Mi ha molto colpito questo lunghissimo commento apparso ad un mio post di qualche giorno fa sul passaparola e i blog. Lo ha scritto Giulio Bartolomeo Argano che io non conosco (e che nemmeno google sembra conoscere) e che ringrazio. Pur essendo io convinto di non averlo compreso interamente ve lo ripropongo per le molte considerazioni intelligenti che porta:

Se in questo post si dicesse:
1) a mio parere il tal libro o film è buono/cattivo, per i motivi a, b e c;
la cosa non susciterebbe alcuno scandalo. Qualcuno esprimerebbe un parere favorevole, o contrario, e in generale verrebbero forniti alcuni elementi di informazione e di giudizio (senza garanzia di oggettività )
Invece nel post si dice:
2) molta gente diffida dei media tradizionali e della pubblicità ; chi usa i blog si fida invece molto di questi strumenti per ciò che attiene al giudizio su prodotti o idee, tanto da ritenerli più affidabili dei media tradizionali, e questo giudizio emerge da esperienze precedenti.
Ora, l’affermazione 2) è difficilmente contestabile: che molti non si fidino dei media è opinione corrente; che gli utilizzatori di blog ritengano i blog affidabili è ugualmente noto (certo si può ritenerla un’affermazione forzata, dato che non sono stati interpellati tutti i blogger, ma qualsiasi lettore con un minimo di competenza linguistica dovrebbe riconoscere che il tono dell’affermazione è retorico, quindi non va letto in senso stretto o scientifico come “è certo che tutti i blogger ritengono che tutti i blog siano sempre affidabili” – cosa che sarebbe tra l’altro autocontraddittoria con il contesto, come spiegheremo sotto – ma come “qui si sa o pensa che da una cerchia di blog arrivino molte informazioni affidabili”, ); che tutti e due i gruppi abbiano infine il diritto di ritenere ciò che piace loro ritenere, fa parte della libertà  d’opinione.
Invece alcuni nei commenti leggono 2 come se dicesse: “i blog sono oggettivamente più affidabili dei media”; oppure “i blogger generano affidabilità “, e contestano quindi questa affermazione perché eccessiva, ideologica, non scientifica.
Dato che 2) non dice affatto questo, ci si chiede perché venga letta in questo modo.
Al di là  della possibilità  che il fraintendiimento sia casuale, dovuto a fretta o pregiudizio o inesatta lettura, è possibile invece si tratti di un equivoco più di fondo, segno di un atteggiamento mentale che impedisce di vedere e usare i blog per quello che sono fraintendendone la natura.
Mentre infatti un medium “pubblico” come un giornale ha un dovere di affidabilità  “individualizzato”, sancito da leggi e deontologie, e può quindi essere sottoposto individualmente e “frase per frase” a un filtro di controllo, nei blog l’oggetto non è la singola affermazione o il singolo emittente, ma la rete di discussione in cui si situa. Nè i blog né le singole affermazioni vanno considerate come oggetti a se stanti, prodotto di prassi e metodologie controllabili, ma come interni a una rete di doxai.
Nelle conversazioni interne ai blog vengono approntate opinioni variamente articolate e argomentate che i conversatori utilizzano secondo i propri intenti, cercando per prove ed errori di verificarne l’affidabilità  in rapporto sia alla competenza, sia all’affinità  tra chi esprime quelle opinioni e le proprie.
Queste opinioni riguardano oggetti, idee, e riguardano i blog stessi – questo post ne è un esempio.
L’eventuale affidabilità  delle informazioni va quindi considerata dentro questo movimento, e ciò vale anche per le affermazioni metadiscorsive – come ad esempio “i blog sono affidabili” o “nei blog succede questo e questo” (cioè ciò che viene detto in questo stesso commento – l’autoreferenzialità  è sintomo chiaro della natura conversazionale e ricorsiva della situazione)
Quindi, l’atteggiamento mentale che ricerca nei blog un’affidabilità  “punto-punto” tipica di affermazioni scientificamente prodotte, e non trovandola opta per il suo contrario (inaffidabilità  totale, soggettività  delle affermazioni, solipsismo, delirio individuale), rivela probabilmente un fraintendimento della natura conversazionale dell’ambiente in cui pure si trova a conversare.

Giulio Bartolomeo Argano

21 commenti a “SULLA INAFFIDABILITA’ DEI BLOG”

  1. marco dice:

    A costo di farmi mandare al paese da G.B.A, ammetto che la prima cosa che mi è venuta in mente a leggere questo testo è che sia una presa per i fondelli delle chiacchiere seriose sui blog scritta con una prosa magniloquente alla, che so, Giulio Carlo Argan ;-)

  2. Fabio Metitieri dice:

    Mante, con tutto l'impegno che ci metto in questi commenti, tu (l'attenzione) la dai a tutti, anche al primo pizzosissimo Argano di passaggio (e che nome da camallo), meno che a me…

    :-(

    Ciao, Fabio.

