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Alla SIAE sono fantastici: ora si mettono a chiedere soldi anche a chi pubblica sul web, senza fini di lucro, fotografie di quadri piu’ meno famosi.

(via Punto Informatico)

4 commenti a “FAIR USE”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Eh, nulla di nuovo sotto il sole.

    Chi si ricorda il glorioso Louvre virtuale di Nicholas Pioch, che aveva avuto un grande successo nella prima meta' degli anni '90 e che era stato fatto chiudere dal vero Louvre?

    Direi che oggi la diffusione – o forse sarebbe meglio dire la promozione – delle opere d'arte on line puo' essere fatta, e non senza difficolta', solo da musei, gallerie, ecc.

    Ciao, Fabio.

  2. stark dice:

    Le uniche, avvilenti circostanze nelle quali ho dovuto avere rapporti con la SIAE (fortunatamente in maniera indiretta) sono sconcertanti al livello di quella qui esposta. Ci son momenti come questi in cui credo fermamente che il male assoluto del mondo alberghi in quella società  e nei suoi funzionari.

  3. P.G. dice:

    I bollini sulle fotocopie, la tassa sui cd, il divieto di P2P, i diritti d'autore sulle immagini dei quadri…

    E ci meravigliamo se siamo uno dei paesi più ignoranti e analfabeti d'Europa?

    Che vergogna….a quando una liberalizzazione che cancelli quella demenza minculpoppiana che è la Siae?

  4. Joker0 dice:

    Dovrebbero rinchiuderli tutti in un orrendo posto dove devi sborsare 100 euro ogni volta che vai al bagno, 50 Euro se starnutisci, 75 se peti, e ti controllano tutti gli orifizi tre volte al giorno per assicurasi che non nascondi un testo protetto da copyright scritto da qualcuno morto nella precedente era glaciale, sul quale abbiano mangiato 18 generazioni di discendenti, impedendo così al mondo intero (diversi miliardi di individui, in confronto) la fruizione di due poesie dedicate alla bisbisbisbisbisbisbisbistrisavoladell'uomo del Similaun.