nutre lo trovo logisticamente complicato, ed ascoltare della buona musica a quell'ora… francamente irrispettoso per i poveri vicini :P Detto questo, è evidente il tono tra l'altezzoso e l'irridente del buon Bordone. Ma è parso chiaro, almeno al sottoscritto, che non fosse nelle intenzioni del giornalista/autore/blogger quelle di demonizzare i frequentatori di centro commerciali o di deridere gli adoratori del Big Brotha teletrasmesso. E' piuttosto un modo per testimoniare una realtà  che esiste e che sarebbe inutile ignorare, una realtà  che viviamo tutti noi, tutti i giorni. Senza contare l'evidente finalità  del "servizio", ossia dare il La a quello che poi è stato il dibattito in studio (che però mi son perso, anche se non credo di aver sottratto chissà  qual dose di cultura al mio encefalo). Esprimere un'opnione, specie se netta, porta con sè il rischio di scontentare qualcuno. Ma, ed anche questa è un'opinione :P, la ritengo una pratica molto meno ipocrita del nascondersi dietro il paravento di un buonismo saccente e malcelato, e di una superiorità  autocosciente e, nella sua sbandierata, fintovergognosa umiltà , un pelino irritante.

  30. Ciccio dice:

    PS: se poi il Mante correggesse quei pochi errorini formal-ortografici presenti nel post coniugale, l'animo profondamente esteta (e quindi snob all'ennesima potenza) del sottoscritto, ne trarrebbe un impareggiabile giovamento.

    PPS: non ci vuole una cippa a scrivere da snob, visto? :P

  31. alessandroid dice:

    più ortografia

    meno ortodonzia

  32. Matteo Bordone dice:

    Cara Signora Mantellini, immaginavo che non ci fosse cattiva fede o acrimonia nel suo commento anche quando era stato riportato. Sono sicuro che il servizio non fosse il migliore della storia della TV, anche perché era il mio primo di sempre e la TV, come ogni altra cosa, si mpara facendola. Ma su questo tema ho sviluppato una convinzione abbastanza ferma, che riespongo brevemente con un esempio. Che il 26 dicembre vada al cinema un mare di persone che non ci vanno il resto dell'anno è normale. Che vadano a vedere Natale a New York non è normale. Ma loro non c'entrano. àˆ naturale che per un certo pubblico funzioni quello che la macchina dell'industria cinematografica propone, senza che abbiano tempo, voglia, capacità  o mezzi per stare a disquisire. Ma si può pensare, senza offendere gli spettatori, che quel film sia una porcheria immonda? Io penso di sì. Penso che non ci sia niente di snob, elitario o offensivo. E non contrappongo a Natale a New York un filmone hollywoodiano popolare come l'ottimo Titanic, perché è come mettere un jet contro l'aeroplanino a molla; nemmeno ci metto un film d'autore come quello di Gondry, che non c'entra una mazza. Prendiamo un paese europeo, con un'industria cinematografica sostenuta dallo stato come la nostra e scegliamo un film fatto con pochi soldi, non di genere spettacolare, di enorme successo di pubblico. "La cena dei cretini". Potremmo avere "La cena dei cretini". Abbiamo le tettone seminude e le battute sulle corna. Questo io contesto. E credo di poterlo fare senza essere snob o irrispettoso. Grazie. A presto. Matteo