  3. massimo mantellini dice:

    e' che tu fabio ripeti qui e altrove le stesse 4 cose da anni….cosa vuoi che ci sia da commentare. (ammesso che il tuo tono concilii la voglia di farlo, cosa che nel mio caso in genere non avviene)

  4. Larry dice:

    Cavolo, lo voglio anch'io un tag apposito sul blog di Massimo! Ora mi adopero (anzi mi "adopro", dato che usiamo termini aulici e vetusti) nello scrivere un pomposo e supponente papiro che parli del nulla in termini rigorosamente corretti, acciocché possa ottenere l'agognato tag "Larry", poffarbacco ;-)

  5. marco dice:

    Larry, senza offesa, cercati però un altro nick, che Giulio Bartolomeo Argano, vero o falso che sia (propendo sempre di più per la seconda ipotesi), ha una sua prestanza :-)

  6. massimo mantellini dice:

    che sia un nome falso mi pare pacifico….

  7. Giorgio dice:

    Il commento di Argano è prolisso, e non dice nulla. Poteva fermarsi a considerare che ci sono due correnti: una si fida dei blog, l'altra se ne schifa. E nel mezzo delle correnti ci sono i mulinelli, quelli che tollerano, quelli che mal digeriscono, i rompiballe universali (Metitieri, scusa ma dovevo farlo). E, fatto ciò, avrebbe ottenuto lo stesso risultato: aver inventato la mortadella, ovvero esattamente ciò che si era preposto di fare.

    Argano ottiene il suo scopo, quindi: far creare un altro post a Mante, volto a discutere sulla di lui evanescente sbrodolata, seguito dai qui presenti commenti. Autoalimentazione del blog, direi.

    Comunque per Mante è un traguardo: pensate che sul mio blog posto i messaggi e poi li commento da solo per illudermi di non essere il solo a leggere le mie cazzate :)

  8. Fabio Metitieri dice:

    Mante, son gia' 4 anni, che commento qui? Sei sicuro?

    Anyway, io in 14 anni di Rete ho cambiato parecchio le mie posizioni. In fondo un po' anche sui blog. E non potrei aver riempito 5 o 6 edizioni di libri e uno o due mila articoli (sinceramente non li conto da anni) con solo "quattro cose".

    La verita' e' che qui sei tu che guidi il gioco, e se tu scrivi sempre le stesse "quattro cose", non posso che risponderti sempre con le stesse "quattro cose opposte".

    E anche prima della Grande Era del Blog, direi che dal 1997 o da quando ti conosco (on line) non ti ho mai visto cambiare una posizione di un solo millimetro.

    Nasce una nuova tecnologia? La esamini sempre allo stesso modo, ideologico e superficiale, te ne fai un'idea precisa, talebanica e granitica, e quella restera', nei secoli dei secoli… Per forza i commenti diventano un po' ripetitivi.

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  9. Anonimo dice:

    "chi usa i blog si fida invece molto di questi strumenti per ciò che attiene al giudizio su prodotti o idee, tanto da ritenerli più affidabili dei media tradizionali, e questo giudizio emerge da esperienze precedenti."

    tutto vero. ma non capisco cosa ciò abbia a che fare con l'«affidabilità Â». essa non attiene a giudizi su prodotti ed idee, ma alla corrispondenza di un'espressione con ciò che essa esprime; nell'ambito dell'informazione, la corrispondenza tra una descrizione ed il fatto che si descrive.

    l'affidabilità , nello specifico, consiste nel poter operare dei giudizi o assumere un corso di azioni in base all'informazione ricevuta senza una probabilità  troppo elevata di prendersela nel… ehmm.

    ciao

    a

  10. Fabrizio dice:

    Anche a me di primo acchitto ricorda il mitico librozzo di Storia dell'arte scritto da Carlo Giulo Argan.

    Mantelli', mi sa che hai una serpe "in casa"…

  11. Giulio Bartolomeo Argano dice:

    sono piuttosto offeso, signor Mantellini, che lei non sappia chi sono io. E poi dice di leggere i blog.

    Tze.

    vorrei rispondere due cose.

    A chi sostiene che non esisto: la vostra ignoranza è illimitata, ma circoscritta.

