Oggi Enzo Mazza, presidente della FIMI, intervistato da Alessandro Longo su Nova a un certo punto afferma:

“Ritorneremo presto alla carica con ilPatto Di Sanremo, che adesso si e’ impantanato per i disaccordi con i provider. Non accettano la nostra richiesta di sospendere i contratti degli utenti colti a condividere “film pirata”.” Per adesso – qui le virgolette sono chiuse e non si capisce se questa frase sia di Mazza o di Longo – i provider si limitano a segnalare l’utente alla Digos, in virtu’ del decreto legislativo 70/2003 (che recepisce una direttiva europea).

Il che ovviamente non e’ vero. Gli ISP non fanno nulla di tutto questo: semplicemente ignorano il contenuto dei loro server ed esulano da ogni forma di controllo attivo, perche’ se lo facessero allora si’ potrebbero essere considerati co-responsabili dei contenuti e persino del traffico, proprio in relazione al Dl citato. Che del resto contiene un articolo (il 17) sull’assenza di obbligo di sorveglianza dell’ISP. Quello che i provider si limitano (giustamente) a fare e’ agire dietro segnalazione della autorita’ giudiziaria.

26 commenti a “EVITARE GLI (INUTILI) ALLARMISMI”

  1. AndreaR dice:

    Purtroppo, il Mazza, da tempo si distingue per un uso intimidatorio dei mezzi di comunicazione, complici iscritti all'Ordine che non si curano minimante di controllare quello che dicono i loro interlocutori. Per altro, di solito, quando ai suddetti si fanno notare i loro errori, nella migliore della ipotesi si vieni insultati – francamente pero' mi fa specie che una cosa del genere sia apparsa su Nova (oggi qui piove e non ho proprio trovato la forza di uscire a comprare il Sole :)

  2. Alessandro Longo dice:

    Ciao,

    se si chiudono le virgolette parlo io, ovvio, perché non si capisce?

    Andrea Monti e Mazza mi dicono la stessa cosa e scusa se messi insieme li considero fonte certa (regola delle due fonti non anonime e non interdipendenti). I provider lo devono fare in base a quel DL. Qualcuno lo fa di fatto. Qualcuno no, ma i nomi non si possono scrivere.

  3. Lunar dice:

    Ale,

    l'articolo 17 è chiarissimo:

    Art. 17

    (Assenza dell'obbligo generale di sorveglianza)

    1. Nella prestazione dei servizi di cui agli articoli 14, 15 e 16, il prestatore non e' assoggettato ad un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza, ne' ad un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attivita' illecite.

    2. Fatte salve le disposizioni di cui agli articoli 14, 15 e 16, il prestatore e' comunque tenuto:

    a) ad informare senza indugio l'autorita' giudiziaria o quella amministrativa avente funzioni di vigilanza, qualora sia a conoscenza di presunte attivita' o informazioni illecite riguardanti un suo destinatario del servizio della societa' dell'informazione;

    b) a fornire senza indugio, a richiesta delle autorita' competenti, le informazioni in suo possesso che consentano l'identificazione del destinatario dei suoi servizi con cui ha accordi di memorizzazione dei dati, al fine di individuare e prevenire attivita' illecite.

    3. Il prestatore e' civilmente responsabile del contenuto di tali servizi nel caso in cui, richiesto dall'autorita' giudiziaria o amministrativa avente funzioni di vigilanza, non ha agito prontamente per impedire l'accesso a detto contenuto, ovvero se, avendo avuto conoscenza del carattere illecito o pregiudizievole per un terzo del contenuto di un servizio al quale assicura l'accesso, non ha provveduto ad informarne l'autorita' competente.

    In tutto questo Mazza che mazza ci azzecca?

  4. massimo mantellini dice:

    Ale,

    mi spiace, te lo dico senza alcuna acredine ma quel pezzo, dal mio punto di vista, virgolette o no, e' pura propaganda intimidatoria alla quale la Fimi ci ha abituato da tempo.

