Oggi su A&F c’e’ l’ennesima intervista a Vincenzo Novari di 3 che, nel momento in cui si apre lo scenario per nuove tecnologie di trasmissione (leggi wi-max) ricorda allo Stato che gli operatori telefonici nel 2000 si sono svenati comprandosi le frequenze per l’UMTS e che quindi pretendono a tutt’oggi (gennaio 2007!) tutele conseguenti all’obolo versato. Quello che Novari dice esplicitamente gli altri “detentori di licenze” certamente sottolineano ancor piu’ vigorosamente nelle sedi opportune (del resto la pessima normativa sul wi-fi in Italia e’ figlia anche di questo assurdo senso di colpa). I rischi odierni sono evidenti: quelli che anche nel caso del wi-max le pressioni e le presunte tutele (presunte si’, non e’ colpa dello Stato se gli operatori telefonici a suo tempo si sono buttati a pesce su una tecnologia perdente come l’UMTS strapagandone le licenze) dei soldi investiti 7 anni fa dalle telco, servano ad azzoppare le possibilita’ di sviluppo legate alla tecnologie che nel frattempo sono nate. Allora, per favore, decidiamo una data. Chesso’ il 1 gennaio 2008. A partire da quella data la vicenda dell’UMTS strapagato venga archiviata per quello che e’ stato e chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto. Diversamente rischiamo di portarci dietro questa penosa giaculatoria fino al giorno in cui qualcuno inventera’ il teletrasporto.

7 commenti a “PIAGNISTEI PERICOLOSI”

  1. Stefano Quintarelli dice:

    Scherzi ?

    il teletrasporto e' un sostituto dell'UMTS!

  2. Dimitri dice:

    Nel 2000 lo scenario telco viveva gli ultimi spropositati sussulti prima della "Grande Depressione": l eldorado UMTS ha prosciugato le casse dei grandi operatori europei e le aste di alcuni mercati quali ad esempio quello tedesco e quello inglese hanno raggiunto cifre da capogiro. BT è uscita dai giochi e noi in Italia lo sappiamo di riflesso con lo "spezzatino BLU" che ha consentito x l'appunto di frenare presto l'asta suscitando piu di un dubbio (peraltro non dimentichiamo il caso IPSE/Quam e gli affari sporchi)

    A Novari ,come agli altri beninteso… non è quindi andata malaccio in confronto ad altri career….tuttavia è capibile (comprensibile?) questa ENNESIMA intervista (come spesso accade su A&F) peraltro in pieno made in italy (aiuti).

    Novari è un manager con una spiccata indole da "venditore": snocciola numeri con frequenza….sui quotidiani nelle PR. d'altro canto la casa madre glieli riciede e lui deve tutelare gli investimenti stranieri….les jeux sont fait:-)

  3. Nicola Mattina dice:

    Io ho sempre interpretato la gara dell'Umts come un tacito accordo: io ti pago una cifra spropositata (cifra che altri operatori in Europa si erano già  rifiutati di sborsare mandado deserte le aste) e tu proteggi il mio oligopolio evitando l'ingresso degli operatori virtuali e – se è il caso – ostacolando la diffusione di tecnologie wireless alternative a quelle usate per la telefonia cellulare.

    Ci si potrebbe pure stare, ma hai ragione tu… quanto dura questo tacito accordo? Forse qualche segno c'è già , visto che il governo – per esempio – intende forzare gli operatori a contribuire alla riduzione delle tasse in via indiretta eliminando l'obolo per la ricarica.

    Ciao

    Nicola

  4. Joe Tempesta dice:

    Uhm, forse sono in errore e nel caso correggetemi, ma io ricordo che già  nel 1997, quando mi sono interessato per la prima volta (sono tra i votanti del newsgroup it.comp.reti.wireless) di quelli che allora si chiamavano radiomodem[*], la "pessima legge sul wifi" era uguale. Limite delle potenze, divieto di uso su suolo pubblico senza concessione (che costava 500.000 lire/anno come canone e 50.000 lire a trasmettitore – mi par di ricordare). Tutto nonostante l'ETSI avesse stabilito che la banda dei 2.4GHz doveva essere libera. Lo era, negli altri paesi.

    Non so se i canoni ci sono ancora, di certo nel frattempo si è aggiunto il divieto di connessione senza identificazione preventiva.

    [*] li faceva la Aironet, poi acquistata da Cisco, erano praticamente uguali al Wi-Fi solo che ancora non si chiamava Wi-Fi

  5. Salvio Di Maio dice:

    Ho sempre pensato che la gara UMTS fosse una enorme fesseria. Ed in effetti in Irlanda si istituì il "beauty contest", ovvero che licenze disponibili saranno concesse in base al merito piuttosto che al prezzo. Stessa logica in Portogallo, Norvegia. Ricordo che in alcuni paesi era stata concessa del tutto gratuitamente.

  6. Procionegobbo dice:

    E le licenze sul teletrasporto???

    Dovranno almeno avere un valore di un fantastilione di euro per non penalizzare Tre/Vodafone/Tim che poverine hanno tanto investito.

  7. arbaman dice:

    Mi domando perché alcuni operatori mobili si sentano in diritto di intromettersi in questioni che non li riguardano.

    Il Wimax serve a portare connettività  dove non arrivano i cavi, vale a dire nei due terzi del paese circa.

    Se gli operatori mobili già  fornissero questo servizio, credo che ce ne saremmo accorti e non saremo qui a lamentarci di scarsa copertura del paese. E' curioso quindi sentire da chi ha avuto almeno tre anni di tempo per fornire un servizio, e non l'ha fatto, lagnanze sull'ingresso di potenziali concorrenti.

    Sarei grato al Sig. Novari se mi potesse spiegare quali sono le offerte attuali di Tre o anche dei suoi concorrenti che offrono connettività  "always on" alle quali mi potrei appoggiare per sostituire la mancanza di accesso veloce alla rete fissa, che io non ne vedo, neppure offrendo il doppio del costo di una normale Adsl !