Lungi da me l’idea di infierire (per cosi’ poco poi) sulla giornalista de La Stampa Flavia Amabile gia’ al centro, vedo, di personali vicende deontologiche, ma il fatto e’ che mi trovo citato e virgolettato su un articolo de La Stampa di ieri sull’annosa questione dello studio della geografia nei paesi anglosassoni. Nel caso in questione risponderei (non so a chi, poi) – secondo la gentile Flavia, in qualita’ di “autore di un blog” e di “padre di una ragazza”. Ecco la citazione:

E alle elementari? Per i più piccoli risponde Massimo Mantellini, autore di un blog e padre di una ragazza: «Nel tripudio di insegnanti, attività  varie, video, lingue straniere che è la scuola elementare oggi, nel corso del passato anno scolastico nella sua classe si è trovato il tempo di studiare “solo” la geografia della sua regione di residenza. Non chiedetemi perché. Non saprei rispondere. Lo studio di una buona parte delle restanti regioni è finito tra i compiti per le vacanze. Nel periodo estivo la maestra di geografia e storia ha invitato i suoi scolari, a “fare una ricerca su Internet” su cinque regioni ».

Ora io capisco bene la comodita’ di Google ma si tratta (ho dovuto controllare, li’ per li’ la citazione non mi diceva molto) del copia-incolla da un mio articolo si PI di circa 6 anni fa nel quale si parlava di tutt’altro.

22 commenti a “L’AUTORE DI UN BLOG”

  1. Antonio Sofi dice:

    Questa m'era sfuggita (con i link non accadrebbero 'ste cose). Sei anni fa? C'era già  Internet? :)

  2. Macman dice:

    Bingo!

  3. PIncopall dice:

    Ma perchè ti lamenti sempre?

    Perchè hai sempre da ridire su tutto e tutti?

    Sei la persona più snob e superficiale mai letta.

  4. Anonimo dice:

    Be', citar eun blogger sta diventando di moda, piu' o meno come citare Crepet, o Davi…. non sei contento?

  5. bg dice:

    pare che la amabile abbia interviste esclusive con fidel castro, moira orfei, lo struzzo bip bip e col prossimo papa.

    (fossi in voi mi concentrerei sui mensili di settore. lì se chiude google chiudono tutti)

  6. StefanoMaffulli dice:

    Hai fatto bene a pubblicare questo post, ma non basta. IMHO dovresti immediatamente segnalare l'episodio al direttore di La Stampa e all'Ordine. Facci sapere se e cosa rispondono.

  7. Maurizio Goetz dice:

    Credo che questo sia un punto interesante. E' giusto dire che i blog non sostituiranno i giornalisti perchè loro hanno un ruolo di mediazione importante. Si dice che la funzione più importante che un giornalista esplica è il controllo delle fonti. Se l'estrapolazione di una notizia al di fuori del suo contesto naturale la stravolge, il giornalista non ha fatto un buon lavoro. Ci sono tanti ottimi giornalisti mentre altri frettolosi si limitano a dei copia incolla, sono questi quelli messi più in crisi dal giornalismo "militante dirà  qualcuno", dei citizen journalists. Se la professionalità  dei giornalisti non si attesta su livelli sempre più alti, questo costituirà  un problema in generale per la credibilità  dei media. Hai fatto bene a parlarne, è un argomento importante su cui ragionare.

  8. Macman dice:

    Non penso sia il caso di inviare una lettera di proesta al direttore per il semplice fatto che ormai i giornalisti fanno parte della generazione dei "figli di internet". L'archivio, luogo storico dei quotidiani, non esiste più. Il pezzo si chiede ora e si riceve, scritto in bella copia con tante citazioni (prese da internet) dopo un'oretta. àˆ una questione seria. Il mondo cambia, le regole pure. I giornalisti sono impiegati di prima fascia che guadagnano 900/1000 euro al mese. Pretendete pure etica, professionalità  e obiettività ?

  9. Maurizio Goetz dice:

    Macman, noi non pretendiamo nulla, ma se la qualità  scarseggia il rischio è di venire disintermediati. E' di questo che si sta parlando.

  10. bg dice:

    mac, io come blogger sono piuttosto etico, e pago pure lo spazio web.

    ;)

    e non è questione di tempo.

    per scrivere "risponde" invece di "dice" – citando la fonte – dando così l'idea, nel contesto del pezzo, che tu giornalista abbia intervistato il tizio e che ne stia riportando la risposta, ci vuole esattamente lo stesso tempo.

