05
Set
Stavo per ordinare un paio di libri su Amazon quando ho visto questo post di Luca e quelli successivi dei suoi lettori pubblicati su Wittgenstein. E per ora ho sospeso tutto.

31 commenti a “SDOGANAMENTI”

  1. Larry dice:

    Alla dogana si paga l'IVA; l'anomalia è quando non te la fanno pagare. àˆ proprio perché tutti ragionano così ("cosa vuoi che siano i miei XXX euro") che in Italia si evadono centinaia di miliardi di euro all'anno.

  2. aspirante dice:

    ci vuole Amazon.it, altro che IVA.

  3. .mau. dice:

    Larry, la cosa non è così semplice. Se Mant si fosse ricordato quanto scrissi a giugno, non paghi l'IVA (che comunque sui libri è al 4%) ma non meglio specificate "spese postali" e "presentazione in dogana".

    Per i libri, ormai consiglio di passare su amazon.co.uk; costerà  di più ma è più tranquillo.

  4. Fabio Metitieri dice:

    Mante, son due anni, se non tre, che a parte le spese in piu', ci son procedure assurde da seguire, con tanto di fax e telefonate, se ai doganieri gli salta la voglia… Sofri era raccomandato, evidentemente, oppure mente ed erano anni che non comperava nulla dagli Usa.

    Pero' si trova tutto su Amazon.uk, e quello che non c'e' li' si trova o in Amazon.fr o in Amazon.de.

    Funzionano tutti molto bene, io ho gia' comperato libri, Cd e Dvd su entrambi i tre e senza incidenti.

    Con la Germania brancolo un po' nel buio, non sapendo riconoscere manco una parola delle mail che mi mandano, ma con un qualsiasi traduttore on line me la cavo.

    Besides, ora anche Ibs ha una sezione di libri in inglese… da consultare sempre, prima di optare per gli Amazon europei.

    Ciao, Fabio.

  5. marco dice:

    Il problema non è pagare l'Iva, il problema è questo; e il problema sono i dazi doganali.

  6. Gaspar dice:

    Uso da tempo, con mia piena soddisfazione, amazon.fr.

  7. No dice:

    dal sito: Nelle città  in cui non vige il costume della portineria

    Nel mio palazzo non c'è la portineria eppure nella mia città  c'è questa usanza popolare.

  8. .mau. dice:

    è anche da dire che ibs (che ho spesso usato per libri in inglese) ha un distributore un po' strano, e magari quello che ti serve manca.

  9. Macman dice:

    Capisco lo sgomento causato da una soprattassa sulla "cultura". Ma non capisco perché quando i siti di scommesse inglesi si sono visti tacciati dai Monopoli di Stato (sì sì quelli che vendono il cancro in pacchetti da venti) di essere "non sicuri" solo perché il mercato delle scommesse on-line in italia doveva essere spartito dalle correnti di Allenanza Nazionale nessuno ha protestato. Il bello è che questi bookmaker si chiamano William Hill o Paddy Power che sono tra i maggiori al mondo per fatturato. La scusa? Non pagano le tasse in Italia e quindi li banniamo dalla rete nostrana… Il protezionismo in atto nel nostro paese non è altro che il frutto della spartizione politica (e in alcuni casi camorristica) dell’economia. Alla faccia della globalizzazione economica nell’Unione europea. Il pagamento delle tasse dai prodotti provenienti dalgli shop on line statunitensi è sacrosanta, mentre quella proveniente dalla Gran Bretagna lo trovo quantomeno “singolare”… A chi si augura di avere un amazon.it lo inviterei ad andarsi a vedere l’offerta del bookmaker bwin.it rispetto al suo .com (ovviamente visitabile solo attraverso sotterfugi da alchimista informatico).

  10. .mau. dice:

    Macman: come, "nessuno ha protestato"? tanto per rimanere qua, ecco cosa ha scritto il tenutario.

  11. Macman dice:

    Ricordo. Ma nel mentre l'ineffabile Tar del Lazio ha bloccato la causa di astrabet con una delle sue sentenze ad hoc. Inoltre l'associazione dei bookmaker inglesi ha cercato, inutilemnte, di fare appello in Italia e alla corte europea di giustizia (supportata da sentenze giudicate da molti "storiche"). Ovviamente nulla è successo. Anzi, la creazione di bwin.it è la dimostrazione che la società  registrata a Gibilterra ha fatto "pippa" realizzando quel deserto di lacrime (per modo di dire) che è il loro sito per noi italiani. Mentere se andate a vedere chi sono i soci di alcune case di scommesse tricolori vi troverete molti avanzi di galera noti per aver compiuto (oltre a reati finaziari) anche evasione del fisco…

  12. fabrizio dice:

    Sono i momenti in cui godo per il fatto di non vivere più in Italia.

