13
Dic
Poco fa, mentre leggevo questo post di Marco Montemagno sulle critiche a Loic Le Meur sulla gestione di LeWeb3 (sono d’accordo con molte cose scritte da Marco) pensavo al fatto che – forse non ce ne rendiamo conto a sufficienza perche’ la frequentiamo da molto tempo – ma le conversazioni nella blogosfera sono spesso molto frammentarie e polarizzate. Tendiamo a sottolineare cio’ che ci colpisce e lo facciamo senza la pretesa (ma nemmeno la voglia) di descrivere “il tutto”. E’ come se il compito della sintesi spettasse sempre a qualcun altro. Questo puo’ essere certamente un limite (ed una delle ragioni per cui molti osservatori esterni leggono la blogosfera come un insieme di frammenti irrilevanti) anche se, probabilmente, la somma di tutti i contributi (avendo tempo e maniera per raccoglierla) e’ la descrizione migliore dello scenario che abbiamo oggi disponibile. Pensavo a questo anche in relazione ad un commento scritto da Marina oggi sul mio blog che sottolineava un mio vecchio intervento a suo dire “acido” (possibilissimo, accidenti) ad una sua passata iniziativa di cui nemmeno mi ricordavo. Potra’ sembrare incredibile ma io cerco da tempo di ridurre al massimo la mia tendenza “all’invettiva” su questo blog e sulle cose che scrivo altrove. Quello che leggete e’ solitamente il risultato di un mio tentativo in questo senso che talvolta riesce e molto spesso no. Siamo come siamo ma occorrerebbe (lo dico a me stesso) pensare piu’ spesso alle conseguenze di cio’ che si scrive (specie se lo si fa su blog che hanno un numero decente di lettori) e nel caso specifico credo sia molto semplice giudicare il lavoro di Le Meur basandosi sulle proprie impressioni. “Tutto è piu’ complicato di come sembra” recita il sottotitolo di uno dei miei blog preferiti, questo per quanto mi riguarda e’ oggi il promemoria per il prossimo anno di blogging e per quelli successivi se verranno. Nel frattempo -e per cambiar discorso – pare che domani sul Sole 24 ore esca una grande mappa della blogosfera italiana, per cui avvicinatevi alle edicole per tempo ;-)

16 commenti a “PROMEMORIA”

  1. Marina Bellini dice:

    Mi fa piacere, Massimo, che il mio commento sia stato ulteriore spunto alla tua riflessione. Credo che, man mano si utilizza questo mezzo, le possibilità  di sviluppare una specie di auto-controllo delle "emozioni" aumentino in relazione al tempo d'uso.

    Se penso a com'ero nel '94 in BBS mi si arrossisce il monitor. :) Nel corso degli anni la mia aggressività  telematica s'è placata e le "invettive" si sono ridotte notevolmente. Ma la cosa più interessante è che parallelamente si sono modificati anche i miei comportamenti off line.

    "Siamo come siamo" non è mai una giustificazione ai nostri comportamenti istintivi. Sono convinta che ci siano parti di noi che possiamo modificare in meglio senza perdere la nostra essenza, il carattere e nemmeno la qualità  del nostro pensiero.

    Una volta mi piacevo un casino aggressiva. Ma spesso facevo più danni di Windows: trasferivo i miei bug nelle persone.

    Oggi leggo dei giovani che sembrano "emulare" il mio passato e ci credi che mi arrabbio? Del resto sono le nostre ombre a crearci sgomento, quasi l'inquietudine potesse trasformarsi in spugna.

    Il tuo promemoria andrebbe esteso come invito alla blogosfera ;)

  2. Fabio Metitieri dice:

    Un'altra mappa/classifica dei blog? E di nuovo su Nova, tanto per suggerire ai lettori: Buttateci nel cesso, non comperate piu' la carta e andate a leggere on line, dove tutto e' piu' interessante?

    ;-)

    E ci pensavo giusto oggi, dopo aver letto i commenti di Benzi (che di Web 3.0 non critica tanto l'invasione dei politici francesi quanto il fatto che non ci sia stato un intervento interessante, neppure uno, tra i tanti altri), a cosa mi perplime di piu' dei blogh italiani.

    La cosa che piu' mi perplime, forse piu' di ogni altra, almeno dei blogh "che contano" o che fanno/dovrebbero fare tendenza, e' che se ne parla, se ne parla, se ne parla, se ne parla… ma in definitiva vengono usati poco, sempre meno.