    Solo che nel secondo caso sei un giornalista, nel primo un mezzo cialtrone (in senso simpatico, eh)

    che poi c'entri il modo di prodzione da catena di montaggio con annesso precariato e scarsa formazione che ha preso piede nei giornali, è un fatto, ma non si può sempre far professione di benaltrismo, perché nel benaltrismo regnano i parassiti

    se per fare copia incolla dal web e presentare un pezzo come tuo ci vuole 1 secondo, per scrivere un pezzo come quello (3600 battute) a partire da due o tre fonti, citate correttamente, in genere a un giornalista appena decente non ci vuole più di mezz'ora.

    il fatto è che se lo copi ti restano 30 minuti liberi per farti i cavoli tuoi (sul web, ovviamente).

  11. Macman dice:

    La mia era solo una constatazione della banale professione del gioranlista. Sui blog è molto più facile trovare persone che scrivono con costrutto perche le regole esistono e sono figlie del rispetto. Se poi andiamo a vedere, da queste parti è più facile trovare gente che ha fatto della ricerca e dell'apprendimento uno sitle di vita (però non montatevi la testa, sarà  il tasso di gente che ha collezionato lauree scentifiche oppure che ha partecipato a sviluppi di sw open source, credo). Avete tutti ragione. I giornalisti in media mai, me compreso.

  12. Fabio Metitieri dice:

    Bigiorgio, i mensili di settore Ict intervistano molto e copiano poco. Oppure riprendono, di solito con modalita' abbastanza lecite, la stampa Usa (a parte Punto Informatico, naturalmente).

    No, secondo me questi vizietti – sostanzialmente il modificare un po' le citazioni per colorare il pezzo o risparmiare tempo – sono tipici dei generalisti, ora aggravati dalla convinzione che tanto nell'Era Googoliana fanno tutti cosi'.

    Laonde si copia dalla Rete, senza capire che piu' si copia dalla Rete e piu' i lettori – specialmente di giovane generazione – leggeranno direttamente dalla Rete e non compreranno piu' i giornali. E senza rendersi conto che queste "pecche" oggi vengono notate e diffuse.

    Ciao, Fabio.

  13. T-Bone dice:

    Se i giornalisti parlano male dei blog vi lamentate, se ne parlano bene vi lamentate, se ne parlano e basta vi lamentate comunque.

    Non è che vi state parlando un po' troppo addosso? (in senso simpatico eh, come direbbe bg, il blogger etico).

  14. Cubic dice:

    Il fatto va segnalato alla direzione del giornale in modo che questa Flavia Amabile si faccia comodamante da parte e faccia esercitare il mestiere di giornalista a chi lo sa fare. Lei continui pure a scrivere e copiare da Internet altrove, non sulla stampa.

  15. Lunar dice:

    verrebbe da dire: hai voluto la bicicletta? ora pedala.

    Sono anni che ci ammorbate con la storia della rete che è bella, pulita, profumata, bianca che più bianca non si può.

    Si vede che la "ragazza" è cresciuta bene nella rete, con buone letture, e cita pure Mantellini come se fosse l'oracolo.

    ma che volete di più dalla vita? :)

    avanti tutta che internet è la medicina per tutti i mali…….

    nà  supposta no?

  16. kit dice:

    Le notizie di Macman sullo stipendio dei giornalisti sono alquanto curiose. Un RO (redattore ordinario) de La Stampa porta a casa in busta paga al netto e di base tra i 2200 e i 2500 euro al mese. Con straordinari, notturni e festivi si va sopra i 3 mila. L'archivio del quotidiano in questione esiste, eccome. E funziona bene. Certo, ogni giornalista fa storia a sè. Per l'amabile rimando a migliore occasione, Mantellini ha però tutta la mia comprensione e quella di molti altri.

  17. MaurizioB dice:

    Al di là  dei dati portati da kit per i redattori de La Stampa, non sono troppo d'accordo sul punto di vista di Macman sul fatto di non potersi permettere di pretendere etica, professionalità  e obiettività  con uno stipendio di 1000 euro scarsi. C'è gente che guadagna meno della metà  e lavora con il doppio della professionalità , così come chi guadagna 10 o 100 volte tanto mostrando zero etica, zero professionalità  e zero obiettività . Come in ogni ambito. Un giornalista in quanto iscritto all'odg dovrebbe sentirsi un ruolo di maggior responsabilità  indipendentemente dal proprio stipendio, ma ho l'impressione che con l'andare del tempo nemmeno l'odg riesca a porvi rimedio e quest'ultimo caso è "solo" l'ennesimo campanello d'allarme al riguardo.

