Poco fa Alessandra e’ tornata a casa con alcune fotocopie di un libro preso in biblioteca e fotocopiato in una copisteria del centro. Vedo per la prima volta cosi’ i demenziali bollini SIAE che le copisterie hanno l’obbligo di attaccare alle pagine fotocopiate (un bollino in questo caso vale o 1 o 3 pagine fotocopiate, immagino esisteranno anche tagli differenti). Una iniziativa in ogni caso tristissima.

10 commenti a “IL PAESE DEI BOLLI”

  1. Camillo dice:

    Quanto costa il bollo sul commento al post? Cpsì, per regolarsi…

  2. raxi dice:

    altro che apple

    questa è la realtà  domestica

    deprimente davvero

  3. pat dice:

    riesco a pensare a poche cose irritanti come la Siae. Avendo avuto un gruppo poi…

  4. ste dice:

    Ho chiesto lumi alla figlia, che frequenta una certa copisteria nei pressi di una certa università  in un certo paese. Dice che è stata chiusa già  tre volte per violazioni di obblighi, e che per ora funziona così che gli studenti le fotocopie se li fanno da soli, così se viene un controllo… E sottobanco hanno interi libri dei prof, pare…

  5. Daniele dice:

    Pietro Quirini e Tommaso Giustinian, vedo. Buono studio ad Alessandra.

  6. P.G. dice:

    Siamo due laureati semi-disoccupati, costretti a riprendere gli studi causa precarietà . Ebbene, solo per un banale esame di storia romana, il costo dei libri, peraltro introvabili, ammontava a 250 euro circa. Uno di questi libri, da solo, 120 euro (senza avere nemmeno una immagine dentro! 250 comunissime pagine).

    Che dovevo fare????Ho comprato alcuni libri, i meno cari, e quelli più cari, giù di fotocopie. Illegali, naturalmente: 2 copisterie si è rifiutata di farle; 1 mi ha lasciato 2 ore a fare le fotocopie da solo; 1 altra, ha preso i libri e mi ha fatto le fotocopie, senza problemi.

    Questa vergogna delle fotocopie illegali ha uno scopo evidente: mantenere il popolo nella sua crassa e utilissima (per il potere) ignoranza.

  7. Paolo Gagliardi dice:

    Mi sono appena cadute le braccia (per non dire altro) a terra…

  8. Luca dice:

    Urge digitalizzazione del sapere.

    Dove chi il sapere lo produce possa ricevere giusta remunerazione, e chi ne fruisce non sia costretto a certe forche caudine

  9. joker0 dice:

    Che bello! Siamo così pieni di tecnologia e così vuoti di sapere e conoscenza! Che bello! Tutte le stupidate tecnologiche sono diffusissime, massificate e sbrilluccichevoli, mentre nel retrobottega c'è Digital Divide, perdita progressiva del sapere autodidattico (la gente oltre al proprio lavoro non sa più altro, e a volte poco anche di quello), impecorimento e rincoglionimento, incapacità  di vedere oltre le apparenze (cfr: "l'ha detto il giornale/tv"), e soprattutto fra poco ci vorrà  un bollino blu anche per tossire, grattarsi la panza e andare di corpo, mentre qualche markettaro sta pensando di cosa avremo bisogno domani e non avevamo mai avuto bisogno sino a ieri.

    Scusate la gayserata :)

  10. Gianluca Parravicini dice:

    L'insostenibile e patetica pesantezza dell'essere…. Questi hanno un'interpretazione refrattaria del futuro, lo intendono ancora pervaso da una "sigillante"burocrazia.

    Il Parra