Oggi leggevo la notizia per certi versi sconvolgente della prossima rottamazione del Limbo da parte della Chiesa di Roma. La decisione pare essere gia’ stata presa anche se il Limbo scomparira’ ufficialmente dalle dissertazioni teologiche solo fra 24 mesi. Comunico la notizia a mia moglie che pero’, dall’altra stanza, non pare troppo sorpresa: “Se e’ per quello guarda che – per dirne una – il Purgatorio esiste tecnicamente solo dal XII secolo”. E prima di allora – penso fra me e me – che scappatoia era prevista per noi peccatori?

13 commenti a “DAL LIMBO AL PURGATORIO”

  1. Pier Luigi Tolardo dice:

    Vedi Mante questa del limbo che sta girando da qualche settimana è la bufala più grossa dei vaticanisti da qualche tempo: il Catechismo della Chiesa Cattolica e il suo Cmpendio, voluti da Giovanni Paolo II e da Ratzinger(allora Prefetto per la dottrina della Fede) ormai dieci anni fa non citano in nessun modo il Limbo, come già  non facevano più i Catechismi nazionali a partire da quello Olandese famoso alla fine degli anni '60, che già  era una costruzione teologica non presente agli inizi del cristianesimo. Qui è solo una bufala: la Commissione Teologica sta lavorando ad un documento sui cosidetti novissimi(giudizio, Inferno, Purgatorio, Paradiso) in cui forse si citerà  anche questo tema ma da qui a farne uno scoop.

  2. xlthlx dice:

    voi poveri peccatori maschi, perche' se non ricordo male le donne hanno l'anima da molto meno…

  3. AndreaR dice:

    il problema, per quello che ne so io, e' un leggermente diverso, ossia: se io, per le vicende della mia vita, non incontro la salfivica parola di cristo (nasco, ad esempio, a Bagdad) e pero' vivo seguendo le virtu' cardinali (attingibili con il retto uso della ragione) quando muoio che fine faccio? poiche' non ho conosciuto la parola di cristo dovrei finire all'inferno, in eterno privato della visione della trinita' (il limbo e' parte dell'inferno); da qualche anno, alcuni gesuiti, sostengono che coloro che non hanno avuto la possibilita' di conoscere cristo non possono, per giustizia, e perche' in fondo i cristiani credono che dio sia razionale, finire all'inferno.

  4. Pier Luigi Tolardo dice:

    Anche andreaR, con tutto il rispetto, lo rimandiamo a Catechismo: mi pare che il problema della possibilità  della salvezza anche per non credenti, credenti in altre religioni, etc, sia stata già  affrontata definitivamente dal Concilio Vaticanno II negli anni '60 e quindi dalla Chiesa universale e non solo da qualche gesuità  un po' progressista. Questo non significa che la Chiesa non debba annunciare e testimoniare anche a chi non crede il Vangelo che "consolida, purifica, rafforza" i valori umani con l'azione della Grazia, bla, bla. Il problema, per dirla con un gesuita di quelli tosti, cioè Karl Rahner, che tanto ha contribuito al Concilio, è della cosidetta "opzione fondamentale", cioè la scelta fondamentale di un uomo per il Bene, per gli Altri, per l'Amore, che non significa che la persona non possa commettere errori, tanti e anche gravi, ma che la sua intenzione fondamentale è per il Bene. Infatti, Gesù ha detto che solo chi pecca contro lo Spirito Santo non può salvarsi, che è un po' questo concetto. Poi la miserircordia di Dio, per chi crede, è grande, il nostro Purgatorio lo viviamo già  tanto, dalla malattia alla stessa morte, tutto ciò ci permette di pensare, di riflettere, di chi capire aldilà  della stessa Fede e Chiesa le cose importanti, più vere, più autentiche.

  5. Ferd dice:

    Onore a PL Tolardo e alla sua cultura (che non è solo erudizione, evidentemente) in materia. E' l'unico che abbia dato una spiegazione inoppugnabile. Tutto il resto è fuffa.

