Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

C’è un aspetto interessante nell’ampia discussione che ha avvolto in questi giorni la inconsueta lettera aperta che Steve Jobs ha pubblicato a proposito del futuro della musica digitale. E’ un aspetto che mi colpisce forse perchè io non sono un produttore di iPod e nemmeno un artista, non sono stipendiato da nessuna major del disco e neppure scrivo software da proporre alle aziende che producono contenuti. Sono in altre parole un banale ascoltatore di musica come ce ne sono milioni e come tale in questi giorni vedo intorno a me un sacco di persone impegnate a spiegarmi come la penso nel campo della fruizione musicale illustrandomi con sicurezza quale sarà  il mio interesse futuro di ascoltatore evoluto, trasbordato in rete dalla innovazione tecnologica. (continua)

9 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. joker0 dice:

    Grande Mante!! Sono d'accordo su tutto, ma specialmente il punto 2 mi pare doveroso, preciso, e molto giusto. Diciamo che era una cosa che giaceva nello sgabuzzino del mio cervello, e tu l'hai portato in primo piano. Non facciamoci illudere dal fatto che i byte non li possiamo mettere nudi in uno scaffale in soggiorno e quindi si può anche "fruire" anzichè "comperare".

  2. arbaman dice:

    Jobs ha venduto Pixar alla Disney corporation nel 2006 e non ne é più il proprietario. E' diventato però il maggior azionista privato di Disney, quindi, se possibile, l'appunto che hai fatto sui Drm in campo cinematografico é ancor più calzante visto che Disney oggi non é certo solo Topolino e Paperino ma produzioni e distribuzioni a tutto campo. La stessa Disney che, parte della Mpaa, é impegnata insieme con Riaa a ristabilire l'Ordine anche a suon di denuncie e ricorso alle maniere forti. La stessa Disney corporation parte del corsorzio TCPA.

    Percepisco in effetti un velato alone di schizofrenia in questa vicenda.

  3. Roberta dice:

    Sei il candidato ideale (se non l'hai già  fatto) per aderire alla proposta dmin.it.

  4. Fabio Metitieri dice:

    Be', un bel minestrone di idee confuse e un po' demagogiche.

    Tra l'altro, non vedo perche' bocciare la fruizione. Se a prezzi convenienti, pago un tot. (a brano, a settimana, all'anno) e ascolto tutta la musica che voglio, o guardo tutti i film che mi piacciono, e senza la noia di dover avere supporti fisici in casa, e gli scaffali dove metterli, e un minimo di ordinamento per ritrovare quello che mi interessa…

    Mi stupisce che un cavalcatore a oltranza di mode futuribili – e spesso poco plausibili – come Mante sia in questo caos ancorato cosi' tanto a un modello, quello del possesso dell'oggetto, che nel medio lungo periodo ha ben poche possibilita' di sopravvivere come unico modo per consumare.

    Vecchio, Mante, stai diventando vecchio.

    Ciao, Fabio.

  5. Mammifero Bipede dice:

    D'accordo ma non su tutto.

    Non so se abbia molto senso serbare cumuli di informazione (libri? bytes?) per i nostri nipoti, che ne avranno altri cumuli del loro da smucchiarsi quotidianamente.

    Onestamente ormai viaggio sulla quarantina, mio padre buonanima aveva portato a casa un diploma di terza media e non era certo un intellettuale, leggeva tex e non mi ha lasciato un gran bagaglio culturale in eredità , almeno di tangibile (mi ha lasciato moltissimo di intangibile, per fortuna). Io ho letto qualche centinaio di libri e me li sono tenuti tutti, ma non mi aspetto che i miei nipoti debbano necessariamente leggerli anche loro… Non so che fine faranno, insieme ai dischi di vinile o ad altri supporti già  stramorti del loro (penso alle videocassette, ai nastri, ecc…) ma immagino che se a quell'epoca avranno voglia di conoscere p.e. l'opera di Philip K. Dick andranno a scaricarsela dalla rete e la fruiranno sui supporti della loro epoca.

    Certo, bisogna prestare attenzione a che la cultura non vada persa, ma da qui ad aspettarsi di poter metter bocca oggi anche su cosa dovranno farsene i nostri nipoti mi sembra un po' un ipotecare il loro tempo. Già  oggi fatichiamo a tal punto a trovare il tempo di stare appresso al nuovo che non riusciamo nemmeno a gestire la nostra "memoria" salvata in tante forme (io scatto centinaia di foto, ma quasi non ho il tempo neanche di rivedermele).

  6. Fabio Metitieri dice:

    Roberta, Dmin, al momento, e' solo una confusa dichiarazione di intenti sui temi piu' caldi del momento.

    Con il "Drm buono", che gia' suona come un ossimoro e che dubito che trovera' seguaci, perche' agli uni non piace che sia comunque "Drm" e agli altri non piace che voglia essere "buono".

    E con la neutralita' della Rete, che finora le bozze Dmin.it non sono neppure riuscite a definire in modo chiaro e univoco.

    Quando si vedra' qualcosa di piu' concreto, come schema o come intenti di Dmin, forse, si potra' decidere se aderire.

    Ciao, Fabio.

  7. massimo mantellini dice:

    X mammifero bipede: il problema del rifiutare lo streaming no e' tanto una questione d archiviazione (che come dici forse lascera' il tempo che trova) ne una questione di prezzi, quanto una faccenda di gestione del contenuto che viene lasciato al totale controllo di chi lo emette: quelli che lo emettono oggi sono quelli che ti fanno pagare 25 euro X un cd e poi lo riempiono di trappole software perche' vogliono altri soldi.

  8. Sid dice:

    Punto 1 e punto 2 da applausi: sto ancora piangendo di gioia ;)

  9. Mammifero Bipede dice:

    Mante, io penso che lo "Star System", con tutti i suoi corollari di DRM e controllo dei contenuti, stia in piedi grazie all'ignoranza e alla stupidità  delle persone, è quindi in larga misura effetto, e non causa (tutt'al più concausa). Preferisco lottare a ridurre la causa (quindi ignoranza e stupidità ), che non scagliarmi contro gli effetti (multinazionali che prosperano vendendo infinite volte la stessa inutile cosa)

    Penso ci sia un discrimine profondo tra ciò che è "cultura" e ciò che è "consumo". Se le majors vogliono vendermi musica a 25€ a CD, beh, se la possono anche tenere, perché per me non li vale. Ho cominciato ad ascoltare musica seriamente circa vent'anni fa, ho comprato qualcosa come 250 LP in un solo anno, la maggior parte appena usciti. Ma pochi anni dopo, quando c'è stato il passaggio al CD, col conseguente raddoppio ingiustificato del prezzo, ho semplicemente smesso di comprarne, limitandomi a spizzicare un po' di offerte e di usato.

    Semplicemente ho maturato un'idea di cosa sia cultura e cosa sia consumo. Conoscere Hendrix (o Mozart, o De André) è cultura, buttare 25€ per Shakira è "consumo", e per me attiene alla categoria del superfluo.

    Il problema che sento immanente, invece, è comprendere cosa sia di valore e cosa no. La sfida della rete è questa: al momento si tratta di un "Mare Magnum" con possibilità  pressoché illimitate, di contro trovare contenuti validi non è così banale come potrebbe sembrare, perché nove volte su dieci si finisce in una spirale dispersiva ed inconcludente. I Blog possono essere uno strumento per ovviare a questo problema, ma che va comunque di molto affinato. Le Majors sono sicuramente pronte ad approfittare di questo caos, ma più che spendere barche di soldi per crearci bisogni indotti non possono fare.