  13. Bistecca dice:

    Io uso l'accortezza di non usare il corriere dagli states, ma il caro vecchio us postal service. La merce ci mette circa un mese ad arrivare, ma di solito non pago nulla di sdoganamento (ho ricevuto un centinaio di euro di materiale circa un mese fa, senza sovrapprezzi). La mia esperienza e' che i pacchi dei corrieri li aprono SEMPRE, mentre quelli postali spesso non vengono controllati…

  14. vittorio pasteris dice:

    Il problema su ebay nell'acquisto di beni in oriente e' che viene messa una vera gabella dalle poste

    vedi appunto

    http://www.macitynet.it/forum/archive/index.php/t-23965.html

    Il postino ha voluto 5.50€ per "spese doganali" Sul foglio allegato c'è scritto:

    Diritti postali

    – Presentazione in dogana: 2.50 €

    – Spese postali: 3.00 €

    – DAU: 0.00 €

    Diritti doganali

    – IVA: 0.00 €

    – Dazio: 0.00 €

    Ovvero le poste sistematicamente aprono i pacchetti per portarsi a casa i 2.5 euro …

    appunto una gabella …

  15. PseudoTecnico dice:

    Io ordino spesso su Amazon (libri) e l'unica volta che mi hanno fatto pagare le spese è perché c'era dentro un cd musicale.

    Che io sappia se ci sono solo libri non c'è nessun problema (sui libri in Italia l'iva è assolta dall'editore).

  16. Giancarlo dice:

    Concordo con l'ultimo commento. Anche a me con solo i libri non è mai capitato di pagare. Discorso diverso per CD e altri ammenicoli. In linea di massima ritengo corretto che il trattamento fiscale di un prodotto sia lo stesso indipendentente dalla modalità  di acquisto. Per esempio se per importare birra lo stato pretende il pagamento di accise, non capisco perchè se io acquisto birra su internet dovrei essere esentato dal pagamento, forse perchè è più figo? Comunque i siti seri di ecommerce si sono attrezzati per consegnare direttamente dall'europa, certo che costa di più: rispettano le regole.

  17. Fabio Metitieri dice:

    In effetti, ho controllato (avevo scritto un pezzo in merito): la normativa europea sull'Iva per il commercio elettronico e' entrata in vigore a febbraio del 2002 (con grandi proteste degli Usa) e comprende solo software, musica, giochi e video, nonche' i servizi informatici, come la realizzazione di siti Web e il Web hosting.

    Io, se ben mi ricordo, avevo ricevuto il mio primo (e unico) plico dalla dogana gia' nell'estate del 2002. Quindi avevo smesso di comperare fuori Europa.

    La ragione per cui Amazon in Usa costa meno e' proprio questa: loro hanno ancora – credo, non ho piu' seguito queste cose – norme come l'Internet tax freedom act e l'Internet tax non-discrimination act, per cui non pagherebbero l'Iva, non negli Usa. Adesso, pero', devono pagarla al Paese europeo dell'acquirente, da cui discendono i controlli e i casini che fanno qui in dogana.

    Ciao, Fabio.

  18. .mau. dice:

    amazon uk sicuramente il 4% dell'Iva te lo mette su, assolta o no dall'editore che sia. O almeno faceva così l'anno scorso…

  19. davz dice:

    Anche io ho acquistato libri da amazon us decine di volte, nuovi ed usati (tramite il loro sistema di ricerca). Sicuramente, come diceva bistecca, gli invii con corriere vengono controllati e tassati (è lo stesso corriere che chiama informandosi sul contenuto dei pacchi in arrivo, per lo meno a me è successo così per dell'attrezzatura fotografica)… i libri spediti da amazon non mi sono mai arrivati con balzelli da pagare. Fra l'altro Occhio per alcune cose:

    1) fate sempre una ricerca incrociata per un libro nei vari negozi, ad esempio i libri di informatica sono molto più economici dagli usa ma altri libri (mi ricordo uno di biologia) possono costare anche molto meno negli altri, dipende da quale sia l'origine del libro.