  6. AndreaR dice:

    Caro Pier Luigi, ti consiglio di leggere il numero di Civilta' Cattolica del maggio del 2004 (se non ricordo male), e soprattutto, il catechismo, quello "ufficiale della chiesa cattolica", non quello della domenica pomeriggio all'oratorio, che recita: "Perché Dio stesso è l'autore della Sacra Scrittura: essa è perciò detta ispirata e insegna senza errore quelle verità , che sono necessarie alla nostra salvezza". E ancora "lo per mezzo della chiesa si può ottenere la pienezza dei mezzi di salvezza". Il predente papa interuppe, di fatto, il discorso ecumenico, poiche' non voleva presentare la chiesa cattolica come *uno* dei modi per attingere la salvezza, ma come *il* (solo e unico) modo per essere salvati. Che poi i gesuiti abbiamo da molto tempo una visione molto piu' aperta di quella della maggior parte della gerarchia cattolica e' sicuramente vero; come e' vero che la chiesa come istituzione non vive molto bene le teorie dei gesuiti.

  7. AndreaR dice:

    Scusa Pier Luigi, scusatemi tutti, non e' Civilta' cattolica del 2004. Provo a cercare il riferimento, se qualcuno e' interessato, glielo mando in privato (se lo trovo).

  8. AndreaR dice:

    Ho ritrovato un po' di appunti. Ecco un link alla dichiarazione Dominus Iesus (del 2000):

    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html

    e quello all'enciclica Fides et ratio (1998): http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_15101998_fides-et-ratio_it.html

    In quest'ultima nel capitolo, Il logos incarnato e lo spirito santo nell'opera di salvezza, si sostiene che, benche' nella riflessione teologica contemporanea, si tenda a mettere tutte le religioni sullo stesso piano, poiche' non v'e' distinzione tra logos e cristo, solo nel verbo fatto carne si trova la salvezza dell'anima: "Pertanto non è compatibile con la dottrina della Chiesa la teoria che attribuisce un'attività  salvifica al Logos come tale nella sua divinità , che si eserciterebbe « oltre » e « al di là  Â» dell'umanità  di Cristo, anche dopo l'incarnazione."

  9. .mau. dice:

    Attento, Andrea. Un conto è dire "solo nel verbo fatto carne si trova la salvezza dell'anima" (che tradotto in parole povere significa "non v'è salvezza se non in Cristo", anche se detto così sembra tanto protestante); altro è dire "se non sei cattolico non potrai finire in Paradiso". Ripigliando la Lumen gentium (punto 16): "Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta".

    Detto in altro modo: "non possiamo costringere Dio a salvare solo chi passa per la Chiesa, anche se ci piacerebbe farlo: possiamo solo dire che siamo dei tutor davvero bravi, altro che il Cepu".

  10. AndreaR dice:

    Quello che tu dici .mau. e' vero, ma la tua parafrasi troppo libera: gli aiuti forniti dalla ragione, consistono nel fatto che, da Tommaso in avanti, si crede che si possa arrivare alle porte della fede cristiana attraverso l'uso della ragione; ma il passaggio successivo e' necessario (la dichiarazione Dominus Iesus, fu scritta proprio per chiarire questo punto dopo che la chiesa cattolica si era paretiticamente presentata ad uno degli incontro ecumenici di gubbio, e porta, guarda caso, la firma del papa polacco e del futuro papa tedesco): il credere e' condizione necessaria di salvezza (tanto che i bimbi morti senza battesimo, finiscono nel limbo non in paradiso).

  11. AndreaR dice:

    … per inciso, il lumen gentium e' cristo, non la ragione.

  12. Pier Luigi Tolardo dice:

    Temi interessantisssimi e svolti bene, distinguerei: la conoscenza di Dio che si può ottenere attraverso la ragione, come ci hanno insegnato Aristotele, avicenna e Tommaso, a cui ci spinge il senso della nostra finitezza e il desiderio, la nostalgia, la tensione verso il Bene, il Bello, il Vero assoluto che è già  nella coscienza di tutti gli uomini come ci dice Agostino, la conoscenza di Dio attraverso le grandi Tradizioni religiose anche pregiudaiche e cristiane, in cui la Chiesa vede i semi dello spirito, come dice Giustino(Logos spermatikos) e che ha la sua pienezza nella Rivelazione che è Cristo, che, a differenza dei protestanti, per i cattolici continua nella Chiesa e in questo c'è la pienezza della verità , di cui la chiesa è serva o almeno dovrebbe esserlo. Un altro piano è quello della vita buona che discende certo dalla Verità  ma è distinto, dove c'è l'Amore c'è Dio perché Dio è Amore e lo Spirito soffia dove e come vuole, anche fuori dalla Chiesa, anzi tante volte più fuori che dentro.

  13. .mau. dice:

    tanto io sono agostiniano, mica tomista… ;-)