Bella frase appena letta nel forum del mio pezzo di oggi su PI.

Non dobbiamo aver paura di internet, piuttosto bisogna aver paura PER internet, bisogna aver paura di quelli che hanno paura di internet.

4 commenti a “LE PAURE DEGLI ALTRI”

  1. Marco Camisani Calzolari dice:

    Sono d'accordo Massimo.

    Per questo oggi ho ripubblicato il mio vecchio video/manifesto, che sembra molto attuale:

    http://blog.camisani.com/blog/2006/10/metamondo-e-invasioni-analogiche.html

    Ciao

    Marco

  2. Lunar dice:

    e bravo mantellini,

    hai fatto passare Umberto Eco come uno che ha paura della rete.

    Niente hai capito tu e niente hanno capito i tuoi lettori….

    complimenti per la trasmissione.

  3. Fabio Metitieri dice:

    Eh, come al solito la Signora Cesira Mantellini quando si becca delle critiche si affretta a buttar giu' tre o quattro post anche insignificanti, pur di non discutrere e per far scorrere in basso e nel dimenticatoio le tavanate che ha detto, ma in mezzo (e' una testarda) ce ne infila ancora uno dove ribadisce il suo pensiero, tanto per rassicurarsi.

    Azzz, Mante, come stai diventando prevedibile.

    Ciao, Fabio.

  4. Luca Colombo dice:

    Estratto dai forum di Punto Informatico.

    Caro Mantellini,

    io sono uno di quelli che non ha alcun interesse a leggere le pagine del tuo sito, che sia un blog o altro poco importa, i contenuti a mio avviso sono scadenti.

    Cosa dovrei fare? Scrivere su pagine che non mi interessano per farti sapere che la penso diversamente? No grazie, ho di meglio da fare.

    Comunque sia una osservazione vorrei proprio farla: anche io trovo che internet sia una fonte poco attendibile, specie la social-internet.

    In merito ai blog poi, confesso che fatico a trovare informazioni interessanti, anzi li considero il fallimento della rete, dove tutti sono impegnati a ripetere le idee altrui in un contesto che non ha necessità  di grandi ripetitori.

    Prova a porti una domanda sola: come può scrivere qualcosa di intelligente colui che scrive di continuo?

    Quando i contenuti non hanno il tempo per maturare sono come i frutti acerbi o quelli importati, ovvero di scarso interesse per l'utente esigente.

    Sospetto che non si tratti dei tuoi lettori (leggasi Punto Informatico) in cerca di intrattenimento senza meta.