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Gen
Umberto Rapetto nei commenti dice che la sua interpretazione della sentenza della Cassazione riportata dall’Ansa e dai quotidiani nasce da un misunderstanding giornalistico. Mille grazie. (pero’ la intro in flash del suo sito , quella no, non me la meritavo).

buona serata, anzitutto.
1) non ho letto tutti i post, mea culpa, ma vado di fretta.
2) le affermazioni riprese da alcuni quotidiani sono rimbalzate da un lancio ANSA in cui qualche misunderstanding (mi hanno chiamato mentre mi spostavo in auto e il segnale era pessimo) ha compromesso l’originalità  di quel che ho detto e deviato il risultato.
3) il pezzo su Il Secolo XIX è a questo indirizzo o altrimenti è raggiungibile andando su www.umbertorapetto.it, cliccando su menu, poi su articoli e quindi su Il Secolo XIX
4) la citazione dei nomi in sentenza non credo rechi pregiudizio visto che si conclama la rispettiva innocenza dei due tizi: in ogni caso mi becco la tirata d’orecchi e prometto “non lo faccio più”…
cordialmente
Umberto Rapetto

4 commenti a “RETTIFICHE”

  1. Daniele Minotti dice:

    Visto che la questione dei nomi l'ho tirata fuori io…

    Beh, Colonnello, io la ritengo ancora incomprensibile ancorché associati ad un annullamento di condanna.

    Tutti sappiamo che il solo procedimento penale è una condanna, di per sé e a prescindere dall'esito.

    Quei due, descritti nell'euforia di un brindisi post Capodanno (ma il dispositivo era già  del 22 novembre), sono dipinti un po' come quelli che hanno gabbato la legge, alla faccia di tutti gli altri. Mia impressione, ovviamente.

    Del resto, occorre anche dare atto che la stessa Cassazione, nel servizio Novità , riporta la sentenza con i nomi.

    L'oscuramento non è richiesto se non in alcuni casi particolari – e su ordine del giudice – previsti dal Testo Unico Dati Personali.

    Dal canto mio, con Penale.it, ho sempre adottato la regola di omettere i nomi degli imputati (e, talvolta, anche di altri soggetti) e la regola è condivisa da tutta la variegata redazione.

    Per quello che mi riguarda – con l'eccezione, forse dei personaggi pubblici o fatti di cronaca già  noti che danno il nome anche ai casi giudiziari – lo studio del diritto non ha bisogno di nomi e cognomi.

    Un saluto.

    P.S.: Ah, mi deve un toast perché quando ho letto il Secolo ero al bar e mi è andato di traverso…

  2. chartitalia dice:

    beh, e non avete (forse) visto il sito del mitico GAT: è uno spettacolo

    per chi se lo fosse perso: http://www.gat.gdf.it/

    mi sono ripromesso di dedicargli una recensione e per la verità  ce l'ho tra le bozze ma gli spunti sono così tali e tanti che non riesco a sintetizzarlo; prima o poi mi decido a farlo

    un tripudio: anche le scritte "pagine in allestimento" hanno il punto esclamativo (letteralmente); e la GAT Television? non voglio perdermi neanche una puntata! (azz… anch'io non voglio mica risparmiarmi con gli esclamativi!)

    comandante, se ci legge, ci avvisi senz'altro di quando viene attivata; e porga i miei complimenti al creativo che ha disegnato il sito

    cordialità 

  3. ALG dice:

    Beh, insomma mi sono voluto leggere alcuni degli articoli pubblicati dal personaggio in questione sul Secolo XIX giusto per farmi un'idea…

    Non voglio entrare nel merito della questione P2P ma leggo alcune chicche come questa dove afferma che un cellulare può bloccare i motori di un aereo. Boom! Chiunque abbia superato l'introduzione di un qualsiasi libro di campi e compatibilità  elettromagnetica sa che un'affermazione simile è totalmente assurda e infondata.

    Poi leggo anche questo e la situazione si fa più seria. Se la prende infatti con il presunto "disclosure" di informazioni di sicurezza delle compagnie aeree. Io non so cosa pubblicasse il sito in questione ma immagino non pubblicasse le password di root dei computer del CED Alitalia, dunque… Diciamo che se fossimo in ambito strettamente informatico qualunque esperto serio lo avrebbe bacchettato; citando (a memoria) Schneier "…qualunque sistema di sicurezza che basi la proprio forza sulla segretezza dell'algoritmo si definisce sistema debole…" ma forse il sistema di sicurezza degli aeroporti italiani è debole, come mi confermano alcuni conoscenti che lavorano a Malpensa.

    Non ho letto oltre ma, non vorrei sembrare qualunquista, se la sicurezza informatica italiana è in mano ad individui con una simile competenza, che Dio ci assista. Ma siamo in un paese dove i ministeri tengono i router appesi al soffitto dei bagni, accessibili a tutti e con la console sulla porta seriale attiva e non protetta da password, ops… forse questa storiellina (premetto, vera) era meglio non raccontarla.

  4. Umberto Rapetto dice:

    buona giornata, nella speranza di non farmi contagiare dal blogging visto che non ho più un minuto nell'arco della mia zippatissima giornata…

    # 1 – prontissimo a pagare il toast a Daniele Minotti

    # 2 – invito a "chartitalia" a venire a vedere l'headquarter del GAT in via Marcello Boglione 84 a Roma (opportunità  "open" a chiunque voglia vedere da vicino quel che facciamo e come si lavora in questo settore)

    # 3 – un sorriso ad "ALG" per il suo simpatico "personaggio in questione" e per la certezza che Dio lo assiste

    ;-)

    Umberto Rapetto