  18. Anonimo dice:

    Kit. Lavoro in una rispettabilissima testata, dove lavorano, a Roma, 35 persone (non metto gli amministrativi). Il contratto integrativo prevede questi stipendi per i professionisti:

    Redattore di prima nomina (lettera a) art. 11 1.098.000

    Redattore con oltre 18 mesi di anzianità  professionale 1.550.000

    A seguire gli Alti incarichi a cui si arriva per anzianità . Ogni professionista, dopo 2 anni, si acchiappa un 6% in più. Alla stampa hanno l'onore del "superminimo", sorta di aggiuntina di merito che sta diventando un lusso per pochi. Da me di superminimi poca roba (intorno ai 150/200 euri). Ma lo sconcio è prima. Quando entri da stagista e non vieni pagato per xx mesi. Poi contrattino cocopro da 800/900 per un paio di anni. A seguire (se ti va bene e se il babbo è un alto dirigente di una azienda pubblica/privata o un collega famoso) due annetti da praticante. Stipendio che parte dagli 844 euro e finisce intorno ai 1.000/1.100. Insomma, se ti va bene lavori per un supplemento economico di un settimanale e ti becchi quei 100 euro presi da un padroncino del subappalto. Non ci campi insomma. Io ho il piacere di viaggiare grazie al fatto che scrivo di esteri. Lì si guadagna decorosamente, grazie ai colleghi addetti alle ricevute fasulle dei taxi perfettamente contraffatte, o alle fatture false degli alberghi stampate da un tipografo noto a molti da queste parti. Insomma, squallore.

  19. Macman dice:

    Comunque, sono d'accordo con voi su tutto. Etica e compagna cantando. Una buona parte delle svariate migliaia di colleghi un po' meno. E i risultati si vedono nelle vendite dei giornali e nella qualità  di tutto quello che naviga nell'etere. Ripeto, sono d'accordo con voi!

  20. g.g. dice:

    Senza farla lunga, io non ragionerei per categorie. I giornalisti sono persone, non un monolite, e tra loro ci sono quelli bravi e quelli meno bravi, come dappertutto. Certo, per alzare il livello medio e impedire questi scivoloni, magari "aaggiornare" le regole (e ripristinare di forme di controllo, fact checking ecc.) potrebbe servire :)

  21. Fabio Metitieri dice:

    Gigi', se dici "fa(c)t checking" in una testata generalista, loro pensano che tu voglia farli mangiar di magro… Perche' manco sanno l'inglese, di solito.

    E per fortuna, non pensano al fact checking. Nei rari casi in cui per una testata generalista o di divulgazione al popolo bue qualcuno ha messo le mani sui miei articoli, vi ha introdotto svarioni da bestemmie.

    Ne cito uno solo, per cui ogni tanto mi sveglio ancora di notte sudando freddo: "Tucows, il noto software per la catalogazione dei video"… Uscito con la mia firma, non dico dove.

    E' l'impostazione che e' tutta sbagliata.

    Non solo si scrive troppo e non si studia mai, non solo non si sa l'inglese, non solo si copia, non solo si distorcono le dichiarazioni raccolte, non solo c'e' l'idea che sia sufficiente saper scrivere e poi puoi inventarti di tutto su qualsiasi argomento, ma esiste pure una corrente di pensiero, molto diffusa, secondo la quale soltanto chi non sa nulla dell'argomento di cui parla riesce a essere chiaro per i lettori non imparati.

    E anche su chi la pensa cosi', non faccio nomi. Ma altro che fact checking…

    Ciao, Fabio.

  22. Fenicotteroblu dice:

    mi domando come mai, dopo l'eclatante falsa intervista alla figlia inesistente di piero welby, la direzione della stampa faccia ancora scrivere l'amabile quotidianamente.

    a cosa serve poi l'ordine dei giornalisti che, a quanto pare, non è intervenuto con alcun provvedimento disciplinare?

    trovo veramente imbarazzante (come giornalista e come lettore) leggere ancora la firma di flavia amabile sulla testata torinese dopo il falso di un'intervista mai fatta, descritta invece come realizzata "de visu", a una figlia che non esiste. e altrettanto imbarazzante è che la direzione e l'ordine dei giornalisti non siano intervenuti: se l'avessero fatto avrebbero dato prova dell'esistenza in vita del codice deontologico dei giornalisti.