E’ strano ero convinto che i turisti (tranne alcune eccezioni) portassero ricchezza nelle citta’ che decidono di visitare. Evidentemente mi sbagliavo, visto che dal prossimo anno il governo ha deciso che i comuni potranno chiedere un obolo per

fare fronte alle esigenze create dall’ arrivo di turisti, per migliorare i servizi e valorizzare i centri storici.“.

13 commenti a “TASSA DI SOGGIORNO”

  1. Tambu dice:

    non so da te… qua a Genova portano ricchezza, ma anche tanto tanto TANTO TANTO casino gratuito…

  2. Maxime dice:

    Questa tassa era già  prevista nella prima "versione" della Finanziaria, ma mi pare che adesso le cifre siano aumentate. In ogni caso, mi pare che la decisione finali spetti sempre ai comuni, che quindi teoricamente potrebbero non richiederla. Ma dubito lo faranno, dato che questa tassa serve proprio per recuperare i tagli che lo stato ha operato ai danni dei comuni… Certo è che questo paese fa sempre più ridere al cazzo.

  3. Paolo dice:

    In realta' i turisti, per fortuna, sono gia' abituati alla tassa di soggiorno che pagano nelle localita' estere

  4. mario de santis dice:

    Salve io sono di Roma ma vivo a Milano. ultimamente tornando nella mia città  vedo sempre più la trasfigurazione di una città  – che il turismo l'ha sempre assorbito – in una sorta di "venezia-disnyland". Le masse di turisti portano introiti, ma cominciano ad usurare i servizi della città  a danno dei cittadini – in più come tutti fenomeni (come parallelo farei l'immigrazione) rispetto ad un eccesso selvaggio, meglio se si regola. E se c'è bisogno si seleziona. Io non credo in un'illusoria gratuità  dei beni dell'umanità .Le centinaia di migliaia di turisti che invadono le strade e non consumano neanche granchè,quindi non portano tutta la richezza anche da Mantellini auspicata, addirittura arrivano col pranzo al sacco, creano un problema reale di sovraccarico. Faccio un discorso cinico ma cerco si essere realista. Anche con le limitazioni al traffico si fa la stessa cosa. Molti diranno: ma se la gente viene a Roma per vedere il Colosseo viene a conoscere non ad inquinare. Si lvuole dunque limitare la conoscenza? no, ma preferisco una conoscenza consapevole e volontaria. Quindi si paga per entrare al colosseo e in qualche modo si pagherà  anche per "vederlo solo da fuori" perchè anche quello è un servizio che la città  offre al turista – lo spazio fisico, non è un dato trascurabile, non è infinito – noi non compriamo un libro? per caso Dante non è un patrimonio dell'umanità ? e perchè si paga per leggerlo?

  5. Leonaltro dice:

    Quoto Mario.

    Qui da me (Liguria – mare) c'è un sacco di gente che arriva in macchina – o camper – con tanto di pranzo al sacco. La spazzatura però non se la riportano a casa. Altri apporti: traffico alle stelle e problemi di posteggio. Soldi spesi in città : 0 euro.

    Poi ci sono anche quelli che portano ricchezza, è vero. Ma molti di questi la portano a chi vende servizi (albergatori, ristoratori, gestori di stabilimenti balneari). Dice: e va beh, ma questi poi pagano le tasse. A parte che le tasse vanno allo stato e tornano indietro sempre meno – vedi tagli agli enti ocali – molti di questi servizi sono "all black", quindi anche tasse nisba.

    Un altro bel risultato dell'arrivo dei turisti sono i prezzi alle stelle, e non è che si fanno sconti per i residenti.

    Ovviamente ci sono anche i pro, ci mancherebbe (io preferisco comunque vedere la mia cittadina piena di gente in estate, piuttosto che semivuota adesso, mi mette più allegria).

    Però non dimentichiamo che stiamo parlando di cifre quasi ridicole, ampiamente alla portata di chiunque faccia una gita fuoriporta. 20.000 persone al giorno x 90 giorni x 2 euro = 3 milione e seicentomila euro, che sul bilancio dela mia cittadina si farebbero apprezzare eccome, senza quasi pesare sulle tasche di chi ci visita.

    Ben venga, insomma

    (anche se ho dei dubbi sull'applicazione pratica. Maggiorazione sul pedaggio dell'autostrada e sul biglietto del treno?)

  6. Giorgio dice:

    Un tempo si dovevano pagare i dazi quando ci si muoveva da uno staterello feudale all'altro, e l'abolizione delle frontiere con la creazione di una nazione unica e' stata vista come un passo in avanti.

    Poi si e' visto come un passo in avanti l'abolizione delle frontiere tra Paesi europei.

    Adesso io, che vivo a Torino, citta' della Repubblica Italiana, devo pagare se pernotto in un'altra citta' della Repubblica Italiana?

    Semplicemente pazzesco: mi chiedo se non ci sia qualche appiglio per chiedere l'incostituzionalita' di una legge come questa.

    E se non c'e', probabilmente il sistema legislativo e' sbagliato, perche' una delle prerogative implicite di uno Stato e' la liberta' per i suoi cittadini di spostarsi senza vincoli sul suo intero territorio nazionale.

