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Gen
Poco fa Alessandra mi leggeva questa cosa di Plinio il Vecchio che non posso non ricopiare al volo (anche se pare che in Plinio ci sia di molto meglio):

“Sul fuoco sacro si spalmano il grasso d’orso, soprattutto quello aderente ai reni, lo sterco fresco di vitello o di bue, il formaggio di capra secco col porro, la raschiatura di pelle di cervo asportata con la pietra pomice, pestata con l’aceto; sugli arrosamenti con prurito la schiuma di cavallo o la cenere di zoccolo; sulle eruzioni causate dal muco la cenere di sterco d’asino col burro; sulle bollicine nere il formaggio di capra secco con il miele e l’aceto durante il bagno senza usare l’olio; sulle pustole la cenere di sterco di porco spalmata con l’acqua o quella di corno di cervo.”

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2 commenti a “DERMATOLOGIA”

  1. P.G. dice:

    Alcune fonti, tanto per restare in tema, narrano che Eraclito detto l'oscuro, per guarire dall'idropisia, si sia fatto ricoprire di sterco e poi esposto al sole.

    Pare, peraltro, con scadenti risultati. Ah, la vecchia medicina naturale, pochi risultati, ma ricchezza di afrori…

  2. Fabio Metitieri dice:

    Ecco, per i bloggher la vedrei bene: stendersi per terra e farsi coprire di sterco. Anzi, meglio la merda, forse.

    Magari rinsaviscono e tornano tra noi, sulla terra.

    Perche' la verita' e' che i papiri, come ha scritto piu' volte anche Mante – controllate in archivio, che lui di biblioteconomia antica ne sa e ne strasa', come si dice in Piemonte – i papiri, dicevo, in fondo erano dei blog, con gli ultimi articoli postati in cima al rotolo.

    Poi e' venuto il periodo della carta di pecora, che ha rovinato tutto, con una lettura sequenziale e temporale del tutto demenziale e sbagliata, e fino al Rinascimento di oggi.

    Ciao, Fabio.