    Ad "a":

    l'affidabilità , come dice il nome stesso, è sempre un fatto di fede, per così dire. Certo in alcuni campi le affermazioni sono sottoposte a procedure preventive di produzione o successive di falsificazione (che tentano di far corrispondere espressione e espresso, non nel senso del caffé ma di una concezione della verità  come quella che lei appunto esprime, e che peraltro andrebbe un po' rinnovata, visti i progressi dell'epistemologia degli ultimi 120 anni).

    Tuttavia in ogni caso, se non vi è accesso diretto alla fonte dell'affermazione o possibilità  personale di falsificazione, è noto che l'affidabilità  di qualsiasi informazione sia un atto di fede, che provenga dal Times o da Nature o dal blog di un premio nobel per la fisica. Fede in un orizzonte di affermazioni condiviso intersoggettivamente, da una comunità  di parlanti (scriventi, per la precisione).

    Accade quindi che, per la situazione della stampa italiana (proprietà  da parte di gruppi d'affari, intrecci con la politica, commistione tra giornalismo e pubblicità  a volte indecente, situazione di concorrenza sul costo e sul processo di lavoro, immoralità  diffusa, quadro normativo inadeguato, unificazione internazionale delle fonti, ) alcuni individui, su alcune ben limitate questioni, preferiscano fidarsi di informazioni che provengono da circuiti diversi, e persino dell'informazione che proviene da un "amico" (nella fattispecie da un blogger che si legge da tempo e che ha mostrato – o millantato – una competenza nel settore specifico), per quanto non sottoposta ai vincoli di produzione di cui sopra, piuttosto che di quella che proviene da uno sconosciuto, per quanto titolato come pubblico funzionario dell'informazione. Che costui faccia bene non è noto, ma lì si discuteva di ciò che accade.

    segue

  12. Giulio Bartolomeo Argano dice:

    precede

    Infatti è notorio che per aggirare le garanzie normative e deontologiche a tutela del lettore non c'è altro da fare che aggirarle e basta, (lo dice il nome stesso) e nessun lettore può in genere controllare se, putacaso, la recensione del tal prodotto è una scelta indipendente o piuttosto il giornale sotto forma di ufficio marketing – o l'intraprendente giornalista in persona – prende la stecca dall'ufficio marketing dell'azienda produttrice (che si tratti di oggetti o di idee, beninteso: il caso del giornalista che scriveva sotto contratto dei servizi segreti è macroscopico, ma emblematico).

    Infine, positivamente parlando, è difficilissimo per una testata generalista essere in possesso di tutte le informazioni: è esperienza comune che appena l'oggetto di indagine si avvicina alle possibilità  di verifca personale, gruppi di utenti-fruitori-appassionati ne sanno invariabilmente più del giornalista mandato a occuparsi del tal fatto mezz'ora prima, con mezz'ora di tempo per scrivere un pezzo.

  13. .mau. dice:

    Forse che polygen è stato aggiornato ultimamente?

  14. fabrizio dice:

    àˆ Argan! Lo riconosco!!! Si è reincarnato!

  15. Giannantonio Ditalzato Della Menabrea dice:

    O fave, GBA non è altri che Sua Filosofezza B. Georg, razza di tromboncini ottunduti e prosopopeici! Fa caldo, eh?

  16. massimo mantellini dice:

    ma non mi dire ;)

  17. marni dice:

    Meglio di una telenovela….. ;-)

  18. Stefano Hesse dice:

    La qualita'di sapersi fermare prima dello stop e' merce rara.

  19. cubic dice:

    Grazie GBA, il ragionamento è buono, e ti ringrazio per gli spunti, se ne leggono pochi degni di questo nome online. Purtroppo la Rete non è clemente con chi approfondisce, ma ama la retorica della boutade, che stupisce, esaurisce in poco spazio e possibilmente con effetti speciali temi anche complessi. Come ben saprai, visto che hai giustamente rimarcato la "natura conversazionale" dei blog, qui valgono le regole della retorica, non della logica, dell'epistemologia e via discorrendo. Non stupiscono pernacchie e ditalzate.. Ma non ti scoraggiare. Domani è un altro blog.

  20. dani dice:

    Vorrei ringraziare per avermi dato l'occasione di rileggere un "putacaso". Erano anno che non ne leggevo uno. Non ho letto per intero il commento, ne' quello riportato direttamente nel post di Mante, perché troppo lungo per i miei neuroni in (perenne) pausa estiva.

    Ditemi: è presente anche un "anzichenò" e un "eziandio"? Perché in caso negativo sono per una raccolta firme volta ad un nuovo commento che comprenda anche questi termini.

  21. bambi dice:

    dani è uno di quelli che capisce le battute un quarto d'ora dopo e solo se gli fai un disegno