    Inoltre, poiche' pochi hanno il dono dell'ubiquita', il giorno in cui si risiede in un'altra citta' rispetto al proprio domicilio si trasferisce semplicemente il luogo ove si usufruisce delle risorse pubbliche, non lo si duplica.

    Se vogliamo fare questo tipo di operazione, allora io devo avere la possibilita' di detrarre per ogni giorno in cui sono fuori citta' 1/365 da tutte le tasse comunali che pago nel mio comune di residenza.

    Concordo che numericamente la cifra e' ridicola, quindi all'atto pratico per il viaggiatore non fara' alcuna differenza, ma il principio e' mostruosamente sbagliato, e una volta che il principio e' passato e' difficile tornare indietro.

    Saluti

  7. Leonaltro dice:

    Giorgio: è chiaramente tutta una questione di prospettive. Tu, infatti, vivi a Torino. Prova a pensare se la tua città  venisse visitata quotidianamente da 4-5 milioni di turisti (in proporzione è quanto accade da me d'estate). E quindi, tanto per dire, se doveste dimensionare le fogne e il servizio di nettezza urbana su quel numero di persone.

    Io non ci vedo assolutamente nulla di iniquo. Anzi, ripeto mi sembrerebbe una tassa molto sociale: così com'è adesso, i turisti portano soldi solo a una fetta della popolazione residente, mentre i disagi sono equamente distribuiti. Così, invece, sarebbe la città  tutta a guadagnarne.

  8. Anonimo dice:

    Non posso non quotare Mario e Leonaltro vivendo nella ridente Sardegna.

    Non potendo vantare grandi risorse economiche o politiche é una regione molto povera, niente industria, pochi servizi. Il grosso viene da agricoltura e allevamento e non basta per pagare acqua corrente diffusa, vie di comunicazione, telecomunicazioni o ricerca. Ciò che c'é di buono lo conoscono tutti, natura e mare in particolare ma la mancanza di servizi e infrastrutture si fa sentire, eccome..e andare in qualunque posto che non sia l'isola stessa, beh, é un viaggio..

    Quando i molti disagi affrontati quotidianamente potrebbero venire lavati via e temporaneamente dimenticati con una bella cura di bagni di sole e di mare arrivano numerosi improvvisati coinquilini a portare in strade, spiagge, porti un benessere di cui farei volentieri a meno, visti i benefici che restano ai residenti quando se ne vanno: immondizia dovunque, impatto ambientale pesantissimo e prezzi alle stelle. Oltre ad aver rovinato a chi ci vive e i servizi li paga anche per loro, i mesi più belli dell'anno.

    Purtroppo il grosso dei soldi che portano i turisti va ad arricchire i conti delle categorie che rendono glorioso questo paese: politici arraffoni, artigiani "con o senza iva" e bottegai, che reinvestono prontamente in nuove terze quarte case per ospitare nuovi turisti benefattori. O si mette una pezza a questi enormi problemi o la tassa di soggiorno é davvero il minimo che la comunità  possa chiedere.

  9. netstar dice:

    Questa tassa è ridicola, ma non inedita. Venne istituita molti anni fa e poi tolta nei primi anni '90.

    Tuttavia, penso che invoglierà  molti italiani a starsene a casa, invece di partire. Per gli stranieri penso che il discorso non valga, perchè ad esempio gli americani nemmeno si accorgeranno della differenza, a giudicare dalle mance che lasciano.

  10. Leonaltro dice:

    Netstar: supponiamo tu abbia scelto di andare a passare un week-end a Camogli. Cambi idea e decidi di non andarci per quattro euro di tassa di soggiorno?

    Non so se è più ridicola la tassa o una decisione del genere. Anzi, lo so.

  11. Giorgio dice:

    Capisco il punto di vista di chi vive in zone prese d'assalto dai turisti, e mi scuso se ho dato l'impressione voler contribuire a rovinare le loro terre, certamente non e' cosi'.

    Quando sono stato nelle bellissime localita' d'Italia che per me sono solo state meta di qualche settimana, e per altri residenza abituale, ho sempre fatto estremamente attenzione a non rovinare in alcun modo il loro ambiente, cosi' come faccio abitualmente nella mia citta'.

    E' davvero il principio di gabelle sugli spostamenti sul territorio nazionale che trovo sbagliato: mi sembra un retaggio del Medioevo.

    Mi chiedo se non esista proprio un modo piu' "moderno" per risolvere il problema (che, concordo, e' reale).

    Un saluto

  12. Joe Tempesta dice:

    In Spagna la tassa di soggiorno si paga (un euro e rotti al giorno, se non ricordo male), e mi pare che sia uno di quei Paesi che ogni anno ci soffia sempre più turisti, altro che riduzione. Gli alberghi la mettono sul conto a parte, e buonanotte.

    C'abbiamo una voglia di lamentarci che tra breve ricominceremo col "piove governo ladro".

  13. Francesco C. dice:

    Continuiamo a scoraggiare l'arrivo dei turisti …poi vedremo.

    Anzi tassiamo i siciliani che vanno in Campania ed i lombardi che visitano il Lazio.