    E su tanti, tra quelli "storico-ideologici", i post diminuiscono di numero e di spessore. A meno che non si tratti di parlare di convegni (e passi, sono attivita' sociali e ricreative, sempre utili anche alla fratellanza dei popoli) oppure di blog, e poi di blog, e poi di blog…

    Blogopalla e' l'unico luogo di Internet che e' stato cosi' tanto inflazionato dai metadiscorsi, soprattutto in Italia. In tutto cio' che c'e' stato prima (e che c'e' ancora), o si discute/va di come usare lo strumento nel modo migliore oppure, chiarite le technicalities e stabilite delle policy sommarie, lo si usa/va e basta, senza perder tempo a raccontarsi quanto e'/era figo. O non cosi' tanto tempo, o non la maggior parte del tempo.

    Ciao, Fabio.

  3. Maurizio Goetz dice:

    Non capisco le continue polemiche di CiaoFabio, di blog ce ne sono tanti ognuno si sceglie quelli che preferisce, se qualcuno non risponde più alle sue esigenze, non lo frequenta più. Che senso ha continuare a discutere e criticare, non lo ha mica prescritto il medico di leggere i post. I commenti sono molto importanti e le critiche quando costruttive, spesso più interessanti dei post stessi, ma non quando ripetono la stessa solfa.

  4. marco dice:

    Io sono molto seccato della conferenza e di Le Meur: Internet non funzionava (!), il programma e' stato stravolto a tradimento (ho pagato 500 euro per sentire di innovazione tecnologia, non di politica), Le Meur oramai non fa piu' divulgazione ma propaganda personale e questo genere di protagonismo si sta facendo strada anche in Italia.

  5. PatBateman dice:

    Qui i problemi e il dibattito sono infiniti.

    Il primo è l'invettiva, la critica.

    Il blog è lo strumento che ha la memoria più corta e più a breve termine che si conosca.

    E l'invettiva nella memoria dell'audience dura il tempo della presenza del post.

    Tranne ovviamente per il destinatario, che non dimentica. E aspetta l'occasione giusta per rifilarla. Ma cade spesso nel vuoto perchè nè emittente né audience si ricordano qualcosa.

    Il blog è l'apice massimo di uno strano relativismo.

    Relativismo totale se chiudi i commenti.

    Relativismo parziale se regali un minimo spazio di discussione.

    Cosa vi dice di più un blog di un "io vedo il mondo così" e l'invettiva/critica di conseguenza ne è elemento portante.

    Se non ci fosse la categoria critica che senso avrebbe un blog?

    Quando io denuncio le ridondanze (la mia fissazione), ovvero leggere sempre e solo le stesse cose con piccole sfumature, dico proprio questo: per comprendere il tutto, dovresti leggere ogni frammento. Ma quanto è dispendioso? E siamo così sicuri sia utile?

    Coi blog purtroppo mi sento di dire provocatoriamente che il tutto è molto più della sottrazione delle sue parti. Devi eliminare e scremare autoreferenzialità , ridondanze, ripetizioni, rimandi, markette…

    E poi Maurizio il tuo commento è pericoloso. Perchè non si può negare il ruolo dell'audience ovvero: "non ti piace? cambia canale". Che senso ha? Lasciamola a un medium mainstream questa idiozia.

    Se non mi piace posso anche cambiare canale, ma posso anche incazzarmi, spiegare, dibattere, cercare pubblicità , mandare a fare in culo. Altrimenti sarebbe semplice trasferimento di informazione tra emittente e destinatario, tra Mantellini e me o te.

    E invece il blog o più in generale il web si fonda su di un elemento relazionale molto forte che se tu scrivi "non te la mica ordinato il dottore" stai trascurando pesantemente.

  6. massimo mantellini dice:

    Marco mi dici a chi ti riferisci quando parll del protagonismo italico ?

  7. marco dice:

    In generale a tutti quelli che mettono una faccia, la propria, davanti alle idee. In particolare, magari te lo scrivo in privato, eh eh

  8. Dario dice:

    Eh no Marco ora lo vogliamo sapere tutti, non puoi mica inviare mail private a tutti noi :)

    Il dibattito si è spostato da Le Web 3 che è stata definita,forse impropriamente,una unconference,alla blogosfera,che tanti cercano di analizzare,anche con grafici ed interazioni divertenti.

    Nessuno ordina di leggere i blog così come i quotidiani,gli utenti scelgono ciò che più è di loro interesse,e se guardano o si interessano di blogs è forse perchè li trovano interessanti,più diretti,interattivi,con caratteristiche che tutti a volte riconosciamo.

