Bel pezzo su Apogeonline di Elvira Berlingieri sugli aspetti tecnico giuridici del decreto Gentiloni.

Rimane da chiedersi quale sia il senso di inibizioni aggirabili (i Dns, come “interpretazione” del livello minimo dei nomi a dominio) o troppo intrusive (come l’oscuramento a livello di indirizzo Ip). Attività  a carico dei provider che hanno il solo scopo di filtrare i contenuti – quando già  la Polizia postale e la magistratura dispongono di pieni poteri per intervenire presso il maintainer, sequestrare il materiale, risalire all’autore del sito e rimuoverlo permanentemente dalla Rete. Visto che è difficile immaginare che un sito il cui server si trovi in Italia venga solamente oscurato e non vada incontro a tutte le conseguenze penali del caso, la preoccupazione del legislatore è evidentemente quella di intervenire sul materiale che si trova su server allocati in territori diversi da quello italiano – che rendono quindi un’azione di polizia o di intelligence di difficile attuazione.

6 commenti a “I PRIMI VAGITI DEL FIREWALL ITALIANO”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Insomma, e' come se nel caso del cosiddetto "turismo sessuale con minori" l'Italia, oltre ad avere una legge per punire – in Italia – chi l'abbia praticato – ovunque – legge che se non sbaglio esiste, pretendesse anche di mettere dei poliziotti italiani davanti ai bordelli tailandesi, per impedire l'ingresso ai turisti italiani….

    Quali pasticci che si fanno in Internet, eh, che nella legislazione sulla real life non si farebbero mai…

    Ciao, Fabio.

  2. Maurizio dice:

    Il fatto è che i politici italiani non hanno ancora capito la differenza che passa tra fornitore di accesso/b> e fornitore di contenuti. Non era meglio sensibilizzare la cosa in sede di Comunità  Europea? Tentare di cambiare le cose a livello legislativo internazionale? Sarò ingenuo ma secondo me anche per combattere lo SPAM non vedo altre vie di uscita. Comunque ho scritto anche qui come la penso.

  3. Maurizio dice:

    Ooops…scusate non ho chiuso il grassetto…certo che un preview avrebbe aiutato…:-)))

  4. Pier Luigi Tolardo dice:

    2 anni fa se è per questo dei poliziotti italiani si sono infiltrati in una comitiva di turisti sessuali romani e ne hanno fermato qualcuno in Thailandia che poi è stato estradato in Italia per il processo, una persona documentata come il Metitieri lo dovrebbe sapere.

    L'articolo citato è veramente ben fatto soprattutto sulla parte relativa agli "effetti collaterali" del Decreto Gentiloni mentre non capisco tutta l'enfasi sulla questione della distinzione tra "segnalazione" e "denuncia" nel senso che già  oggi qualunque cittadino può presentare un esposto che non è una denuncia vera e proprio in cui vengono presentati dei fatti all'Autorità  giudiziaria o alla polizia, addirittura una denuncia anonima può dare luogo a delle indagini, mentre chi fa circolare notizie false e tendenzione, diffama o procura falso allarme può comunque essere perseguito penalmente.

  5. Fabio Metitieri dice:

    Tolli, io non sono mai stato un esperto ne' di pedofili ne' di bordelli tailandesi, e leggo poco i giornali, solo on line, di solito saltando la cronaca. Il tuttologo sei tu…

    Ciao, Fabio.

  6. Andrea dice:

    Il problema è che i politici non si sono ancora resi conto che Internet ha messo in discussione il principio di territorialità  per l'applicazione delle leggi. Come ho scritto in un mio post, credo che sia arrivato il momento di rivedere certi principi giuridici.