    A margine: e se poi tu sai di provider che usando un astruso decreto in mille maniere diversamente interpretabile per passano il traffico dei propri utenti alle autorta' (alla digos, addirittura) dovresti per forza scriverne…..

  5. Fabio Metitieri dice:

    Monti chi? Quello de La pupa e il secchione?

    Ciao, Fabio.

  6. Andrea Monti dice:

    Caro Massimo Mantellini,

    L'art. 17 DLGV 70/2003 stabilisce che gli ISP sono tenuti ad informare senza indugio l'autorità  giudiziaria o quella amministrativa avente funzioni di vigilanza, qualora sia a conoscenza di presunte attività  o informazioni illecite riguardanti un suo destinatario del servizio della società  dell'informazione.

    Inoltre, l'art.4 della l.128/04 Legge Urbani dice:

    4. Il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno raccoglie le segnalazioni di interesse in materia di prevenzione e repressione delle violazioni di cui alla lettera a-bis) del comma 2 dell'art. 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, assicurando il raccordo con le Amministrazioni interessate.

    Come vedi, l'obbligo di segnalare gli utenti c'e'. Poi che gli ISP non lo facciano, e' un altro discorso.

  7. .mau. dice:

    Andrea, ma come fa l'ISP a venire "a conoscenza di presunte attività  o informazioni illecite riguardanti un suo destinatario del servizio della società  dell'informazione"?

    (la domanda è seria: c'è stato ad esempio un periodo in cui a me poteva capitare mentre debuggavo un servizio, anche se non potevo sapere chi fosse la persona in questione)

    Già  che ci sono, uso personale di mezzo telematico altrui. Il mese scorso ti avevo scritto un paio di volte ma non mi hai mai risposto :-(

  8. Andrea Monti dice:

    Ciao .mau. quello che e' successo nella pratica (ma non posso fare nomi, perche' si tratta di cose fatte per lavoro) e' che a fronte delle diffide della RIAA o MPAA – anche inviate via mail – gli ISP si sono trovati nelle condizioni di dire:

    a – prendo atto che qualcuno mi informa dell'esistenza di presunta attivita' illecita

    b – se non segnalo, potrei essere ritentuo corresponsabile

    c – se segnalo, inguaio l'utente, ma mi salvo "la schiena"

    d – segnalo il fatto all'autorita' e mi risolvo un problema

  9. massimo mantellini dice:

    Monti,

    e`esattamente cio che ho scritto. Gli ISP non lo fanno mentre nel pezzo si da per scontato il contrario.

  10. .mau. dice:

    ma la RIAA ti può dire "l'utente pippo87 sta facendo traffico"? o ti può dire solo "abbiamo visto del traffico illecito da/per il tuo sito"? o ancora "secondo me c'è del traffico illecito da/per il tuo sito"? E possibile che a nessun ISP venga in mente di dire all'autorità  giudiziaria "mi è stato detto che c'è del traffico illecito da/per il mio sito, cosa devo fare"? Mi sembrerebbe un modo ancora migliore di pararmi il culo, aspettare che sia poi il magistrato a dirmi di verificare e non farlo io autonomamente.

  11. Andrea Monti dice:

    Caro Mantellini,

    forse mi sono spiegato male, ma quello che intendo dire e' che gli ISP HANNO cominciato a fare le segnalazioni per non rischiare in proprio.

    Alla prossima:)

  12. Lunar dice:

    Ma di quali ISP stiamo parlando Monti?

    Qualcuno mi vuole spiegare come fa un ISP a scoprire il traffico illecito di un suo utente?

    Parliamo di traffico in tempo reale mica stiamo parlando di un sito statico dove l'utente ha messo una foto dal contenuto pedopornografico.

    L'ISP a fronte di una segnalazione fatta da RIAA o MPAA ha una sola cosa da fare, mandarli a quel paese e dirgli:

    Cari signori, se voi siete a conoscenza di attività  illecite rivolgetevi alle autorità  competenti e non rompeteci le scatole che qui abbiamo da lavorare.

