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Feb

Ennesima tragedia nell’ambiente calcistico. Ora aspettiamoci due o tre (non di piu’) giorni di osceni peana mediatici (leggo stasera di ipotesi di sospensione del campionato) prima che tutto torni come prima.
(via repubblica.it)



Febbraio 2nd, 2007 at 19:03
… e con i presidenti che si ergono a vittime del sistema.
Febbraio 3rd, 2007 at 01:26
Due morti in otto giorni (perché la vita di un poliziotto di serie A non mi risulta valga più di quella di un dirigente di terza categoria) e un presidente FIGC esterno al calcio, Pancalli, potrebbero causare qualche provvedimento incisivo una volta tanto.
Non dimentichiamoci che in ballo ci sono un bel po' di soldi, cioè lassegnazione degli Europei di calcio del duemila…qualcosa. Adesso l'Italia rischia seriamente di non averli assegnati.
Febbraio 3rd, 2007 at 03:00
In barba al Decreto Pisanu..
Febbraio 3rd, 2007 at 03:56
calcio tv auto
se ci liberiamo di sti 3
voltiamo pagina
Febbraio 3rd, 2007 at 04:21
raxi, chapeau.
per il resto, sì, speriamo che tutto torni presto come prima, che quest'anno dobbiamo vincere lo scudetto sul campo, poche balle ;-)
Febbraio 3rd, 2007 at 04:31
raxi: "calcio tv auto
se ci liberiamo di sti 3
voltiamo pagina"
Aggiungerei i delinquenti che vanno allo stadio.
Febbraio 3rd, 2007 at 04:38
Raxi, ti sei dimenticato YouTube. E anche il rock'n'roll, che è notoriamente uno strumento del demonio.
Febbraio 3rd, 2007 at 05:30
Un paio di settimane fa (o forse più) c'era un interessante articolo su "Diario" scritto da un ultras o ex-ultras del Milan che denunciava come era cambiata la geografia del tifo organizzato rossonero con la nascita di nuovi gruppi destrorsi. Ma non era questo IMHO il punto più interessante.
Quello che mi aveva colpito era il ricordo di un mondo del tifo di qualche anno fa raccontato come "sano", a fronte di degenerazione dell'oggi; di quel mondo "sano" si raccontavano i posti in curva per diritto ereditario, i rapporti non chiari con la dirigenza e anche le teste calde che a volte pestavano chi secondo loro sgarrava e in quel caso "era meglio non intervenire". Questa, secondo l'autore, era una situazione che è andata a peggiorare…
Io credo che la situazione del tifo organizzato sia, semplicemente, non sanabile. Capisco che nelle città metropolitane e/o del Meridione sia uno strumento di controllo sociale ma non si capisce perché si debba restare nel XXI secolo ai panem et circenses.
Febbraio 3rd, 2007 at 05:44
Personalmente, mi sono liberato da tempo della santissima trinità : la sola religio a pieno titolo osservata nell’arena mediatica, il cui oracolo ostentante è la televisione; l’unica fonte di venerazione in un Paese ormai secolarizzato; il solo luogo di dibattito legittimante nell’ex patria del diritto civile.
1. Ho spento la televisione nel 1972. 2. Non sono mai entrato in uno stadio per assistere ad una partita di calcio e l’ultima che vidi è stata la mitica Italia – Germania nel 1970. 3. Per una vita intera mi sono spostato usando i mezzi pubblici, e non ho mai posseduto, né ho mai voluto possedere, un’automobile.
Non so se vi sia qualche nesso di causa ed effetto fra tali scelte e la mia condizione attuale di disoccupato di lunghissimo corso. So solo che sono stato spesso avvicinato con malcelato disagio e guardato, nei casi migliori, come un entomologo potrebbe guardare la formica rufa; che ho condotto una vita piuttosto solitaria (da un punto di vista interiore) ed isolata rispetto al grado di coscienza cui attingere per vivere una vita quotidiana cosiddetta normale.
So che a 53 anni continuo a sperare nell’avvento di un Paese migliore e diverso. E che per sperarlo ho iniziato, trenta e più anni orsono, da me stesso. Non ho mai preteso di cambiare nessun altro in virtù dei miei comportamenti, sebbene, al contrario, molti altri abbiano tentato di convincermi dell’inutilità delle mie scelte singolari, compiute al cospetto di un universo dei media di massa incline alla uniformità delle prospettive. Un luogo fisico in cui la testimonianza personale contraria alla vulgata vigente, e dunque vincente, si riduce ad orpello, nel migliore dei casi ritenuto velleitario, nel peggiore ininfluente.
Ho sempre creduto, però, e continuo a crederlo, che la responsabilità inizi dall’uno. Se è vero, come bene spiegò Luce Irigaray, che la democrazia comincia a due (mi scuso per la citazione), è chiaro che, senza la prima, la seconda non esiste.
So bene che la testimonianza personale non ha, né potrebbe avere, valore politico. So altresì che se le scelte politiche si ispirassero più ai fondamenti di una testimonianza agita e persuasa e meno ai pronunciamenti retoricamente agitati secondo opportunità , forse il Paese si avvierebbe ad essere diverso e migliore.
Febbraio 3rd, 2007 at 05:58
Scusatemi, ma io vi leggo con interesse ma non vi comprendo. In questo momento, siccome ho la mania di ascoltare tutti e tutto, sto sentendo una trasmissione su una radio privata romana gestita da tifosi della lazio. Due minuti fa uno di loro stava argomentando come queste scene siano figlie di una società che ti appiattisce, del governo che aumenta la quantià di droghe consentite, de mcdonald, del fatto che non leggiamo libri perchè vogliamo solo i telefonini e (udite udite) l'ipod, che ci appiatticce e ci rende asociali.
Pensatela come volete, ma qua mi sembra che si stia preferisca l'utopia alla realtà : se volete ipotizzare la società perfetta in cui tutti la domenica ci incontriamo nei caffè macrobiotici e commentiamo Marcuse siete liberi, io mi accontenterei che si risolvessero i problemi. E non mi fate citare la stracitata Inghilterra, dove hanno avuto la tragedia di Liverpool-Juve e ora hanno stadi senza barriere e pieni di famiglie e bambini.
Febbraio 3rd, 2007 at 05:59
Scusate la sintassi incerta, ho scritto velocemente senza rileggere, perdonatemi.
Febbraio 3rd, 2007 at 11:03
Devono pagare tutti e non solo il Catania: annullamento del Campionato, restituzione dei due scudetti alla Juventus e l'Inter in Serie C2!!
Febbraio 3rd, 2007 at 11:27
Ma avete letto le dieci modeste proposte di severgnini su corriere.it? Ma è un giornalista o un qualunquista?
Febbraio 3rd, 2007 at 11:32
Certo possiamo sospendere i campionati per 2 anni, mandare in galera Berlusconi, dare la colpa di tutto questo alla Tv e al capitalismo, il problema è che se uno è un teppista, non me ne frega niente se è cresciuto allo Zen e suo padre è disoccupato, e lui non ha mai letto nemmeno Topolino, come è molti altri nelle stesse condizioni non vanno negli stadi a spaccare tutto e a scontrarsi con la polizia? Allora, si prendono tutti, si processano dopo 2 giorni e mentre i loro avvocati preparano ricorsi e ricorsini, invocando perizie psichiatriche e altro, loro vanno in una bella colonia di lavori agricoli pesanti, che asfalta le strade, pulisce i comiteri e raccoglie i rifiuti, con braccialetto elettronico e tuta arancione per 1 anno, non di più. 1.000 condanne del genere in 2 mesi, grazie ad un decreto di emergenza, che poi verrà impugnato davanti all'Onu, lEuropa, la Fao, perché non sia più la patria di Beccaria e altre cazzate del genere, però per qualche tempo ci farà stare più tranquilli. E' meglio che lo faccia il CentroSinistra e non ci faccia marciare sopra Calderoli o qualcun altro.
Febbraio 3rd, 2007 at 12:28
Oramai è da tempo immemore che si è scaricato l’accendimoÂ….. Per questo le persone si accendono sempre più spesso, il calcio sta al denaro, come la guerra sta al petrolio. Da quando la poesia ha cessato di esistere anche nelle camere d’aria dei palloni, il calcio non è più lo stesso, la violenza nel calcio è la violenza della società , oramai è la vita che si è violentata nel calcio. Il denaro ha sfuso la passione, creando la dicotomia odio e amore, si è creata una passione fisica per il calcio, quindi i primi ad essere vittime del doping non sono i calciatori ma i tifosi. Non si può cucinare uno spettacolo calcistico se i cuochi sono incapaci e la cucina è sporca, non bastano 22 buoni ingredienti da mettere in tavola, ops in campo. Personalmente non ho ricette, temo, come al solito che tutta questa storia verrà buttata in politica, un’enorme padella che rende la cucina italiana famosa nel mondoÂ….
Il Parra
Febbraio 6th, 2007 at 03:09
il calcio sta al denaro, come la guerra sta al petrolio.
——
O forse il calcio sta alla guerra, come il denato al petrolio.
Anzi meglio, il calcio sta al petrolio come la guerra sta al denaro.
In effetti non sappiamo e non capiamo cosa sta accadendo, ma abbiamo tutti una voglia matta di commentarlo.
Febbraio 8th, 2007 at 08:09
il calcio è bello anche se fa male!