Ieri sera Prodi ha pronunciato davanti ai giornalisti la parola “penultimatum”. Penultimatum, in questo momento, ha solo 714 entry su Google e sarebbe stata buona cosa non adoperarsi per un suo prossimo maggior utilizzo. Invece il Primo Ministro. che ragiona spesso per immagini (la politica spiegata alle masse nel caso in cui le masse siano una classe della scuola elementare) oltre a dire

“Abbiamo cambiato passo, dunque. E oggi vi chiedo anche di cambiare musica”

“Siamo una coalizione, un team, una squadra dove si vince solo se ci si passa la palla”

ha detto anche “penultimatum“.

14 commenti a “LA CRUSCA IN RIVOLTA”

  1. stark dice:

    La Crusca mi scomunicherà , ma a me la parola non dispiace. E' un rigetto fisiologico dovuto all'abuso della parola ultimatum. La vedo usata in senso ironico, per indicare una scadenza imposta senza convinzione (destinata probabilmente a venir prorogata), minacciando atti che non si avrà  il coraggio o l'effettiva possibilità  di compiere.

  2. Giorgio Zarrelli dice:

    Tra penultimatum e ad aziendam stiamo messi proprio bene.Se la politica è lo specchio del paese, siamo rimasti ai piattini di bronzo

  3. Andrea Martines dice:

    Mi sa che a rivoltarsi siamo (giustamente) solo noi. La Crusca da tempo ha rinunciato al ruolo di "difesa" dell'ortodossia della lingua (da secentesca Académie Francaise) per concentrarsi sulla descrizione puntuale della sua perenne trasformazione. In genere non si perplimono neanche su neologismi guzzantiani, di cui controllano piuttosto il corretto ingresso nel tempio.

    A me piace il lavoro di Sabatini, il presidente (del resto a lui piaceva il mio, un tempo).

  4. Zu dice:

    concettualmente è termine senza termine che si sconfessa da sé

    formalmente è un'intimazione con una protesi tronca che la colloca nell'ambito della quasi cazzata

  5. Pier Luigi Tolardo dice:

    E' Prodi che ormai non sa più dove sbattere la testa: vorrebbe mandare a quel Paese Rifondazione e Pdci ma per non mandare a quel Paese il Governo se la prende con gli Usa. Vorrebbe essere il leader di un partioto maggioritario e riformista e, invece, è a capo di una coalizione di piccoli partiti un po' estremisti. Anche il linguaggio diventa così immaginario, irreale, surreale, costretto a contorsionismi semantici impossibili. Non è colpa di Prodi ma della politica italiana, che sforna da sempre neologismi, è un ritorno al moroteismo: "le convergenze parallele" sono le antenatedel "penultimatum".

  6. .mau. dice:

    cosa c'è di male in penultimatum? è bellissimo e rende assolutamente l'idea.

  7. Franco dice:

    Sono d'accordo, rende molto bene l'idea.

    E bon c'è nulla di male nei neologismi, le lingue sono entità  in divenire continuo e per fortuna che è così.

    E poi non sono neologismi anche blog, blogger, post, bloggare?

  8. Giorgio dice:

    a parte che penultimatum è già  relativamente usato e a me personalmente non dispiace, preferiresti una locuzione più ggiovane tipo "occhio che senno vi mando in nomination"? no, così, chiedo.

    e come presidente del consiglio ideale un fine dicitore (che ne so, Daniele Piombi)?

  9. Morris dice:

    penultimatum che il nostro elettorato non capisce.

    Forse, per via di questo uso creativo della lingua, l'elettorato fa fatica a capirli in generale.

  10. Cubic dice:

    Numero alto di entry in google = "accettabile"? Niente male come esempio di tecno-dipendenza linguistica.. E un bel chissenefrega di google?

  11. Gianluca Parravicini dice:

    Eh.. si sa che il motore dell’Italia è difficile da governare, comunque se scioperano i benzinai si può sempre prendere un po’ di benzina dal motore di GoogleÂ…

  12. Antonio dice:

    Concordo con stark e mau, a me suona molto divertente e assolutamente voluta. Se il nostro Parroco ha ancora voglia di sfottere gli alleati che se la tirano troppo, forse c'è acora qualche speranza.

  13. guido dice:

    siamo a 790 entries su Google… Mantellini l'hai sdoganata tu!

  14. MarketingPark dice:

    Il Presidente Neologista vs. l'ex Presidente Operaio.