    Mi auguro che nei blog italiani ci sia una maggiore attenzione ai contenuti (qualità ,possibilità  di riflessione più che di segnalazione) ed un meno protagonismo: questo credo convenga a tutti,specie a chi è autore ed editore di se stesso.

  9. Fabio Metitieri dice:

    Oh, e' ricomparso il mio commentatore personale…

    ;-)

    Goetz, bravo, come al solito hai colto il punto.

    La mia era un'analisi comparativa sugli strumenti: mai un luogo di Rete ha passato cosi' tanto tempo a parlare di se', mentre tante delle sue regioni languono. Si e' mai vista una mappatura delle mailing list piu' di successo? O lunghe elucubrazioni su come i newsgroups avrebbero cambiato la societa'?

    Che ci siano blog migliori e peggiori c'entra come i cavoli a merenda. Il mio consiglio e' sempre lo stesso: leggi, prima di commentare.

    Ciao, Fabio.

  10. Maurizio Goetz dice:

    Il mio consiglio CiaoFabio è di scrivere qualcosa di costruttivo, lo sai che quando leggo le tue prime righe so già  che sei tu? Stupiscici dai, che sei capace.

  11. Maurizio Goetz dice:

    PatBateman, hai ragione, il mio era un trattamento speciale per CiaoFabio ;) lui punzecchia mantellini ed io punzecchio lui, ma a lui questo gioco piace moltissimo e sta al gioco.

    Non considerare stavolta il mio commento nel discorso se non in questi termini.

  12. Fabio Metitieri dice:

    Goetz, no, sei banale, ripetitivo e noioso, quindi non mi diverti.

    E, ripeto: impara a leggere, prima di commentare, cosi' magari si puo' discutere e non c'e' sempre bisogno di spiegarti che stai parlando da solo e commentando cose che nessuno ha detto.

    Ma i Web-markettari non dovrebbero essere degli esperti di comunicazione?

    Ciao, Fabio.

  13. massimo mantellini dice:

    Direi – a beneficio degli sfiniti lettori di questi commenti – che il ping pong Metitieri-Goetz e' durato a sufficienza. Finiamola qui per favore (scrivetevi al limite qualche bella mail).

  14. Fabio Metitieri dice:

    Si' papa'. Meno male che ci sei tu a tutelare gli sprovveduti lettori.

    Ciao, Fabio.

  15. kit dice:

    Sono d'accordo sulla questione dei contenuti, ma non mi preoccuperei troppo del linguaggio. Mantellini dice che le conversazioni "sono spesso frammentarie ed evolute". Certo che è così, non può essere altrimenti. Sono ormai certo che la blogosfera non è altro che l'indice più evoluto della rete. Credo cioè che si possa misurare il mutamento del web attraverso l'evoluzione dei diari online e del loro linguaggio. Prendete gli ultimi dieci post di questo blog. Ognuno fa storia a sè, il contenuto varia, ma rimane intatto il senso "storico" del blog stesso. Ovvero, io so sempre di essere qui. E' una cosa fantastica. Chissà  quanti ricordano i newsgroup di 15 anni fa. La discussione si sviluppava quasi interamente attorno ad un tema, spesso con divagazioni che sfuggivano alle intenzioni dei moderatori stessi. Dopo un po' ci stufavamo e dimenticavano persino la ragione per cui ci eravamo iscritti a quel newsgroup. Era cioè assente il senso di appartenenza e di conoscenza della rete. Oggi c'è in tutti i settori del web, anche in quelli più appariscenti, ma i blog, con il loro linguaggio, sono, secondo me, il segno dell'evoluzione. Un altro segno sarebbe la sintesi, che mi sfugge dalla tastiera ogni volta che intervengo qui, chiedo scusa a tutti, saluti.

  16. Jacopo Gonzales dice:

    La questione della frammentarietà  della blogosfera è interessante, ma va legata indissolubilmente al solito fattore tempo.

    Spesso e volentieri ho sentito commenti del tipo: "quel post non lo leggo perchè troppo lungo", pensiero questo peraltro molto diffuso.

    Il che rende complicato approfondire tutti gli aspetti di un argomento. Le cose da dire sarebbero tante, ma vuoi che chi ci legge ha poco tempo a disposizione, vuoi che chi scrive puo' avere anch'egli poco tempo e si concentra necessariamente su quello che maggiormente lo interessa, il risultato finale è che si tende alla sintesi estrema.

    Personalmente delle volte sul blog scegliamo di dilungarci, anche se non troppo spesso.

    Credo inoltre che il livello di approfondimento dipenda molto dal target a cui ci si rivolge. I marketer ahimè hanno poco tempo.

    Cheers