Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Qualche giorno fa Umberto Eco ha pronunciato a Milano una frase che ripete da anni. Questa:

Attenti a internet, attenzione all’enciclopedia virtuale. In guardia dall’enorme massa di informazioni non filtrate, inattendibili, imprecise che viaggiano nel www. Naturalmente io uso Internet, che mi ha cambiato la vita, ma il più delle volte quello che ci trovo mi serve solo da richiama memoria. Poi devo verificare su un libro. (continua)

17 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. aghost dice:

    anche eco mi pare combatta la solita battaglia di retroguardia. In biblio trovi 10 libri ma su internet 100, quindi hai *più scelta*. E' vero che non riuscirai mai a leggerli tutti e 100, ma proprio per questo lo sforzo intellettuale sarà  maggiore, perché devi scegliere, discernere, analizzare: cosa che coi 10 libri canonici, magari scritti dai soliti autori più accreditati, magari non si fa per pigrizia mentale.

  2. Manuele dice:

    Non mi sembrano due punti di vista incompatibili, il tuo e quello di Eco. Sono semplicemente due modi di usare internet, il tuo è quello della persona che sa orientarsi in rete, quello di Eco è quello della persona che non lo sa fare. E naviga a vista. Però è dura, davvero dura, per chi su Internet non ci passa le giornate e non ne fa uso di studio/lavoro, capire il valore di questa differenza. Saluti ^^

  3. Fabio Metitieri dice:

    Signora Cesira Mantellini, se lei sapesse anche solo un'inezia di ricerche bibliografiche on line, forse potrebbe scrivere qualcosa di meno banale, e dopo aver capito anche il punto di vista di Eco…

    Manuele, se tu leggessi ogni tanto gli articoli di Eco, sapresti che lui in Rete ci sguazza, soprattutto tra i testi antichi, da parecchi anni.

    Ma, si sa, sui blogh piu' che la discussione interessa individuare un nemico, per poter ripetere a macchinetta sempre le stesse quattro idee stiracchiate, come risposta e Massimo Credo: "Internet e' perfetta e chi dice qualcosa in contrario e' perche' non sa usarla".

    Piu' che "influenti" bisognerebbe definirli "ideologici", questi manifestini, e stop.

    Ciao, Fabio.

  4. Maurizio Goetz dice:

    Sicuramente le mie considerazioni possono essere considerate poco attinenti, ma l'altro giorno mi è capitato di leggere su un'autorevole guida turistica un'ottima recensione di un albergo in cui mi ero trovato molto male, mentre su tripadvisor ho cercato decine di giudizi allineati al mio. Questo discorso per evidenziare il fatto che molto spesso anche autorevoli fonti possono avere pregiudizi o prendere delle cantonate. Va anche sottolineato che una certa superficialità  di molte persone in rete, non abituate a controllare bene le fonti, moltiplica gli errori e rende verità  sciocchezze incredibili. L'intermediazione giornalistica o di scrittori professionisti spesso mi offre il controllo accurato delle fonti, ma chi mi protegge da "veline" e prese di posizione aprioristiche?

  5. Manuele dice:

    Fabio, ho letto più cose di Eco di quante immagini, se non altro per colpa dell'università  :)

    Tra cui ricordo pure una bella cosa sulla posta elettronica come segno (vabbé, è un discorso lungo). Grande rispetto per Eco, ma secondo me se lui usa internet solo per cercare le cose che gli servono, leggerle, e poi prenderle con le molle, ne fa un uso utile, ma limitato.

  6. Diego dice:

    Non vorrei pero' che certe prese di "posizioni" dall'una e dall'altra parte facessero troppo riferimento alla realtà  italiana. Per carità  e' la Nostra ma tutto sommato "deviata" da quello che esiste in altri paesi.

    In nazioni quali gli USA o UK ci sono siti governativi ed universitari che pubblicano gratuitamente o a lieve pagamento decine di miliaia di documenti storici o meno , quando in Italia fanno risonanza le biblioteche comunali che pubblicano le liste dei libri presenti in archivio o siti turistici con qualche decina di foto peraltro a bassa risoluzione.

    Una potenzialità  della rete e' poter avere documentazione che con i "normali" canali non e' consentito avere e giudicando certa carta stampata italiana che allega costosi gadget non stiamo andando verso la direzione giusta.

  7. Daniele dice:

    Forse non si è capita bene la posizione di Eco, che parla dal suo particolare punto di vista. Facciamo un esempio. Se si vuole sapere a quale personaggio storico alludese Dante nell'allegoria del Veltro nel primo canto dell'Inferno, si puà´ lanciare una ricerca e avere in risposta centinaia di collegamenti a pagine di siti interner, alcune pregevoli (ad esempio questa : http://www.italica.rai.it/principali/dante/schede/veltro.htm). Ora, la migliore di queste pagine ( e solo la migliore) può ricordare quali sono le differenti interpretazioni date dai critici in diversi secoli di critica dantesca, ma lo studioso non può accontentarsi di un resumè, deve invece andare a verificare testo per testo quali sono le prove, i ragionamenti ed i riferimeti che hanno portato i singoli autori a formulare le singole proposte. Questi testi, per la maggior parte, non sono in rete, dunque devono essere consultati fisicamente in biblioteca o a casa, se li si possiede. La stragrande maggioranza delle informazioni di storia della letteratura, dell'arte, della filosofia e di storia tout court presenti in rete non sono frutto di elaborazione e ricerca originale, pochissimi sono gli studiosi che pubblicano unicamente in rete, ma sono dei riassunti più o meno brillanti e corretti di testi scritti. Se si hanno i prerequisiti necessari è possibile giudicare da soli quali sono i siti che forniscono le informazioni più affidabili, e confidare senza paura in loro per verificare una data, una circostanza storica, la lezione corretta di un passo. Altrimenti, se sono un ricercatore, vale il discorso del Veltro di cui sopra. Scusate la prolissità .

    Daniele

    P.S: in internet non si trovano centinaia di libri, ma centinaia di titoli di libri, che è cosa ben diversa.

  8. massimo mantellini dice:

    Forse daniele la sintesi potrebbe essere comprendere che Internet e' una rete di persone e non di documenti, no?

  9. Lunar dice:

    signori miei,

    stavo preparando una risposta al vetriolo per l'ayatollah Mantellini ma poi ho desistito.

    E' domenica sera e ho qualcosa di meglio da fare.

    Per chi volesse capire, se ancora non l'ha capita, la posizione di Umberto Eco consiglio di fare una lettura a casaccio:

    http://www.google.it/search?hl=it&q=internet+Umberto+Eco&btnG=Cerca+con+Google&meta=

    buona notte a tutti.

  10. Fabio Metitieri dice:

    Manuele, Eco di libri on line ne sa piu' di te, di Mante e tutti gli altri che finora hanno commentato qui, messi insieme…

    E di ricerche bibliografiche e di testi on line stava parlando, non di altro (Mante, non fare marcia indietro, adesso, per la serie "Ma io parlavo della Rete di persone"…). E Manuele, tu sai come Eco usa personalmente Internet come mezzo di comunicazione? Io no. E, a entrambi, vi risulta che Eco abbia mai detto che la Rete non serve a un beato? A me no.

    Btw, Daniele, in Rete si trovano non centinaia, ma decine di milioni di titoli schedati (piu' di 7 milioni solo in Sbn e quasi 60 milioni in Worldcat), e direi parecchissime migliaia di testi di monografie, ormai (come minimo).

    Il discorso di Eco non e' peregrino. Se ne e' discusso giusto la settimana scorsa, per diversi giorni, con un po' di bibliotecari universitari italiani, on line (si', anche i bibliotecari, quelli secondo il Mante "spaventati dalla Rete", la usano da molto piu' tempo di lui e hanno gia' persino dei blog), a proposito dell'inserimento dei dati bibliografici nei motori con i protocolli Oai et similia, motori dove ormai sono confluiti anche gli archivi open access, domandandosi che effetto il tutto fara' agli utenti (agli studenti, in particolare).

    E' un discorso lungo, di certo non liquidabile con il commentino saputello e da maestrina condiscendente ma severa della Signora Cesira Mantellini su Pi. E meno male che la Cesira tuona sempre contro chi scrive senza sapere di che sta parlando.

    Ma per favore… Da polemista capisco il gusto per il "framing" (l'isolare o l'assemblare malevolmente le frasi di un altro), in questo caso per usare un personaggio autorevole come spunto da cui partire per il solito indottrinamento dei propri seguaci e, soprattutto, per fare un po' di celolunghismo (ce l'ho piu' lungo io di Eco…), ma a tutto c'e' un limite, suvvia.

    Un po' di amor proprio.

    Ciao, Fabio.

  11. Anonimo dice:

    Sulla Rete fatta di persone e non di documenti (o viceversa, secondo l'ideologia di ciascuno), un discorso vecchio, che pensavo fosse superato da anni, mi viene sempre in mente il racconto dei dotti indiani, dotti ma ciechi, che toccano un elefante per cercare di capire che cosa e'.

    Il primo tocca la proboscide e' dice che l'elefante e' come il serpente, il secondo una zanna e per lui l'elefante e' una lancia, il tezo la coda ed e' una corda… e cosi' via.

    Personalmente, mi trovo benissimo a pensare che la Rete contenga allo stesso tempo dati e persone; non per caso ho da fine anni '90 due libri in commercio, uno su come orientarsi nella "biblioteca" Internet e l'altro su come funzionano i rapporti tra le persone on line.

    Ogni altra visione mi pare quanto meno riduttiva.

    Ciao, Fabio.

  12. AdRiX dice:

    La rete "sociale" non elimina il problema del sovraccarico di informazioni, lo attenua soltanto. La nuvoletta di pareri spassionati su un sito di vendita di libri online è a volte una sequela di micromarchette, un numero enorme di pareri appassionati sugli argomenti più svariati sono scritti da incompetenti, eccetera. La cautela che Eco raccomanda è sacrosanta; inoltre, la Rete per le cose "pesanti" (gli articoli scientifici "veri" non sono in linea se non a pagamento) è il metatesto, _non_ il testo. Per capire il mondo si pensava un tempo sarebbe bastata la televisione ora che basti la rete. E invece serve una mente che funziona.

  13. Fabio Metitieri dice:

    Adrix, anche tu sei rimasto indietro, come Diego, ai tempi in cui faceva notizia la Biblioteca comunale con on line un pezzo di catalogo.

    Oggi si sta diffondendo una cosa che si chiama (piu' o meno) editoria open access, proprio per la pubblicazione "free" dei lavori scientifici e accademici.

    Ciao, Fabio.

  14. AdRiX dice:

    Fabio: l'iniziativa, per quanto significativa, non ha proprio la stessa autorevolezza del New England Journal of Medicine o delle Transactions della IEEE, per buttare lì due esempi. C'è un po' di strada da fare al riguardo.

  15. Fabio Metitieri dice:

    Adrix, tralasciando i fisici, per i quali i pre-print sono da secoli piu' importanti e seguiti di quanto esce sulle riviste di settore, gli archivi open negli ultimi anni si stanno sviluppando in modo vertiginoso. E molti sono sotto peer review, con un'autorevolezza pari alle testate accademiche specializzate. Informati. Guarda per esempio la consistenza del registro di Oaister. E si muove persino qualcosa in Italia, in modo consistente, con il progetto Pleiadi. Se il trend continua, tra non molto il cartaceo servira' – se servira' ancora – solo come registrazione ufficiale e convalida di quanto gia' diffuso on line.

    Ciao, Fabio.

  16. Fabio Metitieri dice:

    Tra l'altro, vedo ora che il Nejm rende liberamente accessibili i suoi articoli sei mesi dopo la pubblicazione, proprio per adeguarsi a un'ottica open.

    Nonche', al volo, ho fatto una ricerca in Citebase… ed e' piena di paper sottoposti alla Ieee Transactions, completi di testo pre-print in Pdf.

    Ragazzi, non vi informate e poi vi lamentate perche' non si trova nulla…

    Ciao, Fabio.

  17. Cubic dice:

    Se Eco dice che in Rete c'è una "enorme massa di informazioni non filtrate, inattendibili, imprecise" io sono portato a credergli, anche se non capissi niente di niente di Internet. Ha fatto della semiologia e della ermeneutica una professione. Gli credo quando dice che il Web è una fonte marginale. Se Mantellini dice di rischiare a crecare ugualmente nella spazzatura Web qualcosa di buono, magari sentendo tutti i soggetti del suo social network, perché dovrei accanirmi in questa attività ?