  13. massimo mantellini dice:

    Io spero Monti che tu ti renda conto (sono certo in effetti) della gravita' della cosa. Tu hai il segreto professionale da tutelare e vabbe' (anche se mi chiedo se questo particolare non collida con un interesse assai piu' generale che e' per esempio quello di associazioni come Alcei di cui fai parte) Longo non fa i nomi e ne scrive solo in maniera molto molto ambigua e tangenziale per ragioni sue che immagino . Quello che mi pare evidente e' che voi, certamente in buona fede, state facendo il gioco dei "cattivi" (in particolare l'articolo citato presume cio' che nemmeno tu dici, vale a dire che TUTTI i provider stanno facendo questa splendida attivita' di sniffing) e siete per una volta strumento della propaganda intimidatoria altrui. Mi sbagliero'.

  14. Fabio Metitieri dice:

    In effetti, quando non si puo' scrivere non si scrive e basta. O meglio: si lavora per trovare le pezze d'appoggio necessarie a scrivere. Il "dico ma non dico" non e' mai stato buon giornalismo.

    Anche a me, comunque, pare che gli Isp siano quanto meno un po' troppo "zelanti", ma non entro nel merito, non essendo un leguleio.

    Ciao, Fabio.

  15. Andrea Monti dice:

    Rispondo all'ultimo commento di Mantellini.

    Gli ISP (almeno quelli dei quali mi sono occupato) non fanno sniffing o altre attivita'.

    Le diffide partono dalla rilevazione che le major fanno dell'IP usato per fare P2P dal cliente dell'ISP, che si vede recapitare (l'ISP) una mail del tipo: un tuo abbonato, con l'IP xxx.xxx.xxx.xxx sta violando la legge, da questo momento lo sai e pertanto fai qualcosa oppure…

    Il fatto che gli ISP siano "zelanti", per quanto sgradevole, non puo' essere una loro colpa. Le imprese non hanno l'obbligo di fare battaglie di principio, quelle spettano ai politici e ai giornalisti :)

  16. Fabio Metitieri dice:

    A questo punto mi chiedo pero' se sniffare gli indirizzi altrui, come fanno le major, sia legale.

    Ciao, Fabio.

  17. Alessandro Longo dice:

    Non faccio gli interessi di nessuno, una cosa che non riesci a capire, Massimo- e mi dispiace-, è che un giornalista certe cose deve scriverle se ha contezza che avvengono, senza distinguere tra buoni e cattivi. Ed è questa la cifra migliore della sua indipendenza, proprio quella cosa che tu in altri contesti invochi come ideale contrapposto alle tante marchette che denunci.

  18. massimo mantellini dice:

    Alessandro non la faccio lunga. Ma visto che qui si gioca senza esclusioni di colpi e tu per tua scelta professionale sei per cosi dire, nel mezzo, mi pare necessario scegliere fra tacere notizie gravi come questa (e lo capisco, lo fanno in tanti per le ragioni piu' varie) o darne conto nell'interesse dell'utente che dovrebbe sapere di essere incriminato dalla FIMI che si sostituisce alla autorita' giudiziaria nelle "indagini"sulla sua colpevolezza. Per gli utenti della rete sapere quali ISP seguono pedissequamente il decreto in questione per "pararsi la schiena" come dice Monti e quali invece scelgano di proteggere per quanto possibile la priopria clientela mi pare una informazione discretamente importante. Se diversamente "cosi fan tutti" anche questa mi pare una informazione importante da scrivere a caratteri grandi e ben leggibili in tutti fogli possibili. Tu e pochi altri che avete accesso a simili fonti siete le persone che hanno la possibilita' di farlo. Fino ad oggi non lo avete fatto. Affari vostri certo. Ma delle due una: o state zitti o fate i giornalisti.

  19. arbaman dice:

    Mah, sottoscrivo integralmente Massimo nel suo ultimo intervento. Il mio modello di giornalismo é quello del team di Report o di Travaglio, che documentano anche le virgole se é il caso ma non fanno sconti a nessuno.

    Mi rendo conto che significa prendersi delle responsabilità  e rendersi antipatici ai manovratori, ma credo faccia parte del mestiere del giornalista. Purtroppo non ho letto l'articolo, ma il piccolo estratto fa pensare a comportamenti che non credo siano ben chiari ai clienti dei provider e ritengo che un maggior approfondimento non guasterebbe.

    Se permettiamo che nel silenzio, aziende private come Fimi o Riaa si sostituiscano a giudici ed investigatori facendone le veci in collaborazione con gli Isp, consegnamo di fatto parte della res publica ai consigli di amministrazione e non vedo da ciò cosa possa venirne di buono..

    Dare il giusto risalto alla cosa, facendo nomi e cognomi come già  accaduto negli Usa, contribuirebbe immagino a una maggior presa di coscienza e all'avvio di un dibattito sulla questione, che al momento mi sembra relegata alle stanze dei bottoni.

  20. Mauro dice:

    La sensazione che mi ha dato leggere i commenti è quella di una ulteriore "americanizzazione" della questione. In fondo è nella terra dei liberi che è nato il metodo di sniffare il traffico alla ricerca dei "grandi uploader". Con tutti i mezzi: esche, server fasulli, fake… quanto una attività  investigativa abbia a che fare con questi mezzi me lo chiedo da un pezzo.

    Le domande da porre, a mio parere, sono: ma è legale in Italia svolgere attività  para-investigative sul traffico internet tra privati cittadini? E se gli investigatori operassero da server non Italiani, sarebbe ancora legale?

    Tornando agli USA, con questi sistemi ci sono stati anche dei "falsi positivi". Dopo le "retate" ci sono stati anche alcuni casi di controdenuncia. A quando la prima nonnina italiana accusata di download illegale?

  21. Alessandro Longo dice:

    Mi sovviene che forse, Massimo, non hai letto la lunga intervista a Mazza, sul numero scorso di Nova, dove con franchezza inedita proprio di queste questioin si parlava, senza nascondere nulla.

  22. massimo mantellini dice:

    vero, non l'ho letta.

  23. Alessandro Longo dice:

    Io avevo dato per scontato di sì, ecco perché non capivo le critiche

    Quella frase che tu citi in raltà  è una piccola parte di un tutto che è stato la parte centrale del pezzo della settimaan scorsa

  24. Fabio Metitieri dice:

    azzz…. ma non la legge piu' nessuno, nova 24?

    Ciao, Fabio.

  25. enzo mazza dice:

    ops, post partito troppo in fretta, la versione corretta è questa

    la situazione mi sembra confusa.

    La storia della digos, della quale si parle in ben due articoli non è vera in quanto la parte della Urbani che prevedeva la raccolta delle segnalazioni come qui di seguito scritto e più volte citato da Monti è saltata in sede di conversione.

    Quindi non è più in vigore 'art.4 della l.128/04 Legge Urbani che recitava:

    4. Il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno raccoglie le segnalazioni di interesse in materia di prevenzione e repressione delle violazioni di cui alla lettera a-bis) del comma 2 dell'art. 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, assicurando il raccordo con le Amministrazioni interessate.

    Resta dunque a carico dell'ISP solo l'art. 17 (ovvero quando a conoscenza, ovvero, quando riceve una segnalazione ad esempio dal titolare dei diritti)

    Che invece l'Italia sia in infrazione per il recepimento della Direttiva laddove ha introdotto la comunicazione dell'autorità  giudiziaria per la rimozione (art.16 DL 70/2003) non ci piove e sono certo che la Commissione prima o poi inizierà  una procedura.

    In ogni caso la questione riguarda solo gli utenti non ospitati direttamente su server dell'ISP perchè sull'hosting presso propri spazi gli ISP rimuovono sollecitamente il materiale abusivo su segnalazione dei titolari dei diritti già  da diversi anni.

  26. massimo mantellini dice:

    toh,

    sono arrivati i "cattivi"….;)

    grazie mazza del contributo.