    2) ho notato un altra cosina interessante: se vi fate spedire un libro da amazon US, con spedizione normale, ci mette magari tre o quattro settimane ad arrivare. Se scegliete il tipo di spedizione immediatamente successiva (una specie di posta prioritaria, NON il corriere), costa poco di più ma soprattutto sembra che il pacco venga inviato dalle sedi europee, infatti con questa modalità  mi sono sempre arrivati i pacchi dopo 4-5 giorni e con la dicitura amazon.de o amazon.co.uk sul cartone… inoltre arrivando dall'europa non ci sarebbero i problemi della spedizione dagli US.. ovviamente i prezzi sono quelli del negozio americano con cambio dollaro super conveniente!:)

  20. Davide Maggio dice:

    Spero che questo commento non sia un doppione ma, purtroppo, vado di frettissima e, allo stesso tempo, non volevo perdere l'occasione di informare anche Voi su ciò di cui sono a conoscenza io. Non chiedetemi il perchè e il per come ma le spese doganali per i pacchi provenienti da paesi extra UE (sempre che non siano regali che sono esentasse) sono tassati solo se diretti al nord (o al centro nord, non ricordo) italia. Il Sud è esente! Mi informerò leggendo la normativa… spero di non sbagliarmi.

  21. Matteo.Balzani dice:

    confermo che anche per i libri si paga (di solito 5.5 €). effettivamente avrebbe senso acquistare in FR e DE (UK troppo cara).

    trovo il pagamento di queste tasse assolutamente assurdo, ma temo non ci sia molto da fare. Sofri dice che fosse in loro correrebbe ai ripari. ma come? la colpa non è di Amazon.

    in ogni caso Amazon.it non apre, a detta del suo vicepresidente (l'italiano Diego Piacentini), a causa dei costi troppo elevati dei corrieri.

    come sa chiunque faccia ecommerce il grande problema del commercio elettronico in italia è, a parte la carta di credito, proprio questo.

    Parlando con il resp. del sito di Fnac mi ha rivelato che la sepdizione in Francia costa al merchant qualcosa come 1 €, mentre qui in italia… lasciamo perdere!

  22. Massimo Moruzzi dice:

    non capisco: amazon.com spedisce da amburgo, di solito…

  23. .mau. dice:

    Garantisco che sui tre pacchi da amazon.com che mi sono fatto spedire a maggio con l'opzione "lenta" due sono stati tassati e il terzo no – erano tutti libri, intendiamoci – ma tutti e tre avevano un Port Payè dalla Germania, e quindi non si capisce nemmeno perché siano dovuti passare dalla dogana italiana.

  24. Massimo Moruzzi dice:

    d'altronde, cosa vuoi aspettarti da un paese che mette fuori gioco le scommesse online per… favorire gli amici degli amici che hanno le 'licenze' ?

  25. g.g. dice:

    L'esenzione per il sud deve essere una cosa recente. Io ho pagato le tasse (30 euro) per due copie di un videogame (15 euro a copia su un prezzo di 49 dollari) :)

  26. gm dice:

    Esiste un sito dedicato alla comparazione di prezzi tra tutte le versioni di Amazon mondiali (veramente utilissimo)..ora non ricordo il nome..qualcuno ci sa aiutare..

  27. Giavasan dice:

    Forse gm si riferisce a http://www.pricenoia.com/

  28. gm dice:

    grazie..prima di comprare su amazon o su altri siti provate a cercare su google "coupon amanzon"…risparmiate qualche euro..

  29. Marco B. Rossi dice:

    Comunque la situazione è grama: a causa dei 5,5 euro e delle seccature correlate ho smesso di acquistare su amazon.com da aprile, da ebay.com da prima ancora. E ho smesso anche di comprare su IBS da quando il corriere SDA (che costa carissimo, come avete fatto notare) ha abbandonato il mio pacchetto davanti al portone di casa, che mi è arrivato solo grazie alla cortesia dei vicini. Adesso i libri li prendo su amazon.co.uk oppure li cerco sul catalogo IBS e li ordino in libreria.

    Da notare che in tutti e tre i casi il problema non è chi vende, ma Poste Italiane

  30. MARIO dice:

    E quindi che famo?

    evadiamo le tasse fino a che possiam

  31. Cristina dice:

    L'unica volta che ho comprato da amazon.com ho pagato 45 dollari di libro (introvabile altrove) e 54 euro di tasse doganali.

    Per un libro.

    Inutile dire che amazon.com è stato bannato dai miei